Ci si può ancora fidare delle Ong? 

di Cinzia Palmacci

ilfarosulmondo

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Da un’interessante inchiesta francese emerge una verità sui veri obiettivi perseguiti dalle Ong. In un primo momento, le Ong perseguivano obiettivi lodevoli legati alla difesa dei diritti umani e della dignità umana, ma sempre più prove dimostrano che per alcune di tali organizzazioni questa osservazione è relativa.

Infiltrate da funzionari governativi e coinvolte in certi conflitti, ignorandone altri. L’inchiesta francese si riferisce in modo particolare al caso di Amnesty International. Come nasce Amnesty International? L’Ong Amnesty International è stata fondata dall’inglese Peter Benenson. Prima di praticare la professione di avvocato, lavorò al ministero dell’Informazione e della stampa inglese durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha poi lavorato a Bletchley Park, il centro di decrittazione inglese dove fu assegnato alla “Testery”. Peter Benenson era responsabile della decifrazione dei codici tedeschi. Nel 1960, Benenson fu colpito da un articolo che riportava l’arresto di due studenti condannati a sette anni di carcere per aver brindato alla libertà sotto la dittatura di Salazar. Disgustato, lanciò sul giornale Observer (il cui direttore era David Astor) un appello ai “prigionieri dimenticati” in cui fu utilizzato per la prima volta il termine “prigioniero di coscienza”. L’avvocato ricevette migliaia di lettere di sostegno. L’appello, ripreso dai giornali di tutto il mondo, chiedeva ai lettori di scrivere lettere per protestare contro l’arresto dei due giovani.

Per coordinare tale campagna, Benenson fondò nel luglio 1961 l’associazione Amnesty International con l’aiuto, tra gli altri, di Sean MacBride e Eric Baker. Da allora, Amnesty ebbe il carattere di organismo consulente delle Nazioni Unite e tra gli altri, del suo Consiglio economico e sociale, dell’Unesco, dell’Unione Europea e dell’Organizzazione degli Stati Americani. Amnesty International è un’organizzazione non governativa finanziariamente indipendente grazie a donazioni in maggioranza anonime. Tuttavia, resta il dubbio sulla natura del finanziamento dell’organizzazione. Trovare informazioni relative ai finanziamenti di Amnesty International è reso deliberatamente difficile, questo chiaramente per proteggere il mito di “indipendenza” dell’organizzazione. Amnesty separa i legami finanziari compromettenti attraverso una serie di manovre legali e organizzazioni ombra. Sul sito web di Amnesty si trova: “Il lavoro portato avanti dal Segretariato Internazionale di Amnesty International è organizzato in due entità legali, in conformità alla legge del Regno Unito. Queste sono Amnesty International Limited (“AIL”) e Amnesty International Charity Limited (“AICL”). Amnesty International Limited prende in appalto le attività caritatevoli per conto di Amnesty International Charity Limited, istituzione benefica registrata”.

L’Ong ha diversi livelli. Amnesty International è in prima fila, ma poi troviamo Amnesty International Charity Limited, registrata come organizzazione caritatevole attraverso cui passa il finanziamento da gruppi statali e corporativi. George Soros, il miliardario ebreo accusato di insider trading della Société Générale in Francia è il capo della Fondazione Open Society Institute, che promuove la democrazia, ed uno dei maggiori donatori di Amnesty International Charity Limited. Dunque è chiaro, Amnesty prende effettivamente del denaro sia dai governi sia dai finanziatori d’impresa, Nel Marzo 2012 un report di Bloomberg, intitolato “Soros perde la causa contro la condanna della corte francese per Insider-Trading”, illustrò che un ricorso basato sulla violazione dei “diritti umani” contro Wall Street da parte dello speculatore George Soros fu rifiutato dalla “Corte Europea dei diritti umani”. Soros, la cui Open Society finanzia tra le altre anche Human Rights Watch e una miriade di altre associazioni sostenitrici di “diritti umani”, letteralmente cercò di usare il racket occidentale dei diritti umani per difendere sé stesso contro l’accusa di frode finanziaria in quella che forse è stata la manifestazione più trasparente di come operano queste organizzazioni. Soros, che fu condannato e multato per insider trading nel 2002 in relazione alle azioni della banca francese Société Générale da lui acquistate nel 1988, ha costruito un impero dall’offuscamento di attività criminali globali grazie alla causa dei “diritti umani”. Il suo supporto, così come quello dei governi britannico ed europei, nei confronti di Amnesty International mira solamente all’espansione di questa pratica di offuscamento. Di tale “indipendenza”, sia politica che finanziaria, di cui si fa portavoce, Amnesty International per certi aspetti è il contrario di ciò che predica. Anzi, perché non vede il conflitto di interessi quando Suzanne Nossel, direttrice di Amnesty International Usa nel 2012-2013, era assistente personale di Hillary Clinton agli Esteri degli Stati Uniti? Dopo aver passato un anno al timone di Amnesty International Usa, la Nossel è diventata direttrice dell’associazione Pen American Center. Suzanne Nossel, Direttore Esecutivo di Amnesty International Usa, fu designata direttamente dal Dipartimento di Stato americano, dunque ancora una volta contraddicendo amaramente le dichiarazioni di Amnesty di essere “indipendente” da governi ed interessi delle corporations. Nossel ha continuato a promuovere la politica estera statunitense, ma semplicemente dietro un podio con un nuovo logo, il logo di Amnesty International, affisso su di esso. Il sito web di Amnesty International menziona specificamente il ruolo della Nossel dietro le risoluzioni Onu appoggiate del Dipartimento di Stato Usa, riguardanti Iran, Siria, Libia e Costa d’Avorio.

Alcuni critici interni di Amnesty International hanno contestato le direttive strategiche assai vicine alla politica estera statunitense. Ma questi critici si rassicurano con Franck Jannuzi, scelto per sostituire ad interim Suzanne Nossel. La scelta di Jannuzi alla carica di vicedirettore esecutivo di Amnesty International Usa, a Washington DC, è sorprendente se si guarda alla sua carriera. Jannuzi ha lavorato per il Bureau of Intelligence and Research come analista politico-militare della regione asiatica. Costui oggi è responsabile dell’adattamento alla politica estera statunitense degli indirizzi strategici di Amnesty International Usa. Ma è così recente tale collusione tra il governo degli Stati Uniti e Amnesty International? Due casi dimostrano che tale legame esiste da oltre 20 anni. Prima dell’avvio della prima guerra del Golfo, l’amministrazione statunitense trasmise informazioni secondo cui i soldati iracheni avevano tolto dalle incubatrici più di 300 neonati prematuri, in un ospedale del Kuwait. I bambini furono gettati a terra, e le incubatrici rimpatriate in Iraq. Tale fatto fu determinante nel convincere il pubblico statunitense ad essere a favore dell’intervento in Medio Oriente. Amnesty International svolse un ruolo chiave nel supportare il governo degli Stati Uniti durante tutta l’operazione. Più di recente, Amnesty International lanciò la campagna per sostenere l’intervento della Nato in Afghanistan, “Enduring Freedom“, soprattutto con forze statunitensi.

In considerazione del coinvolgimento di persone collegate al governo degli Stati Uniti nella gestione di Amnesty International, ci si può legittimamente interrogare sull’indipendenza e l’imparzialità dell’organizzazione. Al di là della difesa dei diritti umani e della dignità umana come obiettivo primario, non vi vediamo il secondo fine di divenire il relè dell’influenza culturale statunitense? Ciò per imporre un terreno a lungo termine favorevole alle ambizioni strategiche degli Stati Uniti? Erroneamente considerata da molti come la voce finale in materia di diritti umani nel mondo, potrebbe destare sorpresa sapere che Amnesty International è nei fatti uno dei più grandi ostacoli alla causa dei diritti umani su tutta la Terra. Nel rapporto annuale del 2012, Amnesty reitera una delle più grandi falsità, sistematicamente ripetuta: “Amnesty International è finanziata principalmente dai suoi membri e da donazioni pubbliche. Nessun fondo è domandato oppure accettato dai governi per la sua opera di investigazione e campagna contro gli abusi dei diritti umani. Amnesty International è indipendente da ogni governo, ideologia politica, interesse economico o religione”. Questo è nettamente falso. In verità Amnesty International è finanziata e condotta non soltanto da governi, ma vie più da enormi interessi di finanziatori d’impresa, e non solo è intrecciata con ideologie politiche ed interessi economici, Amnesty è uno strumento essenziale utilizzato per perpetuare esclusivamente tali interessi. E’ stato largamente documentato come i temi della difesa e della promozione dei diritti umani girano attorno ad un piano decennale escogitato dalle grandi partecipazioni finanziarie mirante a dividere, distruggere e saccheggiare le nazioni viste come ostacolo all’egemonia globale statunitense. Specificamente al caso della Siria, è stato rivelato come l’attuale catastrofe dei “diritti umani” ha origine risalente ad una cospirazione premeditata del 2007, documentata dal giornalista del “New Yorker” Seymour Hersh, tra Usa, Israele e Arabia Saudita, la quale cercò ed ottenne di finanziare, armare e dispiegare estremisti settari che indebolissero e rovesciassero il governo siriano, questo nonostante la piena consapevolezza della tragedia umana che avrebbe comportato.

Uno sguardo su AmnestyUSA.org rivela che ogni fronte sul quale il Dipartimento di Stato americano sta attualmente lavorando e che costituisce per esso priorità è, guarda caso, priorità anche per Amnesty International. Questo include manifestazioni e campagne a supporto dei gruppi di opposizione al governo russo finanziati dal Dipartimento di Stato americano, l’indebolimento del governo siriano, il rovesciamento del governo bielorusso. Amnesty in realtà nasconde quelle tematiche che sono critiche per la politica straniera statunitense nei fondi dei loro siti o nel retro dei loro report. Allo stesso modo, i media istituzionali riportano selettivamente le questioni che coincidono con i loro interessi, mentre altre problematiche sono o sminuite in termini di spazi dedicati oppure non riportate neppure. Ed è precisamente perché Amnesty nasconde tutte le questioni, eccetto selettivamente enfatizzare quelle che sono contribuenti agli interessi delle immense corporations finanziarie, che Amnesty diventa uno dei più grandi impedimenti alla genuina promozione dei diritti umani sulla Terra. Alle persone comuni è data la falsa impressione che “qualcuno sorvegli” sulle violazioni dei diritti umani, quando in realtà ciò che Amnesty e tutte le altre organizzazioni come essa fanno è gestire selettivamente la percezione pubblica su tali violazioni, fabbricando o manipolando molti casi affinché questi si conformino meglio all’agenda delle grandi partecipazioni finanziarie. Questo si osserva bene quando interi report fabbricati da Amnesty o da Human Rights Watch si basano unicamente su “dichiarazioni di testimoni” raccolte tra i racconti dei gruppi di opposizione sostenuti dagli Stati Uniti. Quando le persone credono erroneamente che organizzazioni credibili si stiano occupando della “promozione di diritti umani”, essi non solo diventano compiacenti, essi diventano negligenti verso le proprie responsabilità di esaminare obiettivamente reali potenziali violazioni e dunque dichiararsi apertamente contrari ad esse. Le partecipazioni finanziarie di Wall Street e Londra hanno riempito un vuoto che dovrebbe essere occupato dai loro più grandi oppositori invece che da quella grande organizzazione criminosa di appoggio di loro stessa creazione. Non soltanto essi hanno dato un lasciapassare alla violazione dei diritti umani su scala globale, essi in realtà utilizzano la loro opposizione controllata per attaccare i loro oppositori. Non solo. Zbigniew Brzezinski, uno degli uomini più potenti del mondo, consigliere guerrafondaio del presidente Carter in un periodo in cui il partito democratico degli Usa sembrava un po’ restio ad intraprendere azioni di guerra, è stato uno dei dirigenti di Amnesty International! La notizia è confermata anche da wikipedia inglese. Guarda caso, un’associazione che dovrebbe in teoria puntare il dito contro l’imperialismo degli Stati Uniti e delle altre potenze, colpevoli di esportare guerra e tortura in tutto il mondo, che viene diretto proprio da uno dei più influenti e potenti guerrafondai del mondo. Come dare credito ancora ad Amnesty International se viene gestita dagli stessi poteri che dovrebbero contrastare? E come fare a non complimentarsi con l’astuzia dei nostri leader mondiali che quando organizzano guerre, violenze, inquinamento e devastazioni ambientali, si preoccupano di creare e/o dirigere essi stessi le associazioni che dovrebbero opporsi a tutto questo? Alla stessa maniera abbiamo già visto che le associazioni ambientaliste sono state create affinché protestino solo quando lo permette chi sta al potere ed evitino di protestare in altre occasioni; che le potenze guerrafondaie hanno creato/manipolato le associazioni pacifiste affinché distraggano i pacifisti dalla campagne più importanti o perché li portino a fare solo inutili manifestazioni di piazza che non fanno crescere la coscienza popolare.

Un’informazione degna di nota: la Russia ha adottato una nuova legge che consente ai pubblici ministeri di chiudere le Organizzazioni non Governative straniere che sono ritenute una minaccia per l’ordine e la sicurezza costituzionale del Paese. La legge permette anche ai funzionari di bloccare i conti bancari delle organizzazioni fino a quando le Ong non mostreranno i conti delle loro azioni alle autorità russe. Inutile dire che Human Rights Watch di Soros, che ha tra il comitato d’onore David Rothschild, ed Amnesty International hanno criticato questa decisione. La sezione italiana di Amnesty International e’ stata fondata da Margherita Boniver una forte sostenitrice del regime israeliano.

Tuttavia, non vogliamo condannare l’intero mondo del volontariato e dei diritti umani; sappiamo bene che esiste, seppur in minoranza, una percentuale di realtà ed individui che si battono lealmente a sostegno degli ultimi.

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