Epidemy

maymoni

di Stella del Mattino e della Sera

Un giorno i nuragici di buon cuore pensano bene di erogare un avviso ai naviganti stranieri e mettono su in bella vista  un cartellone di pietra che si chiamerà nel futuro “Stele di Nora“.
Vergato (così credono) in caratteri universalfenici.
Esso dovrebbe recitare:
“Attenzione! che a Tharros e in Sardegna c’è un’epidemia di un virus che chi lo becca non sa più nè leggere nè scrivere e farà per sempre grafemi senza significato e lettere alfabetiche fraintese. Firmato: Re-Toro Efisio e le sue Ancelle. Cari saluti, eccetera” 

Siccome  tutti gli scribi dell’Isola dalle Vene d’Argento erano risultati infetti all’ultima visita medica regionale, non è chiaro come speravano che  risultasse leggibile l’importante documento, il quale doveva servire a mettere sul chi vive i popoli mediterranei già letterati e con velleità di conquista.

Niente. Passa l’immancabile nave fenicia stracolma di protocolonizzatori.
Capitano, l’Isola è in vista! c’è un cartellone in porto
Fate chiamare il Lettore!

Il Lettore si appropinqua con fare solenne. “Cosa dice il cartellone?” gli fa il Capitano con piglio poco amichevole (perché: già nei pressi di Malta il Lettore aveva equivocato un avviso ai naviganti e si erano ritrovati a Ναύκρατις dove gli abitanti del luogo avevano preso l’equipaggio a pesciate e pomodorate in faccia).L’Erudito inforca il cannocchiale pregalileiano e sentenzia: ” …..btršš wgrš h’abšrdn šlm m sb’ m
h’ šlm sb’ mlkt nrn š bn ngr lpsy” .
Il Capitano, reduce da un viaggio nelle isole del Nord, sfoggia un invidiabile calma anglosassone trattenendosi dal buttare a mare il responsabile del “disastro di Malta“, e chiede al Sapiente, non senza un lampo assassino nello sguardo: “E si potrebbe gentilmente conoscere il significato di questo poema?”. 
“BOH!”, pensa, ma non dice l’Alfabetizzato, schiarendosi la voce che adesso gli esce bella stentorea in una traduzione quasi perfetta a occhiometro:
Benvenuti in Sardegna! pace a voialtri, pace alla regina Norace! I colonizzatori si dirigano a nord-ovest (ngr) i turisti a destra (lpsy). Pace a voi!”

A tal dotto e incoraggiante responso  un urlo di gioia esce da quei petti villosi di rudi uomini di mare: finora in tutti i porti li han presi a calci nel sedere! Galvanizzati dalla sagace traduzione dell’ Uomo di Cultura remano a tutto spiano, gli incauti, per raggiungere le agognate sponde. I precolonizzatori si dirigono spavaldi verso Tharros dove si affrettano a contribuire a diversi eventi tra cui: Il crollo del sistema nuragico del Sinis, La distruzione delle statue di Monte Prama (senza volere) e, most importantly, la diffusione della scrittura! Cosi almeno credono. Perchè: non appena entrano a contatto con gli indigeni e soprattutto con le indigene, paff! vengono infettati dal virus e quei pochi tra loro che non sono analfabeti perdono ogni pregressa capacità di scrivere in modo intelligibile.

Deve per forza essere andata così. Perchè:

1. la Sardegna è come noto la più importante postazione fenicia d’Occidente;
2. i fenici erano scrittori famosi in tutto l’orbe terracqueo: ma tutti i documenti che hanno lasciato in Sardegna sono clamorosamente illeggibili!  Ohi non c’e n’è uno che uno, ma che dico, 1/2 che trovi d’accordo gli epigrafisti.
Examples given: a. i fenici fanno il mercato assieme agli indigeni di Sant’Imbenia che ci voleva di certo anche la contabilità; scrivono poche righe che nessuno capisce. Come testimonia il seguente fatto storico: http://monteprama.blogspot.it/2013/09/la-lettera-di-riottoso.html . Un casino bestiale.
b. Sui manufatti dell’epoca  lasciano uno, due o tre segni al massimo: cosa vogliono dire?  BOH! (il solenne  BOH! l’aveva già pensato il Lettore a bordo della nave di protocolinizzatori 2900 anni fa, e ancora adesso è uguale).
c. Cattivi maestri, peggiori discepoli: gli autoctoni, sotto l’abile guida dei maestri dell’Oriente, ce la mettono tutta e incidono microlettere su un minimanufatto di bronzo e cosa gli viene fuori? BOHHHH!!! Che ai maggiori epigrafisti del III millennio d.C. la migliore cosa che gli è sovvenuta è: “Anche in questo caso, non mi sembra possibile – almeno in base alle mie conoscenze – arrivare a un’interpretazione sicura dei segni incisi: mi sembra però che essi non siano fenici e, se non ciprioti come è stato anche proposto, che si possano spiegare come un marchio di funzione a noi non nota, forse non connesso a un tipo di scrittura determinata con un intento di riproduzione fonetica” (GUZZO, Maria Giulia Amadasi. Graffiti e dipinti non greci di incerta lettura. Aristonothos. Scritti per il Mediterraneo antico, 2016, 10.) 

In conclusione, to make of a long story a short one: non appena i fenici mettevano piede nell’ Isola dalle Vene d’Argento prendevano il VIRUS DELL’ASINO DEI NURAGICI, una vera e propria epidemia!

La storia ci insegna che anche i virus più virulenti dopo qualche secolo mollano la presa. Quando finalmente arrivarono i cartaginesi le cose erano un pò tornate sotto controllo e, tra nuragici, fenici integrati e qualche disgraziato levantino che si era unito a questa bella compagnia, di graffitari somari  non ne era rimasto uno che sapesse vergare un documento e potesse interferire con “la storia” (la quale finalmente oggi si legge nei libri appositamente messi a disposizione dal ministero competente).
Sì è vero, qualche indigeno e qualche levantino ibridizzato ancora andavano sulle scogliere e pasticciavano qualcosa a caso, ma i cartaginesi non erano tanto preoccupati di questi capi scarichi che tanto non facevano tribolare  in casa e si drogavano pochissimo.

Ci avrebbero poi pensato i futuri studiosi a rimettere le cose a posto con l’adamantina sintesi: i Nuragici non hanno mai conosciuto la scrittura .

ATTENZIONE; gli esperti segnalano che isolati focolai del Virus dell’Asino sono scampati all’estinzione e si localizzano oggidì nell’agro di IXXXI

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I am a sardinian patriot
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