Love or Hate?

Nessie

Saura Plesio

Che cosa caratterizza una dittatura? Ovviamente che affami il suo popolo. Fatto. Con l’euro si può, grazie all’indebitamento prodotto ad hoc. Col fatto che la propria nazione  venga trascinata in guerre contrarie ai suoi interessi. Fatto. Che le tasse superino la redditività dei cittadini. Fatto. Che si usino masse migratorie per creare destabilizzazione, per sottrarre ai nativi quel poco di occupazione che resta e per disinnescate l’omogenità etnica a scopo di sostituzione della popolazione. Fatto. Con drastiche repressioni di pensiero, di parola, d’espressione, di stampa. Appena fatto il 31 maggio scorso.
Ora pensieri e parole, email, forum, social media, community (Facebook, Twitter, community di Google, You Tube, Microsoft e altre cosiddette IT Company)  saranno sotto il controllo di una occhiuta polizia del Pensiero con il consueto pretesto del “terrrorismo internazionale”.
La Commissione Europea ha presentato, insieme a Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft un codice di condotta con un elenco di intenti e di impegni per combattere la diffusione dell’illecito incitamento all’odio online in Europa.
Qui il PDF. sui codici di comportamento, fornitomi dall’amico Silvio che mi ha dato la ferale notizia. Era nell’aria che ci togliessero anche la libertà di pensare liberamente. Ed ecco il sunto in Italiano.
Intanto hanno già fatto chiudere il blog del danese Anders, prima vittima del citato provvedimento.

Anzi,  a dire la verità sono le grandi corporation stesse che si offrono volontarie per farsi garanti di distribuire servizi basati autenticamente sull’Amore universale e che sarà bandito l’Odio on line, mediante censura entro 24 ore. 

Love or Hate? Sembra il giochino perverso di Robert Mitchum quando fingeva di fare il braccio di ferro tra la  sua mano con la scritta Love  sulle nocche contro quella con la scritta Hate in “La morte corre sul fiume“. Naturalmente, come da copione, vincono le forze del Bene e dell’Amore universale (il Common Good). Era cattivo, avido, bugiardo, malvagio e criminale l’Orco che andava predicando la vittoria dell’Amore sull’Odio.

E questo inquietante racconto filmico di chi vuole il nostro Bene per forza e con la forza è diventato la prassi consueta della Ue, una sarabanda di sociopatici.

Prima ci hanno dato il “giocattolino” della rete (net) con il quale trastullarci. Poi  usano e useranno lo stesso per controllarci direttamente e costruire un’enorme banca dati mondiale. Chi siamo, che pensieri abbiamo, i nostri gusti, disgusti, hobby, le nostre idee politiche, antipolitiche. Amate l’Europa? E quanto l’amate? Amate il vostro governo? poco, tanto, niente…? Vi fa piacere se entrano i “migranti” in casa vostra? Se non lo siete vuole dire che siete “xenofobi”. Che ne pensate del genderismo nelle scuole? Siete favorevoli alle nozze gay? Occhio a rispondere, eh? L’accusa di omofobia è in agguato e potreste essere denunciati e trasformare la vostra vita in un inferno tra tribunali e galera.

Per fortuna, dopo la presentazione della nuova polizia del pensiero in stile orwelliano, qualcuno ha avuto da ridire, come il responsabile della comunicazione della National Secular Society britannica, Benjamin Jones, a detta del quale “lungi dal contrastare il cyber-jihad, questo accordo rischia di ottenere l’effetto opposto, etichettando ogni discussione critica sulla religione come vago “linguaggio dell’odio”. Come opereranno gli staff poco addestrati di Facebook o Twitter di fronte a critiche dell’Islam, magari in pagine che sono bersaglio proprio degli islamisti radicali?”. Dello stesso avviso anche Jodie Ginsburg, amministratore delegato di Index on Censorship, a detta del quale “le leggi relative al linguaggio che incita l’odio sono già troppo vaste e ambigue in Europa. Questo accordo non definisce in maniera chiara cosa significhi linguaggio dell’odio e non offre sufficienti salvaguardie per la libertà di espressione. Ancora una volta si devolve potere a corporation non elette per determinare cosa sia odio oppure no e nel caso di punirlo, come una forza di polizia. Così facendo si spalancano le porte della clandestinità alle opinioni non allineate, di fatto dove è più difficile controllarle”.(fonte: Rischio Calcolato ).
Credo che ogni singolo cittadino dovrebbe trasformarsi in un blogger e che i blog dovrebbero centuplicarsi.  Più siamo numerosi a scrivere, più difficile sarà il controllo. A questa centralizzazione del controllo del Pensiero orwelliano dobbiamo rispondere con la massima decentralizzazione.
E se il web verrà  trasformato in una trappola, in una ragnatela per acchiappare ragni (cioè tutti noi), allora scriveremo dappertutto: sui muri, incideremo sulle cortecce degli alberi, sui pizzini (sì anche quelli), sui post-it. E impareremo a comunicare nuovamente de visu.
Come è giusto.
Del resto da che mondo è mondo gli esseri umani si sono sempre riuniti per scambiarsi libere opinioni.
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I am a sardinian patriot
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