La Santa Inquisizione Immigrazionista

Nessie

Saura Plesio

Ho aspettato che passasse la canea delle jene inferocite, prima di parlare dei fatti di Fermo e della morte del nigeriano Emmanuel Chidi  Nnamdi. Ho perfino inghiottito l’affronto di vedere le due suorine infilzate Boldrini e Boschi in funzione di prefiche ai funerali del nigeriano.

Ricordo che quando il ghanese Mada Kabobo assassinò barbaramente con un  piccone ben  tre italiani (di cui uno molto giovane, di 24 anni) ferendone gravemente altri cinque, non solo le false lacrimatrici non presenziarono alle esequie, ma non ci andò nemmeno il sindaco Pisapia. Ricordo che Laura Boldrini ebbe la faccia tosta di mettere in dubbio che fosse lui l’autore della strage, lui che pure venne fotografato mentre si aggirava come un’automa nel quartiere milanese del Niguarda con tanto di piccone in mano. Ricordo che crepano quasi quotidianamente tanti poveri pensionati  torturati e rapinati in totale solitudine e indifferenza, nei loro appartamenti per  venir derubarati di poche centinaia di euro;  che vengono stuprate, borseggiate e molestate molte donne di tutte le età a causa di un’immigrazione fuori controllo; che buona parte degli “ubriachi al volante” che distruggono intere famiglie e travolgono passanti (spesso bambini) anche sulle strisce pedonali, o guidando contromano sui tratti autostradali provocando incidenti mortali, sono stranieri strafatti di alcol, di cocaina e di eroina. Pertanto, autentiche bombe umane in libertà. Mi ricordo di tutto e sta tutto scritto nei fatti di cronaca quotidiana. Per il caso Kabobo, basta  consultare  il mio post “A parti invertite“, con gli ottimi commenti di Silvio. Il Ministero dell’Interno si rifiuta di etnicizzare i reati e basta consultarne il  suo sito per capirlo. Il suo postulato è: siamo tutti uguali di fronte al crimine. Cecile Kyenge, (già eletta con lungimiranza Ministra per l’Integrazione dal governo Letta) è tra le più accanitepasdaran della “non etnicizzazione dei crimini“. Eppure li si vedono tutti, questi delitti, e si vedono anche i loro autori.  E se ne constatano anche gli effetti disastrosi.

Però, guarda caso, si etnicizza e si ideologizza (mi si perdoni questi neologismi di comodo) solo quando trattasi di cittadino italiano. Che in quanto bianco e italiano, non può che essere razzista, xenofobo, fascista e nazista, ultrà o almeno naziskin. Hanno fatto carte false per vanificare e rendere nulle le testimonianze che raccontavano la versione di un Mancini aggredito con un cartello stradale come quella di Pisana Bachetti, la quale è stata anche intimidita e minacciata, per farla desistere dall’esporre la sua verità dei fatti.  La narrativa del povero africano aggredito dal biancone malvagio è stata in quattro e quattr’otto sposata dai media ufficiali. L’indomani della morte di Emmanuel il Corrierone aveva una pagina formato lenzuolo della sua foto con la moglie che campeggiava al centro pagina.
Perché in via Solferino non hanno pensato a suo tempo, a mettere in prima pagina le foto delle tre vittime milanesi uccise da Kabobo in quel tragicissimo 11 maggio 2013? Eppure  si trattava  di onesti cittadini italiani. Ricordiamoli con tanto di nome e cognome e non dimentichiamoli, come non dobbiamo dimenticare le  migliaia di nostri onesti connazionali uccisi per mano straniera, grazie a quella che è una deliberata “liberalizzazione del  crimine” senza limiti e confini adopera delle oligarchie eurocratiche:

Daniele Carella (anni 24),
Alessandro Carolé ( anni 40)
Ermanno Masini (anni 64)

Il ghanese Kabobo autore  della strage del Niguarda che uccise tre italiani col piccone

Sapete quale pena è stata inflitta allo stragista ghanese? Malapena 20 anni. Che diviso per tre fanno poco più di 6 anni per omicidio. Robetta, che ovviamente non sconterà nemmeno tutta. Era emarginato poverino, perciò va capito! Oltretutto pare che non fosse vero, quell’alibi secondo cui sentiva le voci come avviene per la schizofrenia e che volesse vendicarsi per la vitaccia che questi bianchi  infami l’hanno costretto a fare. Gli avevano promesso l’Eldorado ed era deluso. Ma in quel caso, nessuno ebbe a pronunciare l’accusa di “razzismo” né di strage a sfondo etnico. E non dimentichiamo che i tre poveretti barbaramente trucidati nella stessa mattinata e alla stessa ora, ebbero funerali disgiunti, per impedire ogni  eventuale “strumentalizzazione” come ebbe a dichiarare vergognosamente Pisapia che non partecipò nemmeno alle esequie. Vogliono far morire di rabbia, di sdegno e di dolore i loro poveri parenti dalle vite distrutte e se questa non è xenofilia con tanto di immorale razzismo antiitaliano, ditemi voi cos’è. Ma torno ai fatti più recenti. Alla vicenda diAmedeo  Mancini, che con ogni evidenza non avrà lo stesso mega sconto di pena di Kabobo, dato che è italiano.

Quando si prescinde dalla precisa ricostruzione dei fatti e si sparano subito sentenze su stampa e televisione, la civiltà è già morta. Perché una testimone che ha “osato” dire che l’aggredito era l’italiano è stata minacciata? Come fa un prete a sapere le cause di morte prima della conclusione dell’autopsia? Quali garanzie di un giusto processo ci saranno, in questo clima di isteria? (…)

…se l’Italia fosse ancora un paese civile si aprirebbero delle indagini, al termine delle quali si potrebbero formulare uno o più capi di accusa verso ignoti o verso persone identificate da rinviare a giudizio. Inutile aggiungere che le indagini comportano interrogatori di testimoni, esami autoptici, acquisizione di eventuali filmati del fatto. Inoltre, e non è davvero cosa secondaria, dove si giunga all’identificazione dell’uccisore, sarà necessario stabilire se questi possa invocare una causa esimente da pena (quali, ad esempio, la legittima difesa e lo stato di necessità) e se non vi sia stato un eccesso colposo nell’esercizio del diritto di legittima difesa. All’opposto, si deve anche indagare se invece non vi sia stata la precisa intenzione di uccidere e se non sussista l’aggravante della premeditazione. Un’altra possibilità: l’aggressore aveva solo l’intenzione di causare alla sua vittima un evento minore (percosse o lesioni), ma il risultato della sua azione è andato al di là delle sue intenzioni. Si parla in tal caso di omicidio preterintenzionale. Inoltre bisogna stabilire se l’aggressore ha agito con colpa cosciente o con dolo eventuale.

E potremmo approfondire ancora di più gli argomenti. Ma qui non vogliamo fare un “bigino” di diritto e procedura penale, ma solo mettere in luce l’importanza di indagini corrette che consentano al giudice di emettere un giusto verdetto. La posta in gioco non è da nulla, perché l’imputato può essere rimesso subito in libertà, laddove si riscontri che ha agito in stato di legittima difesa…(fonte: Riscossa Cristiana)

Ora saltano fuori  altre sei testimonianze contro la deposizione della vedova di  Emmanuel Chidi Nnamdi che rischierebbe  quindi, l’accusa di calunnia. Ma intanto si è messo in moto da tempo, la macchina del fango, del  pregiudizio ideologico, del piagnisteo xenofilo, della Santa Inquisizione Immigrazionista che capovolge e rovescia le situazioni, e che pratica con protervia l’uso infame della colpa collettiva e della feroce rappresaglia morale: se muore un africano siete tutti razzisti e tutti colpevoli.  Dieci, cento, mille italiani per un immigrato africano. 
E’ un ricatto infame e codardo, al quale non dobbiamo cedere!

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Soros e Bonino

Da ultimo ormai lo sanno anche i sassi che George Soros e la sua Open Society Foundation (che per comodità abbrevierò con  OSF) ha creato con le sue sole mani, la crisi dei “rifugiati” in Europa. Prelevo direttamente il paragrafo che lo riguarda da Zero Hedge:

Il suo ultimo successo: la crisi europea per i rifugiati

L’agenda di Soros è fondamentalmente sulla distruzione dei confini nazionali. Questo è stato recentemente dimostrato molto chiaramente con il suo finanziamento della crisi dei rifugiati europea.

La colpa della crisi dei rifugiati è stata data alla guerra civile che attualmente infuria in Siria. Ma vi siete mai chiesti come tutte queste persone sapevano improvvisamente che l’Europa avrebbe aperto le sue porte e li entrare?

La crisi dei rifugiati non è un fenomeno naturale. Questo ha coinciso con laOSF che donava soldi per il “Migration Policy Institute” statunitense e la piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti privi di documenti, entrambe le organizzazioni sponsorizzate da Soros ed entrambi i gruppi sostengono il reinsediamento dei musulmani del terzo mondo verso l’Europa.

Nel 2015, un reporter di Sky News ha trovato dei “manuali” per i migranti sull’isola greca di Lesbo. E ‘stato poi rivelato che i manuali, che sono scritti in arabo, erano stati dati ai rifugiati prima di attraversare il Mediterraneo da un gruppo chiamato “Benvenuti nella UE”.

“Benvenuti nell’UE” è finanziato (si avete indovinato!) della Open Society Foundations (OSF). Soros non solo ha sostenuto i gruppi che supportano il reinsediamento dei migranti del terzo mondo verso l’Europa, ma è l’architetto del “Piano Merkel.”

Il Piano Merkel è stato creato dall’iniziativa di stabilità europea, il cui presidente Gerald Knaus è membro di vecchia data presso la Open Society Foundations.

Il piano propone che la Germania dovrebbe garantire asilo a 500.000 profughi siriani. Tale piano afferma inoltre che in Germania, insieme ad altre nazioni europee, dovrebbe aiutare la Turchia, un Paese che è musulmano al 98%, ad ottenere l’esenzione dal visto all’interno dell’UE a partire dal 2016. (da ZeroHedge tradotto da Comedonchisciotte).

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Non c’è dubbio  che la crisi migratoria sia stato un  suo successone. Scommettere sul fallimento degli stati sovrani significa anche maneggiare e adoperarsi affinché la profezia si avveri mediante la strategia della destabilizzazione. E l’invasione migratoria ne è la più immediata testa d’ariete. La manipolazione dei fatti di Fermo ha molto a che vedere con tutto ciò. Si creano episodi “incendiari” per meglio fare  inghiottire  agli Italiani questa overdose massiccia di invasione migratoria e tenerli sotto scacco. Della serie, noi vi annientiamo, ma guai a voi se osate protestare e ribellarvi.
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I am a sardinian patriot
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