JUNCKER SUPPLICA I LEADER UE DI NON TENERE REFERENDUM SULL’EXIT

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Risulta sempre interessante ascoltare i leader meno accorti della Ue: spesso si lasciano sfuggire scomode verità. Come riporta il Daily Mail, in questa intervista J.C. Juncker ammette apertamente il terrore degli eurocrati nei confronti dei referendum sull’appartenenza alla Ue.  Essi sperano quindi che ai cittadini non venga data la possibilità di esprimersi.  La colpa della disaffezione degli europei verso la Ue, naturalmente, non viene attribuita alle disastrose decisioni che vengono da Bruxelles: è invece colpa di ciascun popolo, che non “ama” abbastanza i cittadini degli altri paesi membri e non si interessa dei loro problemi.  Per tenere insieme un’unione oligarchica, risulta sempre più indispensabile e urgente limitare il ricorso alla democrazia.

 

di John Stevens, 28 novembre 2016

Jean-Claude Juncker ha esortato i leader della Ue a non indire referendum sull’appartenenza del loro Paese all’Unione europea, perché teme che anche i loro elettori sceglierebbero di uscire.

Il Presidente della Commissione europea ha detto che dare alle persone la possibilità di votare sarebbe ‘stolto’,  dato che potrebbero cercare di ripetere la Brexit.

Le sue osservazioni giungono nel momento in cui uno dei candidati a presidente dell’Austria ha minacciato di indire un referendum se la Ue si dovesse muovere verso una maggiore integrazione.

Norbert Hofer, che se domenica venisse eletto diventerebbe il primo capo di stato di estrema destra dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ha promesso un referendum se la Ue dovesse accentrare ancor più il potere in seguito alla Brexit.

A una domanda sulla promessa fatta dal candidato del Partito della Libertà, Juncker ha risposto a Euronews: “Non possiamo negare o abolire il diritto dei cittadini europei di esprimere le loro opinioni. Per quanto riguarda i referendum sull’appartenenza alla Ue, penso che non sia saggio organizzare questo tipo di dibattiti, non solo perché sarei preoccupato del risultato finale,  ma anche perché si aggiungerebbero altre controversie a quelle già così largamente  presenti in seno alla Ue.  Peraltro, non penso che il presidente dell’Austria, chiunque sarà, si lancerà in un’avventura di questo tipo.  Ho imparato a distinguere tra le promesse elettorali e le politiche concrete.

Juncker, a cui è stata addossata la responsabilità del voto sulla Brexit, ha insistito che “l’esistenza della Ue non è in dubbio”. Ha sostenuto che la debolezza della Ue sia una “mancanza d’amore”,  anziché la conseguenza delle decisioni di Bruxelles.

Juncker ha minimizzato le probabilità di Marine Le Pen di diventare Presidente francese, dicendo che “Questa è un’ipotesi a cui non voglio nemmeno pensare. È una domanda che non dovremmo nemmeno porci”.

Alla domanda se l’Inghilterra sarebbe stata punita in modo esemplare  per scoraggiare gli altri paesi desiderosi di lasciare la Ue, Juncker ha detto: “Non si tratta di questo. Non cerco vendetta nei confronti del Regno Unito. Gli inglesi si sono espressi tramite il suffragio universale. Spero che gli altri non lo facciano. Ma, riguardo al Regno Unito, non dobbiamo arrivare a uno spirito di vendetta. Dobbiamo risolvere i problemi che questa situazione ha causato al Regno Unito e agli europei. Ci assicureremo che le relazioni tra le isole inglesi e il continente rimangano armoniose, pur sapendo che gli inglesi non possono avere gli stessi diritti e vantaggi dei cittadini dell’Unione europea”.

I sondaggi in Austria mostrano che il risultato è in bilico. L’elezione è una ripetizione del voto tenuto a maggio, nel quale il Signor Hofer era stato sconfitto soltanto per 30.000 voti dal rivale indipendente Alexander Van der Bellen, un 72 enne professore di economia in pensione, risolutamente pro-Ue.

Il risultato è stato annullato a luglio a causa di irregolarità nel modo in cui sono stati conteggiati i voti postali (che risultavano in larga maggioranza a favore del candidato pro-Ue e avevano ribaltato il voto espresso fisicamente NdVdE) ed è stata decisa una seconda votazione.

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I am a sardinian patriot
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