Il Governo fa cassa sulle vedove/vedovi

 

Wlady
Nin.Gish.Zid.Da.
Ve lo ricordate il non eletto da nessuno?
Esordiva così:

“Pubblicato il 13 nov 2013 Povera nonna Maria! La 93enne fiorentina è divenuta famosa a sua insaputa perché il nipote Matteo, candidato alla segreteria del Pd e lanciato verso la premiership, l’ha presa ad esempio per illustrare il suo concetto di equità sulle pensioni.”

Addio alla pensione di reversibilità: 
il Governo fa cassa sulle vedove
 
L’allarme del segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti, sul nuovo disegno di legge delega. (www.StudioCataldi.it)
 

di Marina Crisafi – Il Governo vuole far cassa sulla pelle delle vedove, andando a toccare anche la pensione di reversibilità. È questol’allarme lanciato dal segretario generale dello Spi-Cgil, Ivan Pedretti che, sulle colonne dell’Huffington Post, denuncia l’arrivo di un disegno di legge delega del Governo alla commissione lavoro della Camera, contenente un punto molto controverso che andrebbe ad incidere appunto sul diritto alla pensione di reversibilità.

Spiegato con parole semplici, secondo il ddl le reversibilità saranno considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali.

Ciò significa letteralmente che l’accesso alla pensione di reversibilitàsarà legato all’Isee e quindi al reddito familiare, andando a ridurre inevitabilmente il numero delle persone che continueranno a veder garantito questo diritto.
Com’è noto, infatti, l’asticella dell’Isee è molto bassa (fissata spesso a redditi da fame) e per superarla, facendo saltare tutti i benefici, basta poco.

Per fare un esempio, è sufficiente che una donna anziana viva ancora con suo figlio che percepisce anche un piccolo reddito da lavoro per far saltare il diritto o che la stessa donna decida di condividere la casa con un’amica (magari vedova titolare di pensione) per rendere meno grama la vecchiaia per perdere la reversibilità. A contribuire all’Isee è anche la casa: la vedova che vive nella dimora coniugale rimarrebbe così con la casa ma senza alcun reddito.

Ad essere colpite, com’è evidente, saranno soprattutto le donne, principali beneficiarie della prestazione in quanto aventi un’età media più alta rispetto agli uomini. Donne che sarebbero – afferma Pedretti “doppiamente colpite” perché oggi hanno una pensione media inferiore a quella degli uomini e che “in futuro rischiano di impoverirsi ulteriormente”.

Sinora per loro la reversibilità costituiva una piccola certezza su cui contare.
Sinora appunto. Perché se dovesse passare così com’è il ddl andrebbe a demolire un diritto individuale che diventerebbe inaccessibile per centinaia di migliaia di soggetti.

“Questo non è solo profondamente ingiusto – prosegue Pedretti – ma è anche tecnicamente improprio e rischia di aprire un contenzioso anche a livello giuridico. La pensione di reversibilità infatti è una prestazione previdenziale a tutti gli effetti, legata a dei contributi effettivamente versati. Che in molti casi quindi sparirebbero nel nulla, o meglio, resterebbero nelle casse dello Stato”.

In parole povere, una sorta di “rapina legalizzata” ai danni degli italiani che si augura possa essere oggetto di ripensamento nella discussione che si aprirà a breve in commissione lavoro.

Fonte: Addio alla pensione di reversibilità: il Governo fa cassa sulle vedove
(www.StudioCataldi.it)

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Avete fatto caso che nessuna televisione ha dato la notizia di questo ddl? Che da più di un anno gira nelle stanze del potere come una mosca gira sugli escrementi. Troppo scomodo per il popolo che dal 2011 non ha più votato a causa del garante della costituzione l’allora presidente della Repubblica. Queste informazioni si trovano solo in rete.

Non aspettatevi lotte da parte dei sindacati, hanno fatto passare tutto con l’approvazione dell’intero parlamento, hanno cancellato i diritti fondamentali dei lavoratori, come l’artico 18, gli esodati e il “Jobs Act”, (il diritto del lavoro in Italia). Tutto è passato come sotto un tritacarne, quella carne che è il popolo italiano.

Il vero problema (come dice l’articolo sopra) si vuole traslare “con parole semplici, secondo il ddl le reversibilità saranno considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali.” L’astuta mossa machiavellica è quella che parla tanto di diritti civili per le copie gay o di fatto; questo ha fatto sorgere un problema insormontabile per le casse depredate dello stato: la pensione di reversibilità, per queste persone che una volta riconosciute, dovranno essere riconosciuti anche i loro diritti (giustamente dico io), e allora per aggirare l’ostacolo quale migliore cosa si può fare se non eliminare i diritti “previdenziali” per passarli alla voce “assistenziali?” Così facendo entra a gioco forza l’Isee che non è altro di uno strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie, con un’asticella sempre più bassa che misura la povertà di una famiglia.

La pensione di reversibilità è già decurtata del 40% alla fonte, pertanto alla vedova o al vedovo spetta il 60% che viene ulteriormente decurtata a seconda del reddito familiare, inoltre va aggiunta l’irpef dovuta allo stato centrale, quello regionale, e quello comunale, pertanto su una pensione di 1200€ lordi vanno nelle tasche della vedova o vedovo (se hanno un reddito superiore a tre volte il minimo, circa 500€) non più di 500/600 €uro nel migliore dei casi.

Non fatevi illusioni, questi signori cosi detti onorevoli di qualsiasi compagine politica, non si tireranno indietro a nulla per salvaguardare la loro posizione nelle due camere e a quella più alta sul colle, non diminuiranno il loro emolumento prebende comprese anzi, appena possono voteranno tutti insieme l’adeguamento al loro stipendio e vitalizio, troppo basso di 10 o 15 mila Euro mensili, compreso i fuoriusciti dell’altro vergognoso parlamento europeo, lasciando tutti noi a discutere se sia giusto o meno avere una pensione di reversibilità di 500€; che oggi è ancora il vero welfare (di famiglie che hanno perso un loro caro) per il sostentamento di figli e nipoti.


Ci hanno provato con gli invalidi, facendo confluire l’assegno di accompagnamento in quel macchinario chiamato “Isee”, ora ci stanno provando con la reversibilità. Ricordatevi quando questi galantuomini vi chiameranno alle urne per essere legittimati!

Chi vi scrive è un nonno che ha perso la moglie dopo 41 anni di lavoro, aveva iniziato a lavorare a 14 anni è passata a miglior vita a 55 anni. L’unico figlio è mancato nel 2013 lasciando una moglie e tre bambini, l’unico welfare sono io il loro nonno; una storia come tante che nessuno di questi onorevoli nemmeno gli passa per il loro cinico cervello.

Ecco alcuni link che ne parlano mentre la televisione tutta se ne guardano bene di dare notizie dettagliate:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/13/pensione-di-reversibilita-un-furto-sulla-pelle-delle-vedove/2461360/
http://www.corriere.it/politica/16_febbraio_15/pensioni-reversibilita-fronte-no-tagli-f4f244c0-d35d-11e5-9081-3e79e8e2f15c.shtml
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-02-14/pensioni-damiano-no-taglio-quelle-reversibilita-165231.shtml?uuid=ACo02GUC&refresh_ce=1

nonno wlady 

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I am a sardinian patriot
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