John Pilger : è cominciata una guerra mondiale. Rompete il silenzio

 

pilger

“I giornalisti non devono vedersi solo come messaggeri, senza comprendere i programmi nascosti del messaggio e i miti che lo circondano”. Dove sono quelli che manderanno in frantumi il silenzio? Oppure stiamo aspettando che il primo missile nucleare venga lanciato

 

Ho trovato interessante, istruttivo ed informativo questo pezzo del giornalista indipendente John Pilger australiano,  di cui avevo già tradotto qui: Giornalisti, propaganda e guerra mediatica. E’ ora che la gente sappia la verità.  Cosi ho deciso di proporlo tradotto e con un po’ di sintesi, dato che il pezzo è un po’ lungo. Pilger ci offre pezzi di storia moderna difficilmente leggibili in libri di testo, nonchè un panorama agghiaccinate di questa “civiltà d’occidente”, che nessun tg o talk show italico (e non solo) raccontano. La lettura di queste notizie dovrebbe indurre disincanto e “divino distacco”, non disperazione. Dovrebbe servire ad allontanare da sè illusioni e “credi” malvagi e menzogne ed aiutare a riacquistare il vero senso di sè, del Sè e del mondo.  I giornalisti  e il giornalismo maistream di nuovo ne escono pesti. Sta succedendo sempre piu’ spesso, a scoperchiare il vaso…

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Ho fatto dei film alle isole Marshall, che sono a nord dell’Australia, nel mezzo dell’Oceano Pacifico. Ogni volta che dico alla gente dove sono stato, mi chiedono: “dov’è quel posto?” Se offro un suggerimento e dico “Bikini”, mi dicono “Vuoi dire il costume da bagno, immagino”

Pochi sembra che sappiano che il costume bikini ha preso questo nome per celebrare le esplosioni nucleari che distrussero l’isola di Bikini. 66 dispositivi atomici, furono fatti esplodere dagli Stati Uniti alle Isole Marshall, tra il 1946 e il 1958: l’equivalente di 1,6 bombe di Hiroshima, sganciate ogni giorno per 12 anni.

Bikini oggi è silenziosa, mutata e contaminata. Alberi di palma crescono una strana formazione a griglia. Nulla si muove. Non ci sono uccelli. Le lapidi nel vecchio cimitero vivono di radiazione. Le mie scarpe hanno registrato “pericolo” su un contatore Geiger. Mentre ero sulla spiaggia guardavo il verde smeraldo del Pacifico cadere in un vasto buco nero. Era il cratere lasciato dalla bomba ad idrogeno che hanno chiamato “Bravo”. L’esplosione avvelenò la gente e il loro ambiente per centinaia di miglia e forse per sempre.

Durante il viaggio di ritorno, mi fermai all’aeroporto di Honolulu Dove notai una rivista americana che si chiamava Women’s Health [la salute delle donne]. In copertina c’era una donna che sorrideva in un costume bikini  e il titolo diceva: “ anche tu puoi avere un corpo da bikini”. Qualche giorno prima, alle Isole Marshall, avevo intervistato delle donne che avevano “dei corpi da bikini” molto diversi: ognuna di loro aveva sofferto di cancro alla tiroide o di altri tipi, con grave minaccia alla loro vita. A differenza della donna sorridente sulla rivista, costoro erano indigenti: vittime e cavie di laboratorio di una superpotenza rapace che oggi è più pericolosa che mai.

Riporto di quest’esperienza perché sia un monito ad interrompere una distrazione che ha consumato così tanti di noi. Il fondatore della propaganda moderna, Edward Bernays, descrisse questo fenomeno come “la manipolazione cosciente e intelligente delle abitudini e delle opinioni” delle società democratiche. Lo chiamò “un governo invisibile”.

Quante persone sono consapevoli che è iniziata una guerra mondiale? Al momento è una propaganda di guerra, di menzogne, di distrazione ma questo può cambiare all’istante, al primo ordine sbagliato,  al primo missile.

bomb

Nel 2009, il presidente Obama era dinanzi ad una folla adorante nel centro di Praga, nel cuore dell’Europa. Si impegnò a fare “un mondo libero d’armi nucleari”. Le persone esultarono ed alcuni piansero. Un fiume di banalità  sui media. Obama, di conseguenza, fu insignito del Premio Nobel per la Pace. Era tutta una balla. Stava mentendo.

L’amministrazione Obama, ha costruito più armi nucleari, piu’ testate nucleari, più sistemi di fornitura nucleare, più industrie nucleari. La sola spesa per le testate nucleari, sotto Obama è stata maggiore che sotto ogni altro presidente americano. Il costo in trent’anni è più di 1 trilione di dollari. È stata programmata una mini bomba nucleare, nota come  B61 Modello 12. Non c’è mai stato nulla di simile. Il Generale James Cartwright, ex Vice presidente dello Stato Maggiore Congiunto  (Joint Chiefs of Staff), ha detto: “ mettersi a fare armi più piccole [con il nucleare], è più pensabile”

Negli ultimi 18 mesi, l’assembramento maggiore di forze militari – condotte dagli Stati Uniti e dalla Seconda Guerra Mondiale-  sta avvenendo lungo la frontiera occidentale della Russia. E’ dai tempi in cui Hitler invase l’Unione Sovietica, che non si vedono truppe straniere mostrare una tale, dimostrabile, minaccia per la Russia.

L’Ucraina, un tempo parte dell’Unione Sovietica, è diventata un parco a tema per la CIA. Dato che ha orchestrato un colpo di stato a Kiev, Washington in effetti controlla un regime che è dietro l’angolo ed ostile alla Russia: un regime letteralmente putrido di nazisti. Figure parlamentari di primo piano, in Ucraina, sono i discendenti politici dei noti fascisti OUN e UPA. Apprezzano apertamente Hitler ed invocano la persecuzione ed espulsione della minoranza che parla russo

Queste sono notizie rare in Occidente oppure vengono invertite per sopprimere la verità. A Latvia, Lituania ed Estonia, a due passi dalla Russia, l’esercito americano sta dispiegando truppe da combattimento, carri amati, artiglieria pesante. Questa provocazione estrema alla seconda potenza mondiale del mondo, incontra il silenzio dell’Occidente.

Quel che rende la prospettiva di guerra nucleare ancora più pericolosa,  è unacampagna parallela contro la Cina. Non c’è giorno in cui la Cina non sia elevata allo status di “minaccia”. Secondo l’ammiraglio Harry Harris, comandante della US Pacific, la Cina “sta costruendo un grande muro di sabbia nel Mar cinese meridionale”.

Ciò a cui si riferisce, è il fatto che la Cina sta costruendo piste di atterraggio alle isole Spratly, che sono l’oggetto della disputa con le Filippine, una disputa senza priorità fino al momento in cui Washington ha fatto pressioni e corruzioni al governo di Manila ed il Pentagono ha lanciato una campagna propagandistica chiamata “libertà di navigazione”. Che significa realmente tutto questo? Significa libertà per le navi da guerra americane di pattugliare e dominare le acque costiere della Cina. Cercate di immaginare la reazione americana se navi da guerra cinesi facessero lo stesso al largo delle coste della California.

La Marina USA dispiega una piccola armada, guidata dalla USS (portaerei) Stennis verso il Mare Cinese Meridionale

Ho fatto un film dal titolo “la guerra che non vedete” , in cui ho intervistato illustri giornalisti in America e Gran Bretagna, come Dan Rather della CBS, Rageh Omar della BBC, David Rose dell’ Observer. Tutti loro hanno detto che se i giornalisti e i presentatori televisivi avessero fatto il loro lavoro e avessero messo in discussione la propaganda sul fatto che Saddam Hussein possedesse mezzi di distruzione di massa e le menzogne di George W. Bush e Tony Blair non fossero state amplificate ed avessero avuto eco tra i giornalisti, l’invasione del 2003 in Iraq avrebbe potuto non accadere e centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini sarebbero oggi ancora vivi.

La propaganda che pone le basi per una guerra contro la Russia e la Cina, non è di diverso principio. Per quel che mi è noto, nessun giornalista del mainstream occidentale – diciamo un equivalente  di un Dan Rather- chiede perché la Cina sta costruendo piste aeree nel mare cinese meridionale. La risposta sarebbe vistosamente ovvia. Gli Stati Uniti stanno accerchiando la Cina con una rete di basi, con missili balistici, gruppi di combattimento, bombardieri nucleari.

Questo arco letale si estende dall’Australia alle isole del Pacifico, le Marianas e le Marshall e le Guam, fino alle Filippine, la Thailandia, Okinawa, la Corea e lungo tutto l’Eurasia, fino all’Afghanistan e all’India. L’America ha attaccato il cappio intorno al collo della Cina. Ma questo non fa notizia. Silenzio dei media. Una guerra fatta dei media.

Nel 2015, in gran segreto, gli USA e l’Australia inscenarono il più grande esercizio militare mare-aria della storia recente, noto come Talisman Sabre [la sciabola talismano]. Il suo scopo era fare le prove per un piano di battaglia mare-aria, che bloccasse corridoi marittimi, come gli stretti di Malacca e Lombok, che tagliano l’accesso della Cina al petrolio, al gas ed altre materie prime vitali, dal Medio Oriente e Africa

Republican U.S. presidential candidate Donald Trump. © Joe Skipper

Nel circo noto come la campagna presidenziale americana, Donald Trump viene presentato come un pazzo, un fascista. Sicuramente è detestabile ma è anche una figura di odio per i media. Solo questo fatto dovrebbe farci sorgere scetticismo.

Trump: ‘voglio andare d’accordo con la Russia’

La visione di Trump sulla immigrazione è grottesca, ma non più grottesca di quella di David Cameron. Non è Trump ad essere il più grande deportatore dagli Stati Uniti, ma il vincitore del premio Nobel per la Pace Barack Obama.  Secondo un commentatore liberale “prodigioso”, Trump sta “scatenando le forze oscure della violenza” negli Stati Uniti. Scatenandole? Questo è il Paese in cui i lattanti sparano alle madri, in cui  la polizia ingaggia una guerra omicida contro gli americani neri. Questo è il Paese che ha attaccato e cercato di sovvertire più di 50 governi, molti dei quali democrazie ed ha bombardato dall’Asia al Medioriente, causando morti e spopolamento di milioni di persone.

Non c’è nessun paese che possa paragonarsi a questo record sistemico di violenza . La più parte delle guerre d’America (quasi tutte contro paesi indifesi) sono state lanciate non da  presidenti repubblicani, ma da democratici liberali: Truman, Kennedy, Johnson, Carter, Clinton, Obama

Nel 1947, una serie di direttive del Consiglio di Sicurezza Nazionale, descrivevano come obiettivo importantissimo della politica estera americana, quello di “un mondo sostanzialmente fatto ad immagine d’America”. L’ideologia era americanismo messianico. Eravamo tutti americani. Non era possibile essere diversamente. Gli eretici potevano essere convertiti, sovvertiti, comprati, distrutti, calunniati.

Donald Trump il sintomo di questo, ma è anche un anticonformista. Costui dice che l’invasione dell Iraq, è stato un crimine. Non vuole andare in guerra con la Russia con la Cina. Il pericolo per il resto di tutti noi, non è Trump, ma Hillary Clinton. Lei si, che non è anticonformista.

La Clinton impersonifica la violenza e la resilienza di un sistema, il cui tanto celebrato “eccezionalismo”, è totalitarismo con occasionalmente una faccia liberale. Dato che si avvicina il giorno dell’elezione presidenziale, la Clinton viene salutata come primo presidente donna, aldilà dei suoi crimini e delle sue menzogne, proprio come Barack Obama fu lodato come primo presidente nero e i liberali mandarono giù l’idiozia della “speranza” (Hope). E la bava continua

George Soros pompa milioni nei Democratici, allarmati dall’ascesa di Trump

Descritto dall’editorialista del Guardian, Owen Jones, come  “divertente, affascinante, con una imperturbabilità che sfugge praticamente ad ogni altro politico”, Obama di recente ha inviato droni per massacrare 150 persone in Somalia. Di solito uccidere persone di martedì, secondo il New York Times, quando gli viene passata una lista di candidati alla morte per drone. Proprio figo.

Nella campagna presidenziale del  2008, Hillary Clinton minaccio’ di “obliterare totalmente” l’Iran con armi atomiche. Come segretario di Stato sotto Obama, la Clinton partecipò al sovvertimento del governo democratico delle Honduras. Il suo contributo alla distruzione della Libia nel 2011 fu quasi allegro. Quando il leader libico, il colonnello Gheddafi, venne pubblicamente sodomizzato con un coltello –un assassinio reso possibile da logistiche americane- la Clinton ebbe a gongolarsi della sua morte: “We came, we saw, he died.”  [ arrivammo, vedemmo, morì..]

Uno degli alleati più vicini alla Clinton, è Madeleine Albright, la ex segretario di Stato, che ha attaccato le giovani donne per non aver sostenuto “Hillary”.E’ la stessa Madeleine Albright, che ignobilmente celebro’ in tv la morte di mezzo milione di bambini iracheni, come qualcosa “che ne valesse la pena”. Tra i più grandi sponsor della Clinton, c’è la lobby israeliana e le aziende che producono armi, che alimentano la violenza nel Medioriente. Lei e il marito hanno ricevuto una fortuna da Wall Street. Ed ora sta per essere investita come candidata delle donne, per fare sparire il “malvagio” Trump, il demone ufficiale.

Tra i sostenitori della Clinton, ci sono eminenti femministe: Gloria Steinem in USA e Anne Summers in Australia. Una generazione fa, un culto post moderno ora noto come “politica dell’identità”, blocco’ molte persone intelligenti e dalla mente liberale, dall’esaminare le cause e gli individui che essi sostenevano, come la bufala Obama e la Clinton, come movimenti progressisti fasulli come Syriza in Grecia, che ha tradito la gente in quel paese e si è alleato con i nemici.

Un auto-assorbimento, una sorta di “me-me-ismo”, è diventato il nuovo spirito del tempo (zeitgeist) nelle società occidentali privilegiate e ha segnalato la scomparsa di grandi movimenti collettivi, contro la guerra, l’ingiustizia sociale, la disuguaglianza, il razzismo e il sessismo.

(…)

In Australia, c’è un tipo di politica mortuaria, in cui giochi parlamentari tediosi, vengono svolti nei media mentre rifugiati e indigeni sono perseguitati in crescendo, per non parlare del rischio di guerra. Il governo di Malcolm Turnbull ha annunciato un cosiddetto budget della difesa per 195 miliardi di dollari, cosa che è una spinta alla guerra. Nessun dibattito. Silenzio.

Cosa è accaduto alla grande tradizione dell’azione popolare diretta, senza restrizioni partitiche? Dov’è il coraggio, l’immaginazione e l’impegno, necessari per iniziare il lungo viaggio verso un mondo migliore, più giusto e più pacifico? Dove sono i dissidenti nell’arte, nel cinema, nel teatro, nella letteratura?

Dove sono quelli che manderanno in frantumi il silenzio? Oppure stiamo aspettando che il primo missile nucleare venga lanciato?

by John Pilger, Università di Sydney, versione redazionale di ‘A World War Has Begun.’ www.johnpilger.com

fonte: https://www.rt.com/op-edge/336785-world-war-break-silence/

traduzione  e sintesi Cristina Bassi

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I am a sardinian patriot
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