La Francia Ha Perso la Sua Influenza nell’Unione Europea

VOCIDALLESTERO

epa01393640 A French flag flutters alongside a Euro symbol in front of the European Parilament  in Brussels , 24 June 2008. On July 1st France will take the rotating presidency of the European council for 6 month period  EPA/OLIVIER HOSLET

La Francia Ha Perso la Sua Influenza nell’Unione Europea

Un resoconto parlamentare francese usa toni alquanto allarmati per denunciare la perdita di influenza della Francia nelle istituzioni europee. Certo, è quasi comico assistere alla preoccupazione di chi vorrebbe ancora credersi il faro d’Europa, ma è costretto ad ammettere che ogni discussione finisce per ridursi a un meschino baratto per ottenere qualche margine di disavanzo fiscale in più, quando si è capito il gioco.
(Segnalato su Twitter da Vladimiro Giacché.)

di Nicholas Vinocur, 05 febbraio 2016

La Francia ha perso gran parte della sua influenza nell’Unione Europea, e deve darsi da fare per recuperarla o rischia di finire del tutto eclissata a Bruxelles; così hanno ammonito due deputati francesi in un resoconto parlamentare.

Nel loro studio di 116 pagine, che sarà pubblicato a breve ed è basato su decine di interviste fatte a vari eurocrati e funzionari eletti, gli autori elencano diversi segnali d’allarme, tra cui il fatto che Parigi sta precipitando nella sua capacità di farsi rappresentare da personale nelle posizioni chiave dell’UE, e l’uso del francese sta svanendo dalle istituzioni europee.

Il parlamentare socialista Christophe Caresche, alleato del primo ministro Manuel Valls, ha firmato il resoconto assieme al parlamentare di centro-destra Pierre Lequiller, dicendo che il governo francese ha riconosciuto il problema e ha iniziato ad adottare misure per riguadagnare l’influenza perduta.

C’è una effettiva distanza che si sta aprendo tra la Francia e l’Europa” ha detto Caresche. “Il rischio è quello che un paese assolutamente centrale e indispensabile per gli affari europei non accetti più le sue responsabilità e si allontani dal blocco degli altri paesi“.

Il resoconto cita le numerose dichiarazioni di preoccupazione fatte da politici francesi e descritte in un articolo di Politico.eu dello scorso aprile, e ne aggiunge molte altre.

Tra i punti principali:

–   L’uso del Francese nelle istituzioni europee sta declinando. L’uso di questa lingua è minacciato perfino in uno dei suoi bastioni storici, la Corte Europea di Giustizia;
–   Non ci sono abbastanza funzionari di nazionalità francese nelle posizioni chiave in cui si prendono le decisioni nella Commissione Europea o al Parlamento Europeo, e non ce n’è nemmeno uno nell’ultra-influente gruppo “G5” [un gruppo informale, meglio descritto sotto, che attualmente è composto da Manfred Weber, Martin Schulz, Jean-Claude Juncker, Frans Timmermans e Gianni Pittella, NdT];
–   La voce francese non è adeguatamente ascoltata nel Parlamento Europeo, dove il Front National è rappresentato in modo massiccio e danneggia gli interessi francesi sul palcoscenico europeo;
–   I cattivi risultati economici di Parigi, specialmente riguardo il lavoro e il deficit della spesa pubblica, ha diminuito la sua influenza e credibilità. Troppo spesso le relazioni con l’UE si riducono a un misero baratto sugli obiettivi di bilancio;
–   La situazione sembra destinata a peggiorare. Centinaia di funzionari francesi che lavorano per la Commissione Europea sono vicini al pensionamento, e ben pochi dell’École Nationale d’Administration, la scuola francese d’élite per la formazione dei funzionari dell’amministrazione pubblica, hanno voglia di andare a Bruxelles.

Una parte del problema ha a che vedere con l’espansione dell’Unione Europea a 28 membri, che ha spostato verso est il centro di gravità, dicono gli autori.

All’inizio la Francia non era eccessivamente entusiasta di offrire agli ex paesi sovietici l’appartenenza all’UE, operazione che le sembrava troppo filo-americana. Ora molti rappresentanti dei paesi dell’est considerano la Francia come parte della “vecchia Europa”, che ha un’economia “conservatrice e superata”, afferma il resoconto citando testualmente ciò che hanno detto molti intervistati.

Comunque, Caresche sostiene che non tutto è perduto, e la Francia può ancora rovesciare la tendenza.

Molti dei maggiori attori della politica francese in Europa hanno dato un contributo al resoconto, che vorrebbe dare l’avvio alla creazione di una nuova Assemblea Nazionale, incaricata di monitorare l’influenza francese a Bruxelles.

La necessità di un aggiustamento

Il resoconto afferma che il Direttorato Generale francese per gli Affari Europei (SGAE), che è sotto l’autorità del primo ministro, è stato uno strumento “molto efficace” nel condurre le politiche dell’UE.

Ma nota anche che lo SGAE, guidato da Philippe Léglise-Costa, ha talvolta sofferto del fatto che il suo direttore era anche consigliere del presidente in merito agli affari europei, portando così a una lealtà “spaccata” che faceva confusione tra gli affari quotidiani e la direzione strategica.

Il resoconto dice anche che la prolungata rappresentanza della Francia a Bruxelles è efficace e ben rispettata, ma che deve essere più aperta verso l’esterno. Dovrebbe cooperare maggiormente con gli interessi dell’industria e i membri della società civile, che sono direttamente coinvolti dalla legislazione europea.

Sebbene le imprese francesi abbiano una buona rappresentanza a Bruxelles, scrivono gli autori, la cultura e la lingua dei lobbisti a Bruxelles è diventata sempre più anglo-sassone, e la Francia deve aumentare la propria presenza in questo settore.

Per incoraggiare i diplomatici a cercare carriera a Bruxelles, il resoconto raccomanda che la Francia segua l’esempio della Gran Bretagna nel creare un “canale preferenziale” che assicuri un continuo flusso di giovani candidati per le posizioni europee. Dice anche che la Francia dovrebbe inviare più esperti nazionali in posizioni di distaccamento temporaneo presso le istituzioni europee, per stare aggiornata con ciò che accade a Bruxelles.

Gli autori raccomandano la creazione di un Consiglio Strategico sull’Europa, che metta assieme presidente, primo ministro, ministro degli esteri, e ministri delle finanze e dell’economia, nonché il ministro agli affari europei, al fine di stabilire le scelte politiche di medio termine.

Dice poi che il ministro francese agli affari europei, che attualmente è sotto l’autorità del ministero degli esteri, e ha poca influenza, dovrebbe ottenere maggiore potere e autonomia, mettendosi sotto l’autorità diretta del primo ministro. Il resoconto invoca anche il presidente e il primo ministro a intervenire personalmente nella nomina di personale nei posti chiave delle istituzioni europee.

Afferma che il governo e i media dovrebbero fare di più per tenere alto il profilo dell’Unione Europea di fronte al pubblico francese.

Sebbene non si focalizzi specificamente sulle relazioni franco-tedesche, Caresche dice che uno degli aspetti più allarmanti della tendenza attuale è che Parigi e Berlino stanno perdendo la capacità di comunicare in modo efficace, e di guidare l’Unione Europea in modo congiunto.

La qualità del dibattito tra Francia e Germania è decisamente peggiorata“, ha detto. “[I funzionari tedeschi] sono rigidi sulle questioni economiche, e il dialogo è difficile su quel fronte … Se la Francia non fa uno sforzo per entrare un po’ di più nella logica tedesca, temo che il dialogo non possa migliorare“.

Caresche nota il fatto che nessun funzionario francese sia parte del gruppo G5, mentre la Germania ne ha due, e questo è un segnale preoccupante. Il gruppo, che si riunisce regolarmente a Bruxelles per coordinare le scelte politiche, include il presidente e il vice-presidente della Commissione Europea, il presidente del Parlamento Europeo, e i leader dei due maggiori gruppi politici presso il Parlamento.

Ciò mi colpisce davvero” ha detto Caresche sull’influenza del G5. “Non siamo messi male in termini di numero complessivo, ma ci sono sempre meno francesi nei posti chiave“.

 

Annunci

Informazioni su vaturu

I am a sardinian patriot
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: