IL PRIMO MINISTRO OLANDESE: L’UNIONE EUROPEA HA 6-8 SETTIMANE PER SALVARE SCHENGEN

 

 

Schengen

 vocidallestero

Di Financial Times, 21 gennaio 2016

Mark Rutte, il Primo Ministro olandese, ha avvertito l’Unione Europe ache restano “da 6 a 8 settimane” per salvare il Sistema di Schengen per viaggiare senza limiti di frontiera.

Gideon Rachman segnala da Davos che, parlando al World Economic Forum, l’onorevole Rutte ha fatto presente che l’arrivo del tempo primaverile causerà un’intensificazione dei flussi di profughi la quale potrebbe causare la rottura irreparabile del sistema di Schengen, con i paesi dell’UE pronti a ripristinare i controlli alle frontiere.

C’è già stata una parziale erosione del sistema di Schengen, per esempio in Svezia dove sono stati recentemente ripristinati i controlli di frontiera con la Danimarca a seguito dei flussi di rifugiati.

Il signor Rutte ha detto che da inizio anno 35.000 persone hanno attraversato il mare che separa la Turchia dalla Grecia, a fronte di sole 1.200 che lo avevano attraversato nell’intero gennaio 2015. Rutte ha ipotizzato che, a meno che l’Unione non migliori la sua risposta al fenomeno, l’attuale flusso di attraversamento potrebbe quadruplicare in poche settimane, con il miglioramento del meteo. “Non possiamo più far fronte a questi numeri” ha fatto notare.

Il primo ministro olandese ha richiesto azioni urgenti – incluso un accordo tra Turchia e UE riguardo i flussi di rifugiati, il rafforzamento delle frontiere esterne dell’UE e l’implementazione di una ridistribuzione dei rifugiati in tutta l’Unione stessa. Tutti questi provvedimenti sono stati discussi a lungo nei mesi scorsi– ma i risultati sono stati lenti e occasionali.

Allo stesso World Economic Forum ha parlato Wolfgang Schäuble, il ministro tedesco delle finanze, che ha sostenuto che l’UE deve iniziare un “Piano Marshall” per innescare lo sviluppo economico nei paesi che circondano l’UE. L’obiettivo sarebbe di arginare il flusso di immigrati creando condizioni economiche migliori nel Medio Oriente e nell’Africa sub-sahariana.

Come riporta il Financial Times, la primavera metterà ulteriormente sotto pressione la già vacillante Unione Europea. Con il miglioramento del tempo, aumenteranno notevolmente i flussi di immigrati che già hanno messo in crisi i rapporti tra i paesi UE confinanti negli scorsi mesi, mentre nel frattempo l’Unione non è riuscita ad accordarsi su alcun provvedimento efficace per fronteggiare il problema – che viene perlopiù negato. Il tramonto dell’area di Schengen – uno dei pilastri dell’Unione Europea e dell’eurozona – potrebbe davvero essere dietro l’angolo.

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I am a sardinian patriot
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