DRAGHI POTENZIA ALL’ESTREMO IL MECCANISMO CHE FINORA NON HA DATO ALCUN RISULTATO E GLI SPECULATORI FANNO FESTA IN BORSA

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Max Parisi

DRAGHI POTENZIA ALL'ESTREMO IL MECCANISMO CHE FINORA NON HA DATO ALCUN RISULTATO E GLI SPECULATORI FANNO FESTA IN BORSA

 

FRANCOFORTE – Tanto tuonò, che piovve. Alla fine, Draghi ha deciso di potenziare il Quantitative Easing – ovvero l’acquisto diretto di bond sul mercato – della Bce portandolo, a un anno esatto dall’inizio di questa operazione finanziaria, a 80 miliardi di euro al mese in contanti.

Non basta.

Draghi ha anche deciso portare a zero piatto i tassi d’interesse sul denaro prestato – in euro – nell’intera eurozona.

Terza mossa: Draghi ha spinto ancor più verso il basso il tasso d’interesse – già negativo – che le banche devono pagare per depositare denaro alla Bce, meccanismo ampiamente usato da moltissimi istituti di credito dell’eurozona che così “parcheggiano” capitali anzichè investirli. Adesso, costerà loro un -0,4% che non è davvero poco.

Quarta mossa: Draghi ha annunciato – tutte le altre fin qua scritte sono operative da subito – di varare da giugno un altro LTRO, ossia prestiti diretti alle banche della zona euro per dar loro liquidità a fronte di garanzie delle stesse banche, ad esempio loro obbligazioni. E’ un modo perfetto per ridar fiato ad istituti, come molti italiani purtroppo, a un solo passo dal bail in.

Dulcis in fundo, Draghi ha allargato anche alle obbligazioni delle aziende – non più solo degli Stati e delle banche – il paniere degli acquisti della Bce per il Quantitative Easing. Un po’ come dire che la Bce adesso inizia a finanziare direttamente le aziende e non solo le banche e (indirettamente) gli Stati.

Detto tutto questo, sembrerebbe che Draghi, Babbo Natale in periodo pasquale, sia arrivato carico di doni e tutti adesso facciano festa. E’ davvero così?

La Borsa di Milano, assieme a tutte le altre della zona euro, ovviamente festeggiano perchè praticamente tutte le aziende quotate hanno emesso prestiti obbligazionari e vederseli comprare – gli attuali e i futuri per almeno due anni – da un acquirente che si chiama Bce sulla cui solvibilità non c’è discussione e per di più con un annuncio ufficiale, oggi, è evidente sia un’ottima notizia.

Festeggia molto meno l’euro, che in meno di un’ora dopo l’annuncio e mentre stiamo scrivendo, perde già quasi due figure sul mercato dei cambi, passando da 1,1 sul dollaro Usa a 1,08.

Ma a non festeggiare per niente sono tanto le banche quanto i cittadini, specialmente italiani. Le prime, perchè con la mannaia dell’interesse negativo portato a -0,4% si vedono aumentare le perdite anzichè diminuire. Inoltre, con gli interessi piallati a zero dalla Bce sul denaro prestato, le banche a loro volta vedono diminuire ancor di più l’unico cespite attivo, remunerativo, ovvero gli interessi sui prestiti.

La domanda in fondo, è semplice: su cosa guadagna una banca? Sui prestiti. Se tiri un colpo di falce agli interessi come ha fatto la Bce lo tiri contemporaneamente sugli introiti del già pericolante sistema bancario italiano. Meno guadagni, più devi ridurre le spese, e per le banche significa licenziamenti e riduzioni strutturali. Inoltre, obbligare le banche a investire avendo portato a -0,4% il parcheggio del contante alla Bce non è mai una buona decisione.

Quanto ai cittadini, le mosse attuate oggi dalla Bce lasciano quello che trovano, perchè non sono i cittadini l’obbiettivo a cui sono rivolte, ma le strutture finanziarie. I cittadini invece si spettavano una sconfitta della deflazione che invece non c’è stata.

La deflazione – che è il pericolo mortale di ogni economia – dopo un anno di azione sempre in questa direzione da parte della Bce non solo non è stata sconfitta, ma si è stabilizzata come criterio dentro l’eurozona. Nessuna delle mosse di oggi di Draghi la batterà per il semplice motivo che queste mosse sono niente di più di un potenziamento di un meccanismo sbagliato e la prova che sia sbagliato è data proprio dalla realtà,dai numeri, dai dati: la deflazione regna sovrana dentro la zona euro.

Quindi, mentre le speculazioni in Borsa galoppano, mentre gli speculatori oggi stappano Champagne, per gli italiani non è cambiata una sola virgola.

Resta un fatto, indiscutibile: o questa “ultima mano” di Draghi porta a un qualche risultato positivo nel giro di poco, o è davvero la sua ultima mano.

 

 

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I am a sardinian patriot
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