Soros in Campo Contro la Cina, La Priorità per gli USA ora è Distruggere lo Yuan

 

Di FunnyKing , il 21 aprile 2016 12 Comment

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Come vi ripeto da sempre, la geopolitica moderna si spiega molto bene se vista come una guerra permanete per il predominio valutario. Le grandi guerre, le alleanze, i tradimenti e i tentativi di destabilizzazione (riusciti o meno) che stanno scrivendo la storia moderna hanno un solo filo rosso:  Il saldo possesso della valuta egemone.

La recente mossa di Pechino, per stessa candida ammissione delle autorità, di creare un mercato dell’Oro in Yuan ha reso estremamente nervosi inglesi e americani. E’ sempre più evidente che la Cina, nonostante tutti i suoi squilibri macroeconomici sta puntando in maniera sempre più diretta a trasformare la sua valuta da mezzo di scambio regionale a mezzo di scambio globale.

Non si spiega altrimenti la strenua lotta di Pechino per mantenere forte la propria valuta, è un prezzo necessario per ottenere quella stabilità che rappresenta la fondazione necessaria per ottenere sempre di più fiducia globale.

Come naturale e legittimo gli Stati Uniti stanno mettendo in campo tutto quanto sia possibile per contenere la salita dell’utilizzo dello Yuan a livello globale, e come ovvio non poteva mancare George Soros impegnato in questi mesi in una furiosa campagna di delegittimazione e di tetri avvertimenti sull’economia cinese.

da ZeroHedge

China’s credit growth in March (and $1 trillion surge in total social financing in Q1) is a“warning sign” according to billionaire George Soros, “because it shows how much work is needed to stop the slowdown.” Speaking at an event in new York this evening, Soros commented on “troubling developments” in China, the anti-corruption drive’s impact on capital outflows and the real-estate bubble “feeding on itself.” His conclusion, rather ominously, was that despite all the naysayers and fiction-peddlers, China “resembles US in 2007-8,” before credit markets seized up and spurred a global recession.

As Bloomberg reports, Billionaire investor George Soros said China’s debt-fueled economy resembles the U.S. in 2007-08, before credit markets seized up and spurred a global recession.

China’s March credit growth figures should be viewed as a warning sign, Soros said at an Asia Society event in New York on Wednesday. The broadest measure of new credit in the world’s second-biggest economy was 2.34 trillion yuan ($362 billion) last month, far exceeding the median forecast of 1.4 trillion yuan in a Bloomberg survey and signaling the government is prioritizing growth over reining in debt.

 

E in parte è vero, l’economia cinese ha un enorme problema di squilibri interni e cattivi investimenti ( specie cattivi investimenti nel settore immobiliare ) e una bolla del debito che si sta gonfiando a ritmi insostenibili.

Tuttavia, sotto tutta questa propaganda esiste una guerra reale, sempre la stessa.

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I am a sardinian patriot
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