PAUL CRAIG ROBERTS: LA VERA EMERGENZA UMANITARIA NON È ALEPPO

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Sul suo blog, Paul Craig Roberts usa toni durissimi contro la rappresentazione mediatica della “crisi umanitaria di Aleppo”. Agli USA non interessa nulla di Aleppo, come non interessa loro delle crisi umanitarie in Libia, Iraq, Afghanistan, Yemen; hanno solo paura di perdere le proprie pedine sul campo, i miliziani dell’ISIS asserragliati nella città, gli stessi che hanno utilizzato per rovesciare i regimi di mezzo Medio Oriente all’interno di una pericolosa strategia di destabilizzazione regionale i cui destinatari ultimi sono Cina e Russia. La vera emergenza umanitaria, dice Craig Roberts, è che il governo di Washington sia in mano a pazzi criminali.

 

di Paul Craig Roberts, 16 ottobre 2016

Perché sentiamo parlare solo della “crisi umanitaria ad Aleppo” e non di quelle in qualsiasi altra parte della Siria, dove il male che regna a Washington ha scatenato i suoi mercenari dell’ISIS per massacrare il popolo siriano? Perché non sentiamo parlare della crisi umanitaria nello Yemen, dove gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, loro vassallo, stanno massacrando donne e bambini yemeniti? Perché non sentiamo parlare della crisi umanitaria in Libia, dove Washington ha distrutto un paese lasciando solo il caos? Perché non sentiamo della crisi umanitaria in Iraq, in corso da 13 anni, o della crisi umanitaria in Afghanistan, che ormai ha 15 anni?

La risposta è che la crisi ad Aleppo è la crisi di Washington che sta perdendo i suoi mercenari dell’ISIS a causa dell’esercito siriano e delle forze aeree russe. I jihadisti inviati a distruggere la Siria da Obama e dalla bestia assassina Hillary  (“Siamo arrivati, abbiamo visto, lui è morto!”) , a loro volta stanno venendo distrutti. Il regime di Obama e la stampa occidentale asservita  stanno cercando di salvare i jihadisti coprendoli sotto il manto della “crisi umanitaria”.

Questa ipocrisia rientra nella normale routine di Washington. Se al regime di Obama fosse fregato qualcosa della “crisi umanitaria”, non avrebbe orchestrato crisi umanitarie in Siria, Iraq, Afghanistan, Libia e Yemen.

Negli USA ci si trova nel bel mezzo di una campagna presidenziale e nessuno ha chiesto perché gli Stati Uniti sono determinati a rovesciare un governo siriano democraticamente eletto che è sostenuto dal popolo siriano.

Nessuno ha chiesto perché allo Scemo della Casa Bianca sia stato dato il potere di rimuovere il presidente della Siria sguinzagliando contro il popolo siriano i jihadisti procurati dagli Stati Uniti, che la stampa asservita fa passare per “ribelli moderati”.

Washington, naturalmente, non ha una risposta accettabile, ed è per questo che la domanda non viene posta.

La risposta è che la strategia di Washington per destabilizzare l’Iran e quindi le province musulmane della Federazione Russa,  l’ex Asia Centrale  sovietica, e la provincia musulmana della Cina, è quella di sostituire governi stabili con il caos del jihadismo.  Iraq, Libia e Siria avevano società laiche stabili nelle quali la mano forte del governo era utilizzata per evitare conflitti tra le sette musulmane. Rovesciando questi governi laici, e tentando ora di rovesciare Assad, Washington ha diffuso il caos del terrorismo.

Non c’era il terrorismo in Medio Oriente fino a quando Washington non ce l’ha portato, con invasioni, bombardamenti, e torture.

Jihadisti come quelli che Washington ha utilizzato per rovesciare Gheddafi sono apparsi in Siria quando il Parlamento britannico e il governo russo hanno bloccato l’invasione programmata della Siria da parte di Obama. Dal momento che a Washington è stato impedito di attaccare direttamente la Siria, sono stati utilizzati dei mercenari. Le prostitute travestite da media americani hanno assecondato Washington propagandando l’idea che i terroristi jihadisti sono dei democratici siriani in rivolta contro “la dittatura di Assad”. Questa palese e spudorata menzogna è stata ripetuta così tante volte che ormai si confonde con la verità.

La questione siriana non è connessa in alcun modo con la originaria giustificazione  usata da Washington per esercitare la violenza in Medio Oriente. La giustificazione originale era l’11 settembre, che è stato utilizzato per invadere l’Afghanistan, sulla base della montatura che i talebani stavano proteggendo Osama bin Laden, la “mente”, che all’epoca stava morendo per insufficienza renale in un ospedale pakistano. Osama bin Laden era un uomo della CIA che è stato usato contro i sovietici in Afghanistan. Non era l’autore dell’ 11 Settembre. E certamente, non lo erano i talebani.

Ma la stampa asservita occidentale ha coperto la bugia del regime di Bush, e l’opinione pubblica è stata ingannata con la formula secondo la quale bisogna “sconfiggerli all’estero prima che ci attacchino in casa.”

Naturalmente, i musulmani non stavano per attaccarci in casa. Se i musulmani sono una minaccia, perché il governo degli Stati Uniti continua a farne entrare così tanti come rifugiati dalle guerre di Washington contro i musulmani?

L’11 settembre è stato la “nuova Pearl Harbor” dei neo-conservatori, che come hanno scritto loro stessi era ciò di cui avevano bisogno per lanciare le loro guerre in Medio Oriente. Il primo Segretario del Tesoro di George W. Bush ha detto che il tema della prima riunione di gabinetto della presidenza Bush è stato l’invasione dell’Iraq. Questo accadeva prima del 9/11. In altre parole, le guerre di Washington in Medio Oriente sono state pianificate prima del 9/11.

I neo-conservatori sono sionisti. Gettando il Medio Oriente nel caos ottengono entrambi i loro obiettivi. Tolgono di mezzo l’opposizione organizzata all’espansione di Israele, e creano il jihadismo al fine di destabilizzare paesi come la Russia, l’Iran e la Cina,  che si frappongono all’esercizio del loro potere unilaterale; essi ritengono infatti che il crollo dell’Unione Sovietica abbia lasciato il potere in eredità alla “nazione indispensabile”, gli Stati Uniti.

Osama bin Laden, la presunta mente del 9/11, stava morendo, non stava guidando una guerra terroristica contro gli Stati Uniti da una grotta in Afghanistan. I talebani si stavano concentrando nel consolidamento del loro dominio in Afghanistan, non sull’attacco all’Occidente. Dopo aver fatto saltare in aria matrimoni, funerali, e partite di calcio dei bambini, Washington è passata all’Iraq. Non c’era alcun segno di belligeranza da parte irachena verso gli Stati Uniti. Gli ispettori delle Nazioni Unite hanno detto che non c’erano armi di distruzione di massa in Iraq, ma Washington non li ha ascoltati. Le puttane dei media americani hanno aiutato il regime di Bush a creare l’incubo di un fungo nucleare sopra l’America se gli Stati Uniti non avessero invaso l’Iraq.

L’Iraq non aveva armi nucleari e tutti lo sapevano, ma i fatti erano irrilevanti. C’era un ordine del giorno in funzione, un ordine del giorno non dichiarato. Per mandare avanti quella agenda che il governo non osa rivelare apertamente, il governo ha utilizzato la paura. “Dobbiamo ucciderli laggiù nel loro paese prima che loro ci uccidano qui.”

Così l’Iraq, un paese progressista e stabile, è stato ridotto in macerie.

E dopo c’è stata la Libia. Gheddafi non si sarebbe unito all’Africa Command di Washington. Inoltre, la Cina stava progettando dei campi petroliferi nella Libia orientale. Washington era già turbata dalla presenza della Russia nel Mediterraneo e non voleva lì anche la Cina. Così Gheddafi doveva andarsene.

Successivamente Assad è stato sistemato con la  falsa prova di aver usato armi chimiche contro la ribellione avviata da Washington.  Nessuno credeva alla palese menzogna di Washington, nemmeno il Parlamento britannico. Non potendo trovare il consenso per giustificare un’invasione, Killary la psicopatica ha inviato contro Assad i jihadisti che Washington aveva usato per distruggere la Libia.

I russi, che fino a quel momento erano stati così ingenui e creduloni da fidarsi di Washington, hanno finalmente capito che l’instabilità provocata da Washington era rivolta contro di loro. Il governo russo ha deciso che la Siria era la propria linea rossa e, su richiesta del governo siriano, è intervenuto contro i jihadisti sostenuti da Washington.

Washington si è ritenuta offesa e ora sta minacciando di commettere l’ennesima violazione criminale dei principi di Norimberga con una flagrante aggressione alla Siria. Un tale passo sconsiderato porterebbe Washington in conflitto militare con la Russia e implicitamente con la Cina. Prima che gli europei consentano a Washington di avviare un conflitto così pericoloso, farebbero meglio a considerare l’avvertimento di Sergey Karaganov, un membro del consiglio della Difesa e della Politica Estera del Ministero degli Esteri russo: “La Russia non combatterà di nuovo sul proprio territorio. Se la NATO dà inizio a una violazione contro una potenza nucleare come noi, la NATO verrà punita“.

Che il governo degli Stati Uniti sia in mano a dei pazzi criminali dovrebbe spaventare ogni persona sulla terra. Killary-Hillary è intenzionata a entrare in conflitto con la Russia. In ogni caso, Obama, la stampa asservita, e l’establishment democratico e repubblicano stanno facendo tutto quanto in loro potere per mandare nello Studio Ovale la persona che potenzierà al massimo il conflitto con la Russia.

La vita del pianeta è nelle mani di pazzi criminali. Questa è la vera crisi umanitaria.

Nota: il tenente generale Michael Flynn, direttore della Defense Intelligence Agency del Pentagono ha dichiarato in un’intervista che la creazione dell’ISIS è stata “una decisione volontaria di Washington“. Si veda ad esempio:
https://www.rt.com/usa/312050-dia-flynn-islamic-state/ anche: http://russia-insider.com/en/secret-pentagon-report-reveals-us-created-isis- strumento-rovesciamento-Syrias-presidente-Assad / ri7364

La DIA ha avvertito che l’ISIS avrebbe prodotto un principato salafita su parti dell’Iraq e della Siria. http://www.judicialwatch.org/wp-content/uploads/2015/05/Pg.-291-Pgs.-287-293-JW-v-DOD-and-State-14-812-DOD-Release- 2015/04/10-finale-version11.pdf

L’avvertimento non fu ascoltato poiché il regime neo-conservatore di Obama vedeva l’ISIS come una risorsa strategica da utilizzare contro la Siria.

Informazioni su vaturu

I am a sardinian patriot
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