Piccoli risparmiatori muoiono

saura plesio

Quello dei piccoli risparmiatori facenti capo a quattro banche  comeCarife, Banca Marche, CariChieti e Banco Etruria è solo una beffarda “strenna” prenatalizia. Il fattaccio è successo durante gli attacchi di Parigi. E sempre secondo lo spin, ci si serve di un fatto eclatante per coprire qualche altra manovra sordida interna e metterla opportunamente in ombra.
Parlo del decreto renziano salvabanche  che ormai chiamano decretoammazzarisparmiatori.  
Mammassantissima  Troika comanda e picciotto va. E anche stavolta Renzi ha ubbidito ed eseguito “ordini superiori di scuderia”. Del resto in Ue arriverà a gennaio 2016 l’ obbligo di effettuare il bail-in per le banche in sofferenza. “Ce lo chiede l’Europa“, e Renzi si è già portato avanti. 
Ci sono 150mila cittadini che hanno investito i risparmi di una vita sulle cosiddette obbligazioni subordinate delle loro banche di fiducia. I direttori di quelle banche  hanno consigliato loro di investire su quelle obbligazioni dette”subordinate”, garantendo loro che erano sicure (la vecchia storia di chiedere all’oste se il suo vino è buono).  E ora si trovano senza più niente. Il governo e la Banca d’Italia dovevano vigilare dando l’allarme per tempo? Certo, ma è come chiedere a cane di mangiare cane.
Ma prima, la storia di Furio, la testimonianza di un piccolo risparmiatore che vuole rimanere anonimo.

” Sono un risparmiatore che investe i propri soldi in borsa o in varie banche, informandosi in rete e sui giornali. Rappresento un gruppo di investitori di venti persone che fino a domenica aveva 1,2 milioni di euro inBanca Etruria e che ora si ritrova in mano zero euro”.  Continua qui,dove Furio spiega bene la grande truffa ai suoi danni.

Proporre una soluzione con la consapevolezza che è impraticabile. Il risultato finale è una evidente presa in giro, ma nell’ immediato si ottiene il risultato di tenere a bada l’ opinione pubblica, alla quale si danno in pasto buona volontà e intenzioni positive. È grosso modo questa la lettura che va data alle dichiarazioni del governo e del Pd sulla possibilità di modificare il decreto salva banche, con aiuti per i risparmiatori di Banca Marche, CariChieti, Carife e PopEtruria. Tutto questo mentre il governo ha assicurato nuovi sgravi fiscali alle banche: diventano defiscalizzabili i contributi volontari per il salvataggio di Tercas: l’ ennesimo regalo.   (fonte Libero).

L’ idea è creare un “fondo di solidarietà” per i consumatori più deboli, per rimborsare solo una parte delle perdite, circa 300-350 milioni su un totale di 728 milioni di obbligazioni subordinate evaporate grazie al blitz di palazzo Chigi di domenica 22 novembre.

Un ulteriore fattore di destabilizzazione,  è rappresentato dal recente decreto salvabanche che impone alle Bcc (Banche di Credito Cooperativo) di versare entro il 7 gennaio 225 milioni al Fondo che salverà i 4 istituti in difficoltà. Questo prelievo, assieme ai 120 milioni che le banche-coop versano al loro fondo di categoria che assiste le Bcc in dissesto causa crisi economica, rischia di mandare in rosso quasi tutte le banche. (fonte Il Giornale). 

Nell’intervista di ieri al Corriere l’Abusivo di Rignano ha accennato alla riforma degli istituti che gravitano nell’orbita della cooperazione. «Abbiamo sistemato le popolari, tra mille polemiche», ha dichiarato aggiungendo che «dopo Natale vogliamo consolidare le banche del credito cooperativo, facendone uno dei gruppi bancari più solidi sul modello del Crédit Agricole». Si è ben visto come le ha “sistemate”, le popolari!

Ieri (domenica 6) come è noto si è tenuto un sit-in dei risparmiatori (azionisti e obbligazionisti) truffati  davanti a Montecitorio, nel quale erano presenti le associazioni consumatori Adusbef, Codacons ed esponenti del M5S.

Si prevedono tempi infami su tutti i fronti, inutile nasconderci la realtà. Chi avesse avuto la triste esperienza di essere stato correntista fra le banche imputate (penso a Maria Luisa, che ne accennò in altro blog) è pregato di scriverne nel dettaglio.

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I am a sardinian patriot
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