I PRIMI EFFETTI (POSITIVI) DELLA BREXIT SULL’ECONOMIA BRITANNICA

Katehon

In un articolo a firma di Tim Wallace, il quotidiano britannico “The Telegraph” analizza i primi effetti positivi sull’economia Uk dopo il referendum dello scorso 23 giugno che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

La disoccupazione è in calo, i prezzi sono stabili, c’è un clima di ottimismo e di fiducia nei consumatori, il Governo ha perfino registrato un avanzo di bilancio a luglio 2016. Questi sono i primi segnali, anche se minimi, di un uscita positiva del referendum che ha spaccato il Paese e creato timori ed aspettative negative sul futuro economico di Londra
.
Non basta però: l’uscita dall’area Ue si configura come una “nuova nascita” per l’economia inglese, che ora punta la propria attenzione sui mercati asiatici – in joint venture commerciale e monetaria con la Cina – scavalcando veti e freni imposti da un’Unione Europea a trazione tedesca.

Ecco i primi risultati “strutturali” dell’uscita dell’economia britannica dall’Ue: dopo un primo fisiologico calo del mercato azionario, il valore delle azioni si attesta ad un livello superiore a quello pre-referendum; sono calati i sussidi di disoccupazione di 8.600 unità, stabilizzandosi il dato a 736.300. L’occupazione è aumentata di 52.000 unità, indicando in questo più un clima di ottimismo che una catastrofica rassegnazione ad un futuro che appariva “nerissimo”. Il tasso di disoccupazione attuale (4,9%) si attesta ai livelli minimi del 2005. L’occupazione è al 74,5%, al livello più alto dal 1971.

Le vendite al dettaglio nel mese di luglio hanno fatto registrare un +5,9%, soprattutto di beni di semi-lusso, il che indica come il calo della sterlina abbia favorito gli acquisti dei turisti in visita nel Regno Unito.

I prezzi al consumo hanno fatto registrare solo un +0,6% rispetto al +2% temuto dalla Banca d’Inghilterra.

Stesso trend positivo registrato per il potere d’acquisto dei salari, cresciuto del +1,9% nel mese di luglio su base annua. Anche l’inflazione segna un aumento positivo a luglio, il maggiore degli ultimi 20 mesi. Unico neo per il futuro potrebbe esser un aumento dell’inflazione – stimato ad un +3% a fine 2017 – a fronte di un potere d’acquisto salariale non aumentato nello stesso ritmo.

Il Governo ha inoltre registrato un avanzo di bilancio di 1 miliardo di sterline sempre nel mese di luglio.

L’agenzia di rating Moody prevede comunque un rallentamento per l’economia Uk ma non la temuta recessione.
In sostanza il Brexit ha giovato già a brevissimo termine sull’economia britannica e si prevede che a lungo termine questi risultati saranno stabilizzati, se non conosceranno un ulteriore ed imprevisto miglioramento.

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