ZERO HEDGE: “250.000 TEDESCHI CONTRO L’ ACCORDO DI “LIBERO SCAMBIO” DI OBAMA, LA PIÙ GRANDE PROTESTA DA ANNI

ZERO HEDGE: “250.000 TEDESCHI CONTRO L’ ACCORDO DI “LIBERO SCAMBIO” DI OBAMA, LA PIÙ GRANDE PROTESTA DA ANNI

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Anche in America qualcuno è preoccupato per il TTIP, che avvantaggia in maniera trasversale le grandi società multinazionali a scapito delle intere popolazioni. Ne parla Zero Hedge, dando anche un resoconto della grande manifestazione di protesta a Berlino, di cui avrete senz’altro già saputo dai media… O no? 

di Tyler Durden, 10 Ottobre 2015

Nei pareri ufficiali e sui media,  la linea è unanime sul coronamento dei “successi” commerciali di Obama, la Trans-Pacific Partnership (TPP) e l’Accordo transatlantico sul commercio e gli investimenti (TTIP). Come notato in precedenza, Barack Obama ha assicurato alla popolazione che questo trattato sarà meraviglioso per tutti:

Nel salutare l’accordo, Obama ha detto:

“Il Congresso e il popolo americano avranno mesi di tempo per leggere ogni singola parola” prima della firma del contratto, che egli ha descritto come una vittoria per tutte le parti in gioco.

“Se riusciremo a portare questo accordo sul tavolo, allora potremo aiutare le nostre imprese a vendere più beni e servizi Made in America in tutto il mondo, e aiuteremo i lavoratori americani a competere e vincere”.

Il coro dei media mainstream in sostegno a queste accordo commerciale è qualcosa di assordante: ecco alcuni titoli significativi di questo lunedi:

Il punto di vista opposto, molto meno popolare, più volte presentato qui, è che, come in ogni altro accordo di “libero scambio” che gli Stati Uniti hanno stipulato dalla seconda guerra mondiale, ciò che effettivamente accadrà è l’esatto contrario: il risultato sarà che il deficit commerciale degli Stati Uniti (che escludendo il petrolio è già tornato a livelli record) diventerà ancora più grande, e vedremo ancora più posti di lavoro perduti e ancora più imprese che vanno all’estero, cosa che spiega la segretezza e la corsia veloce del passaggio congressuale del TPP e del TTIP.

E mentre la popolazione degli Stati Uniti, che è molto più preoccupata per ciò che indosserà domani Caitlyn Jenner che dei piani di Washington sul futuro del commercio mondiale, è rimasta in silenzio sulla firma della prima parte del trattato sul commercio, il TPP – dopo tutto non c’è un SMS che spieghi cosa pensarne, se non garantire che tutto andrà alla grande, anche se milioni di posti di lavoro ben pagati misteriosamente diventeranno posti da aiuto cuoco – gli altri paesi sono schierati contro gli interessi commerciali globalisti al servizio di una manciata di grandi società.

Esempio significativo la Germania, dove oggi centinaia di migliaia di persone hanno marciato a Berlino per protestare contro il previsto accordo di “libero scambio” tra l’Europa e gli Stati Uniti che, dicono, è anti-democratico e abbassa la sicurezza alimentare, del lavoro e delle norme ambientali.

I critici del TTIP temono che possa portare a peggiorare i controlli sulla sicurezza in Europa, ad abbattere le norme per la sicurezza alimentare e sanitaria dei consumatori e i diritti del lavoro come in America. Le nazioni europee hanno norme più severe degli USA per cose come gli alimenti geneticamente modificati o le garanzie per i lavoratori. C’è anche  malcontento per la natura segreta dei negoziati, che spinge gli scettici ad ipotizzare il peggio sul documento che alla fine ne verrà fuori.

Gli organizzatori – un’alleanza di gruppi ambientalisti, enti di beneficenza e partiti di opposizione – hanno detto che 250.000 persone hanno preso parte alla manifestazione contro l’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti e il Canada, molte di più di quanto previsto.

ttip berlin

Christoph Bautz, direttore del movimento di cittadini Campact, ha detto ai manifestanti in un discorso: “Questa è la più grande protesta che questo paese abbia visto da molti, molti anni“.

Secondo la Reuters, “l’opposizione al cosiddetto accordo transatlantico sugli scambi e gli investimenti (TTIP) è cresciuta in Germania dallo scorso anno, con i critici che temono che il patto consegnerà troppo potere alle grandi multinazionali a scapito dei consumatori e dei lavoratori.”

La rabbia popolare sembra essersi concentrata sull’invasione da parte delle grandi corporation di ogni angolo del mondo intero:

Quello che mi preoccupa di più è che non voglio che tutte le nostre leggi a tutela dei consumatori siano allentate“, ha detto Oliver Zloty a Reuters TV. «E non voglio la dittatura di nessuna grande società.

Altri sono per lo più preoccupati per la segretezza che copre il trattato e le sue trattative. Dieter Bartsch, vice leader del gruppo parlamentare del partito di sinistra, che prendeva parte alla manifestazione, si è detto preoccupato per la mancanza di trasparenza che circonda i colloqui. “Abbiamo sicuramente bisogno di sapere ciò che si suppone sia in fase di decisione “, ha detto.

Come aggiunge Deutsche Welle, l’Unione europea e Stati Uniti hanno l’obiettivo di concludere i negoziati, iniziati nel 2013, per il prossimo anno. Il prossimo ciclo di negoziati si presume inizierà entro la fine dell’anno. Una volta completato, il TTIP creerebbe la più grande zona di libero scambio al mondo, che ospita circa 800 milioni di consumatori.

Gli attivisti sono particolarmente preoccupati per una disposizione dell’accordo che permetterebbe alle imprese di citare in giudizio i governi davanti a dei tribunali speciali. Tale disposizione, temono, porterebbe ad una erosione della tutela del lavoro e dell’ambiente. I sostenitori del TTIP liquidano quest’idea sostenendo che l’operazione dovrebbe rilanciare l’economia dell’Unione europea, eliminando le tariffe e creando degli standard comuni.

Gerhard Handke, che dirige la Federation of German Wholesale, Foreign Trade and Services, ha detto a DW che il TTIP dovrebbe addirittura aiutare a mantenere questi standard. L’Europa, ha spiegato, sarebbe presto messa in ombra da altri attori economici, come l’India e la Cina. “Ora è il momento di definire le norme, invece che siano altri paesi a dettarle più avanti”, ha detto. “Altrimenti, un giorno, sarà l’Asia a stabilire queste norme, senza che nessuno ci chieda cosa ne pensiamo.

Coloro che si sono riuniti a Berlino, però, hanno una visione molto diversa. “Abbiamo già sentito queste promesse sui posti di lavoro, la prosperità e la crescita,” ha gridato sabato al microfono Larry Brown, un sindacalista del Canada – che sta negoziando un simile accordo commerciale con l’Unione europea – mentre i manifestanti gridavano e e applaudivano davanti ai poliziotti che stavano a guardare. Sono bugie. Devono essere fermate“.

Stranamente, pochi negli Stati Uniti, a parte alcuni media marginali, condividono queste preoccupazioni.

In Germania, invece, i manifestanti battevano sui tamburi, suonavano fischietti e portavano manifesti con scritto“Yes we can -. Fermare il TTIP”

Come aggiunge Reuters, il livello di resistenza “ha colto di sorpresa il governo di Angela Merkel e sottolinea la sfida che l’attende per invertire la tendenza in favore dell’accordo, che secondo i suoi sostenitori creerà un mercato di 800 milioni di persone e fungerà da contrappeso alla Cina. “

E proprio come negli Stati Uniti, il governo si sta adoperando per ammorbidire l’opposizione popolare prima che l’accordo sia concluso:

In una lettera a tutta pagina pubblicata in diversi giornali tedeschi questo sabato, il ministro dell’Economia, Sigmar Gabriel ha messo in guardia contro l’”allarmismo”.

“Abbiamo la possibilità di fissare nuovi standard di qualità per la crescita del commercio globale. Degli standard ambiziosi per l’ambiente e per i consumatori e delle condizioni eque per gli investimenti e i lavoratori. Questo deve essere il nostro obiettivo”, ha scritto Gabriel.

“Un accordo di libero scambio equo e completo favorisce la crescita e la prosperità in Europa. Dovremmo partecipare attivamente a porre le regole per il commercio mondiale di domani”, Ulrich Grillo, capo della Federazione delle industrie tedesche BDI, ha detto in un comunicato.

Le imprese sperano che l’ accordo commerciale porterà oltre $ 100 miliardi di vantaggi economici ad entrambe le sponde dell’Atlantico.

Il che, naturalmente, è l’espressione in gergo per milioni di tagli dei costi e di licenziamenti, destinati ad accrescere la redditività e il capitale.

Per ora il pubblico americano rimane in gran parte inerte di fronte alle preoccupazioni sul TPP e il TTIP che stanno investendo il pianeta; ci aspettiamo che questa situazione andrà avanti fino a quando la prossima importante tornata di licenziamenti colpirà gli Stati Uniti, giusto in tempo perché i numeri portino a dover ammettere che il paese è  in recessione.

Qui la copertura della protesta da parte dei social network e altri media non statunitensi:

lupi

The Biggest Protest This Country Has

Informazioni su vaturu

I am a sardinian patriot
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