HILLARY CLINTON: UNA GUERRAFONDAIA VERSO LA CASA BIANCA

Vocidallestero

Hillary politica estera

 

Di Michael Krieger, 6 giugno 2016

Il curriculum di Hillary include il supporto ai barbari “contras” contro il popolo del Nicaragua negli anni ’80, il supporto ai bombardamenti NATO nell’ex Jugoslavia, il supporto alla guerra in Iraq di Bush tuttora in corso, i disordini ancora in corso in Afghanistan, la distruzione – in quanto Segretario di Stato – dello stato centenario della Libia, il colpo di stato militare in Honduras e l’attuale tentativo di “cambiare regime” in Siria. Tutte queste situazioni hanno portato più estremismo, più caos in giro per il mondo, e più pericoli per il nostro Paese. I prossimi saranno i confini di Russia, Cina e Iran. Osservate la cattiveria del suo recente comizio all’AIPAC (poi non dite che non eravate stati avvisati). Possiamo davvero tollerare che la Clinton vuole “alzare di livello la nostra alleanza [con Israele]”? Dove sta il senso delle proporzioni? I media non potrebbero, quantomeno, rinfacciarle il suo estremismo? Temo che il problema sia quella schifezza del “politically correct” che domina il pensiero americano (ossia: Trump è estremista, quindi Hillary non deve esserlo).

Preso dall’articolo “Andiamo in guerra” – Oliver Stone commenta il pericoloso estremismo della neoconservatrice Hillary Clinton

Jeffrey Sachs è in gran forma ultimamente. Il suo ultimo pezzo sembra il migliore.

L’articolo sull’Huffington Post: “Il discorso della Clinton dimostra che solo Sanders sarebbe idoneo alla Presidenza”, è assolutamente da leggere. Ecco qui:

Il recente discorso di politica estera di Hillary Clinton è un attacco a Donald Trump ma ci ricorda anche che la Clinton è un candidato pessimo e preoccupante. Il suo ruolino di marcia come Segretario di Stato è uno dei peggiori della storia USA moderna; le sue politiche hanno incastrato l’America in nuove guerre in Medio Oriente, fomentando il terrorismo e persino una nuova guerra fredda con la Russia. Dei tre candidati principali, solo Bernie Sanders possiede il buon senso per evitare ulteriori guerre e cooperare con il resto del mondo.

La Clinton è intossicata dal potere americano. Ha appoggiato una guerra dopo l’altra. Il bombardamento di Belgrado (1999); l’invasione dell’Iraq (2003); l’eliminazione di Gheddafi (2011); il finanziamento dei jihadisti in Siria (dal 2011 ad oggi). I risultati sono stati un bagno di sangue dopo l’altro, e le ferite aperte tutt’oggi fomentano l’ISIS, il terrorismo e le migrazioni di massa.

Nel suo discorso, la Clinton si è lasciata andare alla sua retorica altisonante (in stile Trump): “Se l’America non prende il comando, si crea un vuoto – e questo porta o al caos, oppure altri paesi si daranno da fare per riempire il vuoto. Allora saranno loro a prendere le decisioni sulle vostre vite, sui vostri lavori e sulla vostra sicurezza – e credetemi, le decisioni non saranno prese a vostro vantaggio.”

Questa arroganza – l’idea che l’America e solo l’America debba governare il mondo – ci ha portati dritti a esagerare: guerre infinite che non possono essere vinte, infinite e crescenti tensioni con la Russia, la Cina, l’Iran e altri, che rendono il mondo più pericoloso. La Clinton non sembra capire che nel mondo odierno abbiamo bisogno di maggiore cooperazione, non di spavalderia senza limiti.

La Clinton ha dichiarato di credere “con tutto il mio cuore che l’America è un paese eccezionale – che noi stiamo ancora, per usare le parole di Lincoln, l’ultima, migliore speranza per la Terra.” Ma di sicuro il Presidente Lincoln faceva un discorso morale, non militare. Lincoln non intendeva che la nostra migliore e ultima speranza dovesse mandare i bombardieri NATO in Libia, la CIA in Siria, e le Forze Speciali in un numero infinito di altri paesi. Di sicuro Lincoln non avrebbe spinto la NATO ad espandersi fino ai bordi della Russia in Ucraina e Georgia, innescando così la violenta reazione della Russia e una nuova guerra fredda.

La Clinton non si rende conto di quando sia stata fallimentare come Segretario di Stato. Strombazza i suoi “successi” in questo modo:

A differenza [di Trump] ho una certa esperienza con le decisioni difficili e il duro lavoro di Stato. Ho lottato con i cinesi riguardo l’accordo sul clima a Copenaghen, ho negoziato un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, ho negoziato la riduzione delle armi nucleari con la Russia, ho costretto il mondo a imporre sanzioni globali contro l’Iran, e ho sostenuto i diritti delle donne, delle minoranze religiose e del popolo LGBT in tutto il mondo.

Pura millanteria. Certo la Clinton “ha lottato con la Cina” per un accordo sul clima, ma non è riuscita ad ottenerlo. Certo ha “negoziato un cessate il fuoco tra Israele e Hamas”, ma anzitutto non è riuscita ad evitare la disastrosa Guerra di Gaza. Certo ha “negoziato la riduzione delle armi nucleari con la Russia”, ma ha sostenuto un approccio altamente conflittuale con la Russia, espandendo la NATO in Ucraina e Georgia e innescando una nuova corsa alle armi nucleari che costerà ai contribuenti americani più di 355 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni. Nonostante sostenga di “aver sostenuto i diritti delle donne, delle minoranze religiose” la sua avventurosa politica in Siria ha distrutto il paese, fatto scappare 10 milioni di persone, e distrutto le comunità religiose minoritarie che sostiene di difendere.

La Clinton ha dichiarato di avere un piano per sconfiggere l’ISIS, ma l’ISIS non sarebbe nemmeno esistita se non fosse stato per la politica della Clinton di “cambio di regime” in Siria. L’ISIS si è affermata in risposta alla politica USA di schierarsi con l’Arabia Saudita per rovesciare Bashar al-Assad in Siria. Questa politica errata ha creato un caos nel quale l’ISIS ha guadagnato terreno e rastrellato armi, incluse le armi USA sottratte ai jihadisti sostenuti dall’America.

Naturalmente, c’è di più. Ricordate quello che abbiamo saputo lo scorso anno dall’articolo “Come le donazioni alla Fondazione Clinton hanno portato decine di miliardi di vendite di armi ai regimi autocratici”:

Anche paragonato agli altri accordi sugli armamenti tra USA e Arabia Saudita, questo è davvero enorme. Un consorzio di società americane guidate da Boeing forniranno 29 miliardi di aerei militari avanzati all’alleato ricco di petrolio degli USA nel Medio Oriente

I funzionari israeliani si sono agitati, lamentandosi con l’amministrazione Obama che questo sostanziale rafforzamento della potenza saudita rischia di distruggere il fragile equilibrio di potere della regione. L’accordo sembra in contrasto con i timori del Dipartimento di Stato riguardo le politiche repressive della famiglia reale dell’Arabia Saudita.

Queste non sono le uniche relazioni che legano i leader delle due nazioni. Negli anni precedenti all’insediamento della Clinton come Segretario di Stato, l’Arabia Saudita ha contribuito con almeno 10 milioni di dollari alla Fondazione Clinton, una società filantropica che lei presiede con il marito, l’ex presidente Bill Clinton. Appena due mesi prima della firma dell’accordo, la Boeing – il fornitore che produce gli aerei militari che i Sauditi erano interessati ad acquistare, gli F-15 – ha contribuito con 900 mila dollari alla Fondazione Clinton, secondo un comunicato stampa della società stessa.

E ora torniamo a Sachs…

La Clinton ha ragione ad accusare Trump di essere imprevedibile, ma la Clinton è prevedibilmente pericolosa. Deve sempre dimostrare a tutti che è una dura, che l’America è dura, e quanto straordinario sia il potere dell’America. Trump non è qualificato per essere Presidente perché gli manca sia la necessaria esperienza che il buon senso. Al contrario la Clinton ha una vasta esperienza che dimostra come anche a lei manca il buon senso per essere Presidente.

Bernie Sanders, al contrario, non solo ha un programma economico nettamente migliore della Clinton, ma anche una politica estera saggia, civile e soprattutto contenuta. Di conseguenza, gli americani si fidano di più di Sanders che della Clinton. Lei vince le primarie chiuse (a chi non è registrato come elettore del Partito Democratico NdVdE)mentre lui vince quelle aperte, ossia, le primarie che includono gli elettori indipendenti che decideranno le elezioni vere e proprie di novembre.

I democratici sarebbero pazzi ad accettare la Clinton come la candidata “inevitabile”; lei rappresenta la voce della politica estera fallimentare, mentre Sanders è la voce della speranza, dei giovani e del futuro, e ha le migliori chance di battere Trump quest’autunno.

Come ho detto oggi su Twitter:

The Observer: grazie a Dio tra due giorni Sanders è finito.

E io: Ecco, allora possiamo cominciare il teatrino per scegliere tra un demagogo e una sociopatica.

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I am a sardinian patriot
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