COSA C’È DIETRO GLI ATTENTATI TERRORISTICI?

VOCIDALLESTERO

Dietro il terrorismo

Sul sito dell’UPR francese, troviamo un articolo attuale ma controcorrente riguardo il terrorismo. Invece che farci prendere dalla rabbia e dalla narrativa mainstream della “guerra di religione”, dovremmo interrogarci su chi trae vantaggio da questi attentati, e cosa la storia passata può insegnarci a riguardo. La “strategia della tensione” non è certo una novità in Europa. Essa serve a distogliere la rabbia e l’attenzione dei cittadini dai fattacci sotto i loro occhi. Per esempio dai crimini periodicamente compiuti in Medio Oriente dai più ingordi tra gli occidentali e dal pericolo che rappresentano la limitazione delle libertà civili e l’estremizzazione e radicalizzazione del dibattito politico.

 

Unione Popolare Repubblicana, 27 luglio 2016

 

Mentre diversi paesi in Europa occidentale sono vittime di attacchi terroristici rivendicati da «Daesh», molti politici trovano la scusa per:

  • limitare ulteriormente la libertà pubbliche (estensione dello stato di emergenza di François Hollande),
  • insegnare ai giovani a “essere pronti a vivere con il terrorismo” (Manuel Valls)
  • creare “campi di detenzione preventiva” (ossia “campi di concentramento” secondo il vocabolario degli anni ‘30) (Laurent Wauquiez)
  • armare i soldati di lanciarazzi” (Henri Guaino)
  • “stabilire lo stato d’assedio” (Frédéric Lefebvre – stesso link sopra)
  • demolire lo stato di diritto” (Jacques Bompard ed Eric Ciotti)
  • accantonare la costituzione della Quinta Repubblica (David Douillet: stesso link sopra).
  • considerare lo stato di diritto come “argomenti giuridici” che devono essere superati (Nicolas Sarkozy)
  • e unirsi allo “scontro di civiltà” teorizzato dai “think-tank” americani.

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Naturalmente, tutti gli attacchi sono crimini assoluti e devono essere puniti dai tribunali con la massima fermezza.

Allo stesso modo in cui tutte le reti del traffico di armi e dei finanziamenti occulti deve essere distrutte.

Allo stesso modo in cui la Francia deve vietare immediatamente qualsiasi ingerenza straniera in alcuni suoi ambiti territoriali, come fanno apertamente:

– gli Stati Uniti : http://www.legrandsoir.info/l-offensive-americaine-sur-les-…

– o il Qatar : http://www.marianne.net/Le-Qatar-a-l-assaut-de-la-France-et…

Allo stesso modo in cui la Francia deve ritirare tutti i suoi soldati dai teatri di guerra dove si è resa corresponsabile della morte di migliaia di civili (Libia, Siria,…)

—————————-

Al di là di queste proposte di misure d’emergenza che l’UPR formula e conformemente alle sue proposte etiche, l’UPR chiede a tutti quanti credono in lei di non indulgere in reazioni sconsiderate ed emotive (anche se gli attacchi sono sempre più odiosi) ma di mantenere la loro compostezza e di farsi due domande essenziali :

  1. Chi trae vantaggio da questi crimini, in definitiva?
  2. Che cosa ci insegna la storia dell’ondata di attentati verificatisi in Europa durante gli anni ’50?

—————————————-

Non dovremmo mai dimenticare, infatti, ciò che ci insegna la storia.

A questo proposito, consigliamo ai nostri lettori:

  • di vedere questo video: http://youtu.be/quqPLYWxCm4
  • Un articolo e un libro da leggere: lo studio scientifico dello storico Daniele Ganser intitolato “Gli eserciti segreti della NATO – le reti Stay Behind, Gladio e il terrorismo in Europa Occidentale”, pubblicato in francese nel 2007.

In questo libro scritto brillantemente, Ganser dimostra che, tra la fine della seconda guerra mondiale e il 1990, esistevano nei paesi membri della NATO, oltre alle truppe regolari dell’Alleanza, eserciti segreti della NATO (noti anche come Stay-Behind o Gladio), che erano stati istituiti dalla CIA e dal MI6 britannico.

Questi eserciti segreti della NATO erano controllati e coordinati da un ufficio di sicurezza segreta all’interno del quartier generale della NATO a Bruxelles. Secondo l’ex presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, la stessa NATO era sottomessa al Pentagono.

Questi eserciti segreti guidati dalla NATO e dalla CIA non hanno esitato a commettere attacchi terribilmente mortali per terrorizzare le popolazioni, nel contesto della “strategia della tensione”…

Maggiori informazioni si trovano sul sito del comitato di Valmy: http://www.comite-valmy.org/spip.php?article408

COMMENTO

La storia ci insegna, per quanto riguarda l’attentato alla stazione ferroviaria di Bologna (1980), che le rivendicazioni e i colpevoli, troppo velocemente annunciati nei principali media, non erano veri.

In questo tipo di indagine, tutte le ipotesi dovrebbero essere considerate, comprese quelle conosciute come la “strategia della tensione”. Nell’esempio italiano, era stata una parte dell’apparato statale, sostenuta dalla NATO e dalla CIA, a indirizzare la popolazione contro il “pericolo rosso”: i comunisti.

Non si tratta di “complottismo”, ma di una verità storica.

Oggi non parliamo più di “pericolo rosso”, ma di “minaccia islamica”. E la gente approfitta delle emozioni legittime causate dagli attacchi per minare le libertà civili, mantenere di popolazioni in uno stato d’ansia e impedire qualsiasi dibattito su centinaia di migliaia di morti civili commesse dalla NATO e dalle forze armate americane, francesi, inglesi, ecc. in Medio Oriente.

Come ho già indicato nel mio ultimo video di attualità, le fonti più attendibili indicano che la pretesa “lotta contro il terrorismo” ha causato più di 1,3 milioni di morti civili in Medio Oriente in 10 anni.

Fonti (tra le altre):

http://www.lesoir.be/…/13-million-morts-vrai-bilan-guerre-c… e http://www.itele.fr/…/13-million-de-civils-seraient-morts-d… ]

I francesi devono riflettere sul fatto che i popoli dell’Iraq, della Libia, della Siria, non ci avevano fatto assolutamente niente fino a quando i paesi della NATO non hanno iniziano a bombardarli – con la scusa della rappresaglia per gli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti d’America – ma molto più sostanzialmente per consentire alle grandi compagnie petrolifere e finanziarie occidentali di appropriarsi delle loro ricchezze.

CONCLUSIONE

La storia deve pertanto invitarci a una grande cautela nei confronti dei drammatici eventi in atto in Francia e in molti altri paesi europei.

Prima di tirare conclusioni affrettate, i francesi devono chiedersi chi ci sia dietro i terroristi.

Chi li finanzia? Che l’arma? Chi li manipola?

Chi li condiziona e li droga?

Non sono forse solo “utili idioti” che servono interessi superiori che li scavalcano?

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