Ideologia gender e sdoganamento della pedofilia

Nessie

SauraPlesio

Il libro UNISEX di Gianluca Marletta ed Enrica Perucchietti  non è solo un testo interessante e utile ma addirittura necessario. Al punto tale che ha suscitato clamori, minacce di  roghi e iconoclastia dai Piagnoni del “sessualmente corretto” e dalle lobby LGBT, presenti nei social forum.  Basta leggere qui.  Sul web circolano parecchie recensioni di questo testo imperdibile. Tra le quali questa sul Giardino delle Esperidi e quella del compianto Johnny Doe. Un testo sul marasma “di genere” e su come le oligarchie mondialiste sognano di manipolare la natura  intrinseca dell’uomo allo scopo di renderlo omologo e suddito a quel progetto sempre più avanzato di  Nuovo Ordine Mondiale.
Ma  è  sul capitolo specifico relativo al tema della pedofilia, contenuto nel volume in oggetto,  che desidero soffermarmi, alla luce di fatti agghiaccianti accaduti in questi giorni come quello della piccola Fortuna Loffredo  e dell’omertà intorno ad essi. Ma – si dirà – questi di Napoli sono ambienti particolarmente degradati. Esiste però, una  pedofilia praticata in ambienti alti presso élites inarrivabili, composte da individui insospettabili che è  ancora peggiore, perché in quei casi non se ne viene mai a capo e la cortina del silenzio è ancora più fitta con le indagini della Magistratura regolarmente depistate (vedasi il caso Marcinelle in Belgio). E’ contemplata inoltre presso queste stesse élites, una progressiva “educazione” allo sdoganamento della pedofilia ben descritto nel libro sopra citato. L’APA (American Psychiatric Association) ha precisato nel suo ultimo manuale del 2013 che la pedofilia è da considerarsi un “orientamento” come gli altri. O meglio, un “orientamento normale della sessualità umana”.
L’evoluzione linguistica portata avanti dall’APA mostra con ogni evidenza che è in corso anche una trasformazione culturale mirante a legittimare la pedofilia e a ipersessualizzare l’infanzia  proprio come immaginato da Huxley ne “Il Mondo nuovo”. (op. cit. pag.146)
L’APA ha già tentato a partire dal 1998 di “sminuire” in un suo rapporto, l’idea che i rapporti sessuali tra bambini e adulti debbano comportare necessariamente dei traumi nei più piccoli.
I due autori hanno pertanto registrato come “negli ultimi decenni si stia spingendo per normalizzare e persino legalizzare, la pedofilia, alzando progressivamente l’asticella e abituando così la popolazione, nonostante le critiche dell’opinione pubblica, ad accettare lo sdoganamento della pedofilia che in fondo rappresenta l’ultimo tabù della società occidentale”.  Uno sdoganamento progressivo e graduale che si sta consumando nei manuali psichiatrici, nella burocrazia, ma soprattutto nello spettacolo che espone bambini in atteggiamenti maliziosi. E’ il caso recente del talent show “Ballando  con le stelle” dove è capitato di vedere bimbetti ancheggianti in procinto di muovere la zona pelvica come dei John Travolta in formato bonsai. Inutile appellarsi all’ipocrisia della carta di Treviso, che in realtà non tutela affatto i più piccoli. Molti di questi programmi tv “ammiccanti” e maliziosi vengono fatti registrare nel pomeriggio, fingendo di “non voler esporre i minori”. Poi li distribuiscono alla sera.
La stessa ideologia gender, cavallo di battaglia del dott. John Money,viene presentata alle masse come vessillo irrinunciabile in difesa delle “minoranze”. Nelle alte sfere di detta ideologia la pedofilia e la pedosessualità non solo non viene considerata un crimine esecrabile, ma ritenuta un punto imprescindibile del progresso della morale umana. Ecco come la pensa Kinsey (quello del famigerato rapporto sul sesso che porta il suo nome) al riguardo:

Il problema della pedofilia sarebbe un falso problema, dal momento che non esisterebbe il pericolo di corrompere l’innocenza dell’infanzia che tanto ripugna le coscienze, perché quest’innocenza sarebbe solo uno dei tanti miti inventati. (p. 150)

Dunque –  è la conclusione dei due autori del libro – “poiché sarebbe il bambino stesso, secondo gli ideologi del gender, a ricercare il contatto erotico con gli adulti, nulla si opporrebbe a uno sdoganamento della pedofilia: una pedofilia che si vorrebbe non violenta e rispettosa delle scelte del bambino”.
Capito come e cosa  si insinua nelle pieghe del genderismo? 

Nel capitolo del libro L’educazione sessuale secondo l’OMS si mette in evidenza come i timori di coloro i quali reputano prossimo venturo uno sdoganamento della pedofilia, trovino appigli concreti in ambigue iniziative recenti da parte delle associazioni mondialiste come l’OMS che nel documento ufficiale del 2010 insiste sulla progressione della scoperta, dello sviluppo e dell’esplorazione sessuale dei bambini. E’ un PDFscaricabile in rete.

I bambini provano sensazioni sessuali perfino nella prima infanzia. Tra il secondo e il terzo anno di vita scoprono le differenze fisiche tra maschi e femmine. In questo periodo cominciano a scoprire il proprio corpo (masturbazione della prima infanzia, autostimolazione)  e può succedere anche che cerchino di esaminare il corpo dei loro amichetti (gioco del dottore). I bambini imparano a conoscere il loro ambiente sperimentando e da questo punto di vista la sessualità non è diversa dalle altre aree. (p. 156)

Dopo essersi presi la nostra economia reale, dopo aver risucchiato i nostri risparmi, dopo aver messo in precarietà le nostre abitazioni con pesanti tasse immobiliari, dopo aver fatto saltare gli stati-nazione per il tramite di  un debito inesigibile, dopo aver pianificato il disastro dell’invasione-sostituzione, ora vogliono corrompere, rubare l’innocenza e  l’identità dei bambini, sognare di manipolare l’uomo a partire dalla più tenera infanzia,ipersessualizzare l’infanzia mediante perverse stimolazioni, allo scopo di impedire il libero sviluppo socio-affettivo dei bambini.  Corrompere mediante “sporcizia”, come chiamò papa Ratzinger la pedofilia.

Altro che “abusi” come si  è limitato a dire Bergoglio! “Abuso” è anche non pagare chi lavora per te. La violenza e la predazione sessuale è ben di più di un semplice “abuso”. E un predatore sessuale di infanti che uccide le sue piccole vittime, non è un semplice “abusatore”.

Se la ricorda ancora la  terribile frase del Cristo sulla macina al collo da mettere a chi osa dare scandalo a un fanciullo, costui?
 

La liberalizzazione (e legalizzazione) della pedofilia sono dunque i prossimi obiettivi dei “grandi architetti” della coscienza di massa?
E’ quanto si chiedono i due autori alla fine di detto capitolo, insieme a tutti noi. Non ci è dato di saperlo, per ora.

“A partire dall’attuale sentire comune, sembrerebbe difficile far accettare la pedofilia al grande pubblico; ma sarebbe lo stesso dopo qualche anno di mirata e costante propaganda mediatica”?

Personalmente penso che un popolo che delega l’educazione e la formazione dei minori a questi viscidi predatori immondi senza reagire adeguatamente e  con veemenza, meriti senz’altro l’estinzione.

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