Perché l’Europa tace sulla proposta ucraina di confiscare le proprietà russe?

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Perché l’Europa tace sulla proposta ucraina di confiscare le proprietà russe?

Questo brutto episodio dimostra ancora una volta l’impegno dei leader ucraini verso un’Europa i cui valori sono puramente cinici e manipolatori.

Il disegno di legge ucraino che propone la confisca delle proprietà della Russia e dei residenti russi in Ucraina è una mostruosità, oltre che essere sfacciatamente illegale.

L’Ucraina è un membro del Consiglio europeo e una firmataria della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Russia e Ucraina non sono in guerra. Il presidente Poroshenko non ha dichiarato guerra alla Russia, sebbene il suo Parlamento abbia approvato una legge che bolla quest’ultima come ”Stato aggressore”. L’Ucraina continua a commerciare con la Russia e a comprare il gas, l’elettricità e il carbone russi.

L’articolo 1 del Primo Protocollo della Convenzione garantisce un pacifico godimento dei beni. L’articolo 14 proibisce la discriminazione nell’esercizio dei diritti protetti dalla Convenzione.

Tuttavia la maggioranza dei deputati del Parlamento ucraino sostiene una legge che ordina il sequestro delle proprietà appartenenti ai membri di un gruppo etnico, vale a dire ai residenti e ai cittadini russi, in grave violazione del diritto al pacifico godimento dei beni garantito dall’articolo 1 del Primo Protocollo. Inoltre attua ciò in un modo molto discriminatorio, contrario al divieto contro la discriminazione dell’Articolo 14.

Tutto ciò viene fatto dal Parlamento di una nazione la cui leadership dichiara a gran voce il suo impegno ai ”valori” europei e che diede avvio a una rivoluzione contro il precedente governo democraticamente eletto, precisamente sotto lo slogan di quei valori e nell’interesse della causa dell’integrazione europea.

Quello che questo turpe episodio dimostra ancora una volta, è l’impegno dei leader ucraini verso un’ Europa i cui valori sono puramente cinici e manipolativi. Non è in nessun senso un impegno genuino verso quelle cose che gli europei immaginano di essere i loro valori: democrazia, Stato di Diritto, protezione della proprietà privata e dei diritti umani. Piuttosto, la tanto proclamata fedeltà all”’Europa” è semplicemente un espediente per dissimulare e per nascondere il loro odio verso la Russia oltre che la loro politica di allontanamento dell’Ucraina da quest’ultima.

Infatti i veri atteggiamenti dei leader ucraini sono in malcelata mostra fin dalle proteste di Maidan cominciate nel novembre 2013. A chiunque abbia seguito il loro reale comportamento questa nuova legge illegale non giunge come una sorpresa.

Né, tristemente, lo fa un altro aspetto di questo episodio: l’assordante silenzio dell’Europa.

Tornando indietro al 2013, il Parlamento russo emanò una modifica alla legge di classificazione dei contenuti, imponendo così piccole multe per la pubblicazione di materiale destinato ai minori riguardante relazioni sessuali non convenzionali. Qualunque punto di vista si possa avere su questa legge, la sua portata e il suo impatto furono strettamente limitati, ed essa fu elaborata in un modo che si sforzò di osservare la struttura della Convenzione.

La legge, tuttavia, in Occidente divenne bersaglio dei media e di una campagna pubblicitaria contro la Russia che si estese a richieste di boicottaggio dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi.

Il governo e il Parlamento ucraini propongono ora di emanare una legge di gran lunga più oppressiva e discriminatoria che apertamente contravviene ai più basilari principi della Convenzione e su questo fatto l’Occidente non ha proprio niente da dire.

E’ senz’altro consentito ad ogni cittadino russo, al quale siano state confiscate delle proprietà secondo i provvedimenti di questa legge, di portare quest’ultima di fronte alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. Questo processo però durerà anni, ed è improbabile che si concluda con un giusto risarcimento.

Nel frattempo i leader Occidentali che sostengono l’Ucraina, come il precedente Segretario Generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, dicono che essa sta combattendo per i ”valori” dell’Europa.

Si sbagliano. Attraverso la loro complicità, mentre l’Ucraina scema nell’illegalità e nel caos, e il loro silenzio di fronte a leggi come questa, scelgono chi sceglie i valori ucraini.

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Articolo di Alexander Mercouris apparso su Sputniknews il 7 maggio 2015
Traduzione in Italiano a cura di Elisabetta per Sakeritalia.it

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