ECCO LA GUERRA SEGRETA IN LIBIA DELLE FORZE MILITARI DI FRANCIA, USA E REGNO UNITO: BASI, UOMINI, BERSAGLI

 

ESCLUSIVO / ECCO LA GUERRA SEGRETA IN LIBIA DELLE FORZE MILITARI DI FRANCIA, USA E REGNO UNITO: BASI, UOMINI, BERSAGLI

 

Redazione Milano

La Libia è a meno di due ore di nave dall’Italia, è già in corso la guerra segreta all’ISIS condotta da Gran Bretagna, Francia, e Stati Uniti, ma in Italia nessuno ne sa niente. O meglio, nessuno vuole informare l’opinione pubblica.

Quindi, ci proviamo noi. Di seguito, le forze militari già in battaglia in Libia, il loro dispiegamento, la loro consistenza, i loro obbiettivi. Perchè lo diciamo ancora: la guerra è già in corso.

Iniziamo dalla Francia.

La Francia ha innalzato lo stato d’allerta verso la Libia già dal 2014: Parigi ha iniziato a potenziare i datati avamposti e le vecchie basi coloniali situate nei pressi dei confini meridionali della Libia. Il recente scoop di “Le Monde“, tuttavia, conferma la presenza francese anche nel paese nordafricano.

Da diversi mesi i francesi sono di stanza nel Fezzan, l’area sud occidentale della Libia, dove non mancano risorse come l’uranio e l’oro. Nella zona operano team di ricognizione provenienti dalle basi di Tessalit, in Mali, a 50 chilometri dalla frontiera algerina; dal Ciad, in particolare da Zouar e dalla base aerea di Faya-Largeau, che i francesi avrebbero reso nuovamente operativa (nel 1986 fungeva da comando delle operazioni durante l’invasione libica in Ciad) e dove sono stati dispiegati i Rafale; e da Madama, nel Niger, dal 2014 una delle basi operative dell’operazione Barkhane.

A Madama e’ stato scavato un nuovo pozzo per l’acqua e rimessa in funzione un’antica pista d’atterraggio. Il valore strategico dell’avamposto e’ dettato dalla vicinanza del passo di Salvador, situato circa a 200 chilometri a nord, nei pressi della frontiera con la Libia, che funge da rotta di trafficanti di ogni genere. A Madama sarebbero di stanza circa 250-300 militari francesi, fra cui: il secondo reggimento straniero di paracadutisti, un’unita’ dell’esercito francese composta interamente da personale proveniente dalla Legione straniera; il terzo Reggimento paracadutisti della fanteria di Marina; e le forze speciali del 13mo Reggimento dei dragoni paracadutisti.

Elicotteri e aerei da trasporto, oltre a infrastrutture e opere di supporto del genio militare, completano la presenza francese nella base. Da settimane, i francesi avrebbero esteso le operazioni, affiancando alle attivita’ legate alla missione Barkhane delle manovre di contrasto allo Stato islamico. Le autorita’ di Parigi non hanno nascosto il loro appoggio alle milizie di Zintan, alleate del generale Haftar, alle quali hanno inviato rifornimenti di armi e medicinali a Gebel Nafusa, in Tripolitania (area nord occidentale della Libia). I francesi hanno garantito anche supporto aereo alle forze di Haftar con i Rafale dell’aviazione militare e inviato team di collegamento a Bengasi, dove l’Esercito libico sta avendo la meglio sulle milizie islamiste.

Nelle ultime settimane e’ stato creato un centro di coordinamento guidato dal colonnello libico Salim al Abdali e dove operano i militari del Comando operazioni speciali, un corpo che prende ordini direttamente dallo Stato maggiore della Difesa francese e che riunisce tutte i reparti speciali delle varie Forze armate, e inoltre elementi dell’intelligence militare  e membri del Service Action, unita’ militare del servizio d’intelligence esterno che svolge prevalentemente attivita’ clandestina nel quadro della lotta al terrorismo e dipende direttamente dal presidente della Repubblica.

Ora vediamo le forze in campo in Libia della Gran Bretagna.

Le forze speciali britanniche sarebbero – anzi, sono –  di stanza, invece, in una base nel golfo di Bumba, nei pressi di Derna, anche se non e’ chiaro se si tratti di Camp Bumbah o dell’aeroporto di Martubah, situato fra Tobruk e Derna. Nell’area nord orientale, tuttavia, lo Stato islamico mantiene una presenza molto forte.

I britannici inoltre sarebbero operativi anche a Tripoli e Sabrata, dove agiscono in collaborazione con i francesi, e nei pressi di Tobruk. A sud della citta’ sede del parlamento che dovrebbe votare la fiducia al nuovo governo di riconciliazione nazionale, nella base militare Gamal Abdel Nasser, ci sarebbero degli uomini dello Special Air Service (Sas) dispiegati a gennaio per condurre operazioni contro l’IS. I membri del Sas, inoltre, avrebbero scortato degli agenti dell’MI6 (l’intelligence britannica) a un incontro con alcuni alti rappresentanti libici per discutere di forniture di armi e delle attivita’ di addestramento all’esercito di Haftar e alle milizie impiegate contro i jihadisti.

L’indiscrezione era stata confermata anche dal “Telegraph“, secondo cui i corpi speciali britannici starebbero addestrando, col supporto degli statunitensi, le forze armate libiche a Misurata con l’intento di interrompere l’avanzata dei militanti jihadisti. Sostanzialmente Londra, al momento, punta a fornire addestramento tattico alle milizie locali per formare un vero e proprio esercito di terra che contrasti le attivita’ dell’IS. Il segretario alla Difesa britannico, Michael Fallon, ha annunciato l’invio di 20 addestratori della quarta brigata di fanteria in Tunisia: il contingente aiutera’ le forze di sicurezza tunisine a prevenire nuove infiltrazioni dello Stato islamico dalla Libia, un pericolo denunciato da tutti i paesi della regione in caso di intervento militare e che e’ diventato di stringente attualita’ a Ben Guerdane (citta’ tunisina a 32 chilometri dal confine libico).

L’operato dei militari britannici in Libia gode anche del supporto dei Sentinel, l’aereo ricognitore della Royal Air Force, dispiegati a Cipro nella base di Akrotiri. I Sentinel vengono impiegati in una missione di sorveglianza per ottenere informazioni sulle postazioni dello Stato islamico nei dintorni della citta’ di Sirte, passata da citta’ natale e patria del clan di Muhammar Gheddafi a roccaforte jihadista in Libia.

E infine, le forze militari americane già in combattimento in Libia, nel silenzio generale dell’informazione italiana.

Già dallo scorso giugno 2015 – non esattamente qualche settimana fa, come hanno scritto i giornali italiani – gli Stati Uniti hanno condotto tre attacchi aerei contro alcuni leader qaedisti e affiliati all’IS in Libia e al momento sono impegnati a installare ad Agadez, nel nord del Niger, una nuova base per l’impiego di droni che potrebbero essere utilizzati in attivita’ di sorveglianza, pattugliamento e attacco al suolo nel sud ovest della Libia.

Anche gli Stati Uniti stanno supportando il generale Haftar attraverso il Battaglione 22, una milizia che gli Usa hanno iniziato ad addestrare nel 2013 alla base Camp 27 (situata nei pressi di Tripoli), cioe’ nel cuore del territorio controllato dal governo opposto a quello di Tobruk.

Da dicembre il Battaglione 22, formato da circa venti elementi delle forze speciali, e’ stato trasferito ad al Watiya, una delle piu’ grandi basi aeree della Libia controllata dal governo di Tobruk e utilizzata per contrastare le attivita’ delle milizie islamiste dell’ovest del paese nordafricano. I reparti speciali Usa sarebbero stati inviati sostanzialmente perche’ il Pentagono sinora era “cieco” sul terreno – nonostante la presenza di altri elementi delle suddette forze speciali a Misurata e Tripoli che starebbero addestrando milizie locali “selezionate” – e non disponeva delle azioni sufficienti per identificare gli obiettivi dell’IS.

Non a caso il “New York Times” ha pubblicato alcune indiscrezioni sul piano che i vertici militari Usa hanno presentato alla Casa Bianca: si tratterebbe di 30-40 obiettivi – campi di addestramento, centri di comando, depositi di munizioni e rifugi dei militanti jihadisti – situati in quattro differenti aree del paese che verrebbero colpiti attraverso dei raid aerei, seguendo come esempio quello condotto lo scorso 19 febbraio a Sabrata. L’intervento, comunque, dovrebbe essere organizzato col supporto degli alleati: Italia, Francia e Regno Unito. Come è facile capire, l’uso di aeroporti italiani per far decollare i droni d’assalto è solo uno specchieto per le allodole, un trucco per depistare. C’è già un aeroporto segreto delle forze speciali americane, operativo in Libia, come avete appena letto.

Queste sono le forze in campo e queste forze di tre nazioni stanno già combattendo senza che nessun giornalista della “grande stampa” nostrana abbia avuto l’ardire di fare il proprio mestiere, e cioè di darne notizia. Magari inviato sul campo, come sarebbe corretto fare.

 

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I am a sardinian patriot
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