ZH su intervento russo in Siria. “Le affermazioni dei media occidentali sono il flagello dell’umanità

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Dall’inizio delle operazioni militari della Russia in Siria, una domanda è divenuta ricorrente: perché Washington non è stato in grado di raggiungere l’obiettivo del Pentagono di “sconfiggere” ISIS in tredici mesi, nonostante la “battaglia” contrapponesse la forza aerea più avanzata del pianeta contro un’accozzaglia di militanti in giro per il deserto in scarpe da basket?

Il blog americano Zero Hedge prova a dare una risposta. I più scettici, che alla fine hanno quasi sempre ragione, sono stati propensi a suggerire che forse gli Stati Uniti non erano pienamente impegnati nella lotta. Comunque, nelle risposte, si va dalla versione mainstream che prova a dire che la Casa Bianca sia restia a entrare in un’altra guerra in Medio Oriente, fino alla versione più estrema vale a dire che la CIA abbia creato l’ISIS e quindi non vuole distruggere il gruppo per il suo valore come un asset strategico nella regione.
Sta di fatto che un esercito moderno, veramente determinato a distruggere il gruppo terrorista, potrebbe realizzare il suo obiettivo nel giro di pochi mesi, se non settimane. Una volta che la Russia ha cominciato a far volare i suoi Jet da Latakia, infatti, il mondo ha iniziato a cambiare domanda e chiedersi quanto i vari gruppi ribelli che operano in Siria avrebbero potuto resistere.

La risposta, apparentemente, “meno di una settimana”.

Il vice capo dello Stato Maggiore russo, Andrei Kartapolov, ha riferito sabato che 600 membri del gruppo terroristico Isis (Daesh, in arabo) hanno abbandonato le loro postazioni in seguito agli attacchi aerei russi. “I nostri rapporti di intelligence indicano che i terroristi stanno lasciando le zone sotto il loro controllo. C’è il panico e la diserzione tra le loro fila”, ha indicato Kartapolov.
A suo parere, le incursione russe, iniziate mercoledì scorso, hanno considerevolmente indebolito la capacità militare dell’Isis. Il numero due dello Stato Maggiore russo ha dichiarato che gli avieri russi hanno condotto 60 voli in tre giorni e 50 posizioni dell’Isis sono state attaccate.

Aerei Su-34s hanno “completamente distrutto l’obiettivo.” Attacchi aerei chirurgici di aerei da caccia russi hanno eliminato una serie di installazioni dello stato islamico in Siria, in particolare la sede di battaglia di un gruppo jihadista nei pressi di Raqqa, secondo il ministero della difesa russo.

“Nelle ultime 24 ore, i jet da combattimento Sukhoi Su-34 e Su-24M hanno effettuato 20 missioni e colpito nove installazioni dello stato islamico,”. Lo ha riferito Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo.

Commentando il video girato da un monitoraggio dell’assalto vicino a Raqqa da un drone russo, Konashenkov ha osservato che “una potente esplosione all’interno del bunker indica che lo stesso venisse utilizzato anche per la conservazione di una grande quantità di munizioni. “Come potete vedere, un colpo diretto sull’installazione ha portato alla detonazione di esplosivi e fuochi multipli. E ‘stato completamente demolito “, ha detto il portavoce.

Ed ecco il ministero della Difesa russo dichiarare con un tweet che: “Ventiquattro ore al giorno droni stanno monitorando la situazione nelle aree di attività dell’ISIS. Tutti gli obiettivi individuati sono effettivamente impegnati giorno e notte in qualsiasi condizione meteorologica”.

Ora, sottolinea sempre Zero Hedge, si deve ovviamente considerare la fonte di parte qui riportata, ma la tattica di spin del Cremlino a parte, non si può fare a meno di essere stupiti dal ritmo con cui il tutto si sta svolgendo. Se i dati elencati sopra fossero anche vicini alla realtà, la Russia sta per dichiarare vittoria sull’ISIS (e tutti gli altri gruppi terroristi) tra poche settimane. Il che non solo sarebbe estremamente imbarazzante per Washington, ma dimostrerebbe in modo efficace che gli Stati Uniti non hanno mai veramente intrapreso uno sforzo onesto per liberare la Siria dai gruppi terroristi. E, conclude Zero Hedge con una frase che è l’epitaffio del castello di carte degli Stati Uniti che si sta sgretolando in Siria, dimostra che “le affermazioni dei media occidentali sono il flagello dell’umanità”.

Leggi art. completo: l’antidiplomatico

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