MARK BLYTH SU BREXIT, TRADIMENTO DELLA SINISTRA E “TRUMPISMO”

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Alla vigilia del Brexit, il prof. Mark Blyth mette in campo l’essenziale, in quattro minuti di intervista per Athens Live. Quattro minuti che sgombrano il campo dalle sciocchezze sullo scontro generazionale e dalle altre trovate propagandistiche. Il Brexit è un voto di rivolta contro le élite. Una forma “Trumpismo”, se vogliamo, di una classe lavoratrice dimenticata e disprezzata da una sinistra ormai dichiaratamente elitaria.
Il video è stato segnalato su Goofynomics dal prof. Bagnai, che ha commentato “quattro minuti di vero godimento”.

intervista a Mark Blyth,

Be’, il punto è questo: io sono molto pro-Europa, ma sono contro l’euro. Per questo, se vivessi ancora nel Regno Unito, sarei di fronte a una scelta piuttosto interessante.

Se leggete Larry Elliott sul Guardian, dice di avere intenzione di votare per l’uscita, perché questa può essere la crisi esistenziale che farà saltare per aria l’euro. E vuole far saltare per aria l’euro perché l’euro è una cosa terribile, eccetera… Perché l’effetto dell’euro a lungo termine sarà quello di deprimere i salari dell’Europa occidentale verso i livelli dell’Europa orientale, e di premere sulla competizione globale per l’export contro i cinesi. Questa è un’interpretazione di come vanno le cose.

Questa sarà una buona cosa per l’Europa dell’est che sta emergendo, sarà ottimo per gli efficienti esportatori del nord Europa. Ma si sta rivelando un disastro per la Francia, per alcune parti o forse tutta l’Italia, e certamente per la Grecia. Se avete un sistema nel quale una parte accumula un surplus, e all’altra parte non è consentito di accumulare un deficit, a causa delle regole, l’unica cosa che quest’altra parte potrà fare è di contrarre sempre di più la propria economia, per permettere a qualcun altro di fare i soldi vendendo BMW. Non vedo come tutto ciò possa finire bene. Quindi forse è meglio stroncare la cosa sul nascere, appena se ne presenta la possibilità.

Ora il punto sulla Brexit, io credo, è che il dibattito non riguarda tutto questo. Riguarda il Trumpismo. Be’, sul Trumpismo ognuno ha la sua versione. Be’, ecco cosa intendo io per Trumpismo. Negli ultimi 25 anni, il centro-sinistra in particolare ha raccontato la seguente storia al 60% dell’elettorato col reddito più basso: “La globalizzazione è un’ottima cosa per voi. È stupenda. Davvero ottima. Ora firmeremo questi accordi commerciali. Voi non preoccuaptevi, avrete molto in cambio. Starete bene. Potrete tutti quanti fare i programmatori informatici, sarà fantastico, ok?” E oltretutto non ce ne preoccupiamo davvero, perché andremo tutti verso il centro, perché è lì che stanno gli elettori, è li che sta la gente coi soldi e quelli di cui ci preoccupiamo davvero. Ed ecco come si spiega lo spostamento con Schroeder, e lo stesso sotto Blair, verso il New Labour.

E dopo aver fatto questa mossa, prendete il 30% dell’elettorato a reddito più basso e dite “Non ci interessa più di voi e di cosa vi succede. Ci penserà la polizia a voi. Siete gente a cui si deve far cambiare atteggiamento. Bisogna portarvi a più miti consigli”. È una relazione molto paternalistica, dall’alto, non è più il caldo abbraccio della socialdemocrazia, non si sta più mano nella mano, in solidarietà, con la classe lavoratrice. Devono starsene là, sorvegliati dalla polizia, confinati nei loro quartieri popolari, in modo che tu possa sentirti al sicuro nel tuo quartiere residenziale, con le tue scuole private, mentre loro hanno le loro scuole pubbliche, per le quali tra l’altro non vuoi più dover pagare le tasse.

Ebbene, dopo che le cose sono andate così per 20 anni ecco che c’è questa rivolta non solo della Brexit. Non riguarda solo l’UE. Riguarda le élite, l’uno percento. Riguarda il fatto che il tuo partito, che avrebbe dovuto servire il tuo interesse, ti ha tradito e svenduto.

Quindi l’UKIP, Le Pen…

Certo! Sempre lo stesso discorso. Pensate com’è ridicolo. Pensate all’indipendenza scozzese, ok? Dunque, questi tizi hanno votato per restare nella Gran Bretagna, perché l’intero l’establishment britannico, tutti a braccetto, gli hanno detto “Non uscite!” Poi vi dovreste chiedere il perché. In fondo, chi si farà del male, se escono? La gente che ha i soldi. Quindi vi dicono “Non fatelo!”. Ok? E allora gli scozzesi rispondono “Ok allora, non lo faremo”. E c’è il Partito Nazionale Scozzese, partito anti-austerità, che dice “Accidenti, non ce l’abbiamo fatta, ma siamo ancora al potere, andiamo avanti”. Ok, poi cosa succede? Pare ci possa essere la Brexit, un voto per uscire, e allora gli scozzesi votano per restare dentro l’UE.

Fa ridere, no? Quindi voi volete abbandonare George Osbourne, che è il cancelliere dell’austerità, per chi? Per Schauble. In modo che il vostro piccolo, caro welfare scozzese possa essere protetto nel tenero abbraccio della Germania. Ai greci come sta andando?

Non proprio benissimo

Infatti. La gente non ci sta riflettendo a fondo, ma questa, di base, è una rivolta contro la tecnocrazia. È una rivolta contro il governo delle élite non elette, non democratiche, che non rappresentano nessuno. Contro un governo al quale ogni singolo distretto elettorale di un paese [la Grecia] ha detto ‘No’, il 61% ha detto ‘No’, e poi la cosa viene portata avanti lo stesso. State fondamentalmente dimostrando alla gente che la democrazia è irrilevante. Ecco il Trumpismo globale.

Quindi alla fine è una situazione in cui si può solo perdere?

Sì, è così, fino a che fondamentalmente le élite non si renderanno conto che, come mi piace dire ai miei amici americani dei fondi speculativi, “gli Hamptons non sono una posizione difendibile”. Gli Hamptons sono un’area molto ricca sulla Long Island, proprio lungo le spiagge basse. Ed è alquanto difficile difendere le spiagge basse. Alla fine la gente ci arriverà.

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I am a sardinian patriot
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