Dogon e le Origini dell’Uomo

Dogon e le Origini dell’Uomo

da Disclosure News |

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La Tribù Africana dei Dogon e le Vere Origini dell’Uomo

Di Kathy J. Forti.

Quella dei Dogon è un’antica tribù che vive nel Mali, in Africa occidentale.

I Dogon da sempre affermano di essere il canale vivente tra Cielo e Terra e di possedere non solo la conoscenza del Cosmo, ma anche la storia delle vere origini dell’Uomo.

I Dogon sono ritenuti essere di origine egiziana e la loro storia astronomica risale a migliaia di anni fa, intorno al 3200 aC.

Per secoli i Dogon sono riusciti a rimanere isolati e protetti dalle influenze dei popoli vicini, nonché dalla cattura da parte degli schiavisti islamici.

La loro storia culturale, orale e scritta, è rimasta miracolosamente intatta.

 

Quello che hanno mantenuto nascosto dal resto del mondo è abbastanza sorprendente.

Secondo una delle loro leggende più antiche, una razza chiamata  “Nommos” ha visitato la Terra dalla stella Sirio molti millenni fa.

I Dogon appresero dai Nommos che c’era una stella compagna (Sirio B) che orbitava la stella di Sirio (la stella più brillante nel cielo vicino alla costellazione di Orione) da dove provenivano i Nommos. Sbarcarono sulla Terra in un’arca che fece una turbolenta discesa  a terra con grande rumore e vento.

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Sistema Stellare di Sirio

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Mappa del Mali

Negli anni ’30 due antropologi francesi, Marcel Griaule e Germain Dieterlen, hanno documentato questa leggenda vivendo con loro per circa 30 anni e registrando i racconti di quattro sacerdoti Dogon.

Gli anziani della tribù non solo hanno condiviso con i due scienziati la loro incredibile comprensione dell’Astronomia, ma anche della Fisica.

Sapevano che la Terra non è piatta, come credevano invece molte tribù primitive, ma che è un corpo sferico orbitante nello spazio.

In qualche modo sapevano che esiste una stella compagna di Sirio A, anche se Sirio B non è stata mai visibile a occhio nudo, fino a quando non fu fotografata da un grande telescopio spaziale nel 1970.

Mentre gli scienziati avevano già sospettato della sua esistenza fin dal 1844, nessuno poteva confermare quello che era teorizzato come una stella “nana bianca” addirittura più piccola della Terra.

Alcuni scienziati di oggi disprezzano la sorprendente e precoce conoscenza che i Dogon hanno del del Cosmo, ma hanno difficoltà a spiegare come i Dogon possiedono un antico graffito di 400 anni che apparentemente descrive la configurazione di Sirio.

Dal 13° secolo hanno anche una cerimonia, il “Sigui“, che si svolge ogni 60 anni per celebrare il ciclo di queste stelle, dimostrando in qualche modo di conoscere accuratamente quanto tempo impiega Sirio A a orbitare intorno a Sirio B. (prevedono che il prossimo ciclo stellare si verificherà nel 2027.)

I due antropologi hanno avuto grandi difficoltà a spiegarsi come i Dogon conoscessero anche la enorme densità di Sirio B, un fatto che si è scoperto solo pochi anni prima che i due studiosi francesi registrassero le storie dei Dogon.

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Poiché telescopi molto più grandi e potenti esplorano ora il Sistema Stellare di Sirio, possiamo essere in grado di convalidare un’altra leggenda Dogon di una terza Stella, Sirio C.

Secondo la leggenda Dogon, i Nommos vivevano su un piccolo Pianeta che orbitava intorno a Sirio C.

Il piccolo Pianeta stava morendo per qualche ragione sconosciuta, e questo costrinse i Nommos a cercare una casa altrove. (La maggior parte degli scienziati ritengono che nessun luogo appartenente al Sistema Stellare di Sirio possa essere un candidato per la vita.)

villaggio-dogon.jpgVillaggio Dogon

Tuttavia, nel 1995 gli studi gravitazionali hanno mostrato la possibile presenza di una piccola stella nana bruna che orbita intorno a Sirio (poi chiamata Sirio C) con un periodo orbitale di sei anni. Molto c’è ancora da scoprire.

I Dogon sanno definire correttamente tutti i componenti chiave della materia, dagli atomi ai quark, ai fili vibranti della teoria delle stringhe, tutti nella sequenza appropriata, supportati da espliciti disegni tribali.

Anche queste conoscenze furono date loro dai Nommos, che chiamavano: “gli Dei che discesero dal cielo in una nave accompagnata da fuoco e tuoni”.

Rivelarono che questi esseri somigliavano a creature anfibie vestite di grigio ed erano responsabili delle origini di tutta l’Umanità.

Della visita dei Nommos sulla Terra si allude anche negli antichi miti babilonesi e sumeri.

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Graffiti Dogon

L’Africa è spesso conosciuta come la culla della civiltà e il luogo di nascita dell’Umanità.

La domanda allora è: ma chi erano i Nommos e cosa esattamente hanno portato sulla Terra?

Secondo la leggenda, c’è stata una razza precedente di alieni che sono venuti nel nostro Sistema Solare da Sirio B quasi un milione di anni fa.

Il loro Pianeta stava morendo e così si trasferirono su Marte, dove abitarono fino a quando si verificò una catastrofe.

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Africa Culla delle Civiltà

Marte è stato colpito da un enorme asteroide, circa 900.000 anni fa, che ha cambiato l’atmosfera e ha costretto questa razza progenitrice a cercare altrove. (I nostri scienziati hanno confermato che Marte sembra essere stato colpito da un evento devastante in un remoto passato, oltre al fatto ben conosciuto della presenza di evidenti prove di civiltà molto antiche).

La leggenda dice che dopo la catastrofe di Marte questa razza progenitrice si è trasferita sulla Terra 350.000 anni fa per evitare la propria estinzione.

Sebbene la Terra fosse abbondante di ossigeno, questa razza ancestrale aveva bisogno di più elio, più azoto e più anidride carbonica, elementi che mancavano alla Terra.

Per sopravvivere all’atmosfera terrestre, questa razza cominciò a praticare l’ingegneria genetica in modo che la loro progenie potesse adattarsi e prosperare in queste nuove condizioni.

Hanno chiamato la loro prole ingegnerizzata geneticamente “Anu“.

 

statuetta-africana-impagliata.jpgStatuetta Africana Impagliata

Anu (in seguito noto come Anunnaki) era una razza di potenti esseri umani non umani.

Le tavolette sumeriche fanno riferimento a loro come gli dei che poi “hanno creato”  gli Igigi (noti anche come Eloah/Grigi) per servirli.

Gli Anu avrebbero dominato la Terra per un migliaio di anni, ma alla fine essi si ammalarono a causa dell’ambiente terrestre come i loro predecessori progenitori.

Gli antichi testi del Medio Oriente dicono che gli Igigi si ribellarono contro i loro creatori Anu. Circa 225.000 anni fa, quando gli Anu cominciarono a morire lentamente, gli Eloah/Grigi, invece, cominciarono a crescere in potenza e numero.

Per proteggere il loro futuro, gli Anu crearono la razza Austra Albus, cioè la loro progenie geneticamente migliorata con il DNA umanoide.

Alla fine, sarebbero riusciti anche a creare la razza umana moderna utilizzando una manipolazione genetica avanzata mediante una piccola infusione del proprio DNA alieno (quel 5%  di “DNA spazzatura” che ancora non riusciamo a capire).

Circa 25.000 anni fa la razza Austra Albus fu avvisata della crescente minaccia degli Eloah/Grigi e li infettò con un potente e permanente virus biogenetico.

Questo causò agli Eloah/Grigi di non essere più in grado di resistere alle radiazioni elettromagnetiche del nostro Sole, e si rifugiarono sottoterra per vivere in ambienti  e caverne sotterranee.

La razza Austra Albus ha infine iniziato il proprio programma di manipolazione genetica eliminando il più possibile il DNA alieno dal loro lignaggio per diventare al 99,999% esseri umani in apparenza e anatomia.

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Dogon del Mali

Sono diventati una “linea di sangue” altamente controllata che oggi rappresenta i “Powers That Be”, l’Elite, e vivono tra le classi sociali dell’umanità.

Questa particolare linea di sangue conservata nei millenni è spesso definita come “gli Illuminati”.

Allora, dove sono andate a finire tutte queste razze oggi?

Gli informatori/whistleblowers militari di alto rango sono venuti avanti nel corso degli anni per rivelare che la razza degli Eloah/ Grigi esiste ancora in un numero inferiore a 1.000, a causa di una limitazione nella loro riproduzione biologica.

Hanno riferito che questi esseri hanno collaborato segretamente con i nostri militari in basi segrete sotterranee, per proteggere la loro esistenza, in cambio di tecnologie e armi spaziali avanzate agli Stati Uniti.

Se fosse vero, questo ci renderebbe tutti alieni.

Anche se questo può sembrare impossibile da accettare, basta semplicemente esaminare alcuni degli antichi testi religiosi ebraici e biblici per la conferma.

Da questi testi si deduce chiaramente una conoscenza dell’ingegneria genetica in atto quando vengono citati i “Figli di Dio” che creano una nuova razza (i Caduti o i Nefilim) che chiamano “i peccati sopra tutti gli altri” (ingegneria genetica).

I biologi molecolari e i genetisti hanno scoperto che i segmenti del genoma umano sono stati chiaramente fusitra loro, lasciando evidenti tracce di estrazione, inversione e combinazione di singoli geni nel DNA umano.

Ciò dimostra che la storia dell’evoluzione, per quanto riguarda l’umanità moderna, è completamente sbagliata.

dogon-del-mali.jpgDogon

I genetisti ci dicono che una fusione come questa è possibile solo in laboratori genetici avanzati in cui le prove dell’ingegneria genetica possono essere osservate nei geni manipolati.

E dicono anche che una mutazione naturale di questo tipo è impossibile.

Poiché l’uomo moderno conosce sempre di più riguardo al codice del DNA, gli scienziati oggi sono perfettamente in grado di effettuare manipolazioni genetiche, clonazioni e una serie di altri esperimenti innaturali condotti sugli animali ma anche sugli esseri umani,  per la maggior parte dei quali non ne sapremo mai niente.

Questo è ciò a cui le Scienze Etiche si riferiscono come “Abominio della Natura” o “giocare a fare Dio“. Gli antichi progenitori semplicemente lo chiamavano “i peccati sopra tutti gli altri“.

Alla luce di tutto questo, una razza molto più avanzata, nel nostro passato, che ha imparato a creare molteplici nuove specie, tra cui noi, non sarebbe un’idea così pazzesca.

La domanda da farci oggi in questo momento è se coloro che sono al potere e che conoscono le vere origini dell’uomo decideranno un giorno, finalmente,  di condividere questa importante e preziosa informazione con i loro compagni e fratelli.

 

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Messaggio dal Grande Spirito

Messaggio dal Grande Spirito

 

Di Interstellar.

Quello che segue è solo un piccolo insieme di pensieri che richiedono la condivisione.

Per una serie incredibile di sincronicità mi sono trovato nel dovere di seppellire un Pietra Cintamani in Italia.

Non avendo un luogo vicino a casa e dopo lunghe riflessioni ho localizzato il posto. Ma non ero completamente certo della potenza energetica di dove avevo deciso di piantarla.

Mi era sembrato un posto troppo qualsiasi, avevo creduto, e anche un po’ tristemente, che stavo solo meccanicamente obbedendo a queste sincronicità senza mettere energia in questo gesto, senza caricare la Pietra con la Luce, la mia, quella che ognuno di noi ha innata.

Il Grande Spirito mi è Venuto in Aiuto!

Questa è un’altra sincronicità che è degna di nota, che potrebbe passare inosservata se uno non è in grado di entrare in contatto con la Natura, con Madre Terra, attraverso il proprio Sé Superiore.

In uno dei recentissimi articoli che abbiamo pubblicato ho deciso di inserire un’immagine del Grande Spirito dei Nativi Americani, era un Lupo, una animale con cui ho un forte legame, insieme allo Squalo, un’immagine inserita con il Cuore

 

In questa zona dove ho deciso di piantare la pietra si sente dire che ci sia qualche Aquila, è una zona che conosco bene, che ho frequentato per tutta la vita, ma non ho mai visto un’Aquila, per quanto l’abbia cercata su e giù per i monti.

L’Aquila come totem è un messaggero ispiratore, si dice che quando un’Aquila entra nella propria vita è ora di guardare attentamente dentro se stessi, permettere al Cuore di guidarti.

I Nativi Americani associavano l’Aquila alla saggezza, la visione e la forza.

Ma l’Aquila rappresenta anche salvezza e speranza.

Ebbene oggi, esattamente sopra il punto esatto dove ho deciso di piantare la Cintamani, un’Aquila stava orbitando, infastidita da due cornacchie, e ha continuato a ruotare maestosa incurante dei due fastidiosi, per lungo tempo, forse aspettando che il messaggio del Grande Spirito si ancorasse definitivamente nel mio Cuore.

 

Ad ancoraggio avvenuto, lasciandomi in preda ad una forte emozione e consapevolezza della presenza di Madre Terra, l’Aquila ha finalmente deciso di tornare placida verso le montagne dove, a questo punto con certezza, dimora.

Domattina pianterò la Pietra Cintamani, una pietra di 4 grammi, quello è il punto, non ho più dibbi, e ringrazio il Granede Spirito per il maestoso segnale che mi riempie il Cuore di gioia.

Un ringraziamento a Jeanne, l’Aquila è anche per te.

Qui sotto trovate alcune immagini sulla Piantagione della Pietra Cintamani. Abbiamo deciso di piantarla all’Ora Meridiana, provata dall’Orologio Solare che vedete in una delle immagini, in quanto l’apparizione dell’Aquila il giorno precedente è stata circa a quell’ora. Ci dispiace molto non aver potuto fotografare l’Aquila, evidentemente non doveva essere fotografata.

Abbiamo fatto l’estrazione della zolla cercando di non offendere le piante che ci crescono sopra, o almeno di mantenerle il più intatte possibile.
In attesa dell’Ora Meridiana, ossia di massima altezza del Sole sull’orizzonte locale, abbiamo preparato la buca di 30 cm di profondità.
 Vorrei, per concludere, riportare qualche nota sul luogo in cui è seppellita questa pietra, che speriamo di poter trasformare a breve nel centro del Seme della Vita con l’aiuto di qualcuno.

Il luogo è in un paese situato alla convergenza di 3 ruscelli, notoriamente, dal tempo di Atlantide e successivamente di Avalon, un punto di contatto tra il piano fisico e il piano eterico, specie se nella convergenza crescono determinate piante sacre. Devo anche evidenziare che il mero luogo della convergenza è stato massacrato con opere di ingegneria idraulica di quakkademici di terz’orine, dando luogo a incredibili dissesti idrogeologici.

Presumo che tutto questo in cui sono stato guidato abbia come scopo la guarigione di questo luogo fortemente energetico che è rimasto sotto attacco da troppi anni.

Spero, ma ne sono certo, che Madre Terra apprezzi l’apporto energetico.

Nell’immagine a fianco è illustrato il punto energetico da me costruito decenni fa, prima di quello che umilmente considero il mio risveglio. La sfera armillare è stata costruita da me insieme a mio padre, lo stesso dicasi per la Meridiana a Muro, l’Orologio Solare della foto sotto.

Posso solo credere che questa serie di sincorinicità abbiano un significato, le pietre catalizzatrici di energia, gli orologi solari e l’apparizione dell’Aquila all’Ora Meridiana del giorno precedente, non mi è ancora estremamente chiaro questo significato quindi spero di scoprirlo in seguito, come ora ho scoperto il perché abbia deciso di sistemare le 3 pietre in quel luogo.

Aggiornamento 11:11 2017

Finalmente oggi, con l’ultima sincronicità di questo primo Fiore della Vita11:11 (purtroppo non sono riuscito a raggiungere il punto alle 11 e 11… solo alle 13:11 sic), sono riuscito ad ultimarlo piantare l’ultima delle 19 Pietre Cintamani. Ora finaLmente l’Energia Galattica sarà ancorata anche nel Centro Italia.

La passeggiata di rientro è stata invece molto emozionante, una grande positività nel cuore sapendo di avere aiutato nella berazione del Pianeta Terra e forse avere portato a termine uno dei compiti che probabilmente dovevo fare. Ci sono state delle pieghe oscure in questa piantagione, hanno rallentato il processo, ma oggi, 11:11, credo invece che tutto sia nadato come doveva andare in base ai piani.

Ora mi dedicherò al secondo fiore, via ggiornereno sugli sviluppi quanto prima.

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Cosa si nasconde dietro il progetto “euro-nukes”

Cosa si nasconde dietro il progetto “euro-nukes”

Di Carmenthesister – Novembre 9, 2017

Vincent Brousseau ha lavorato per 15 anni presso la BCE, in particolare nel Sancta Santorum della politica monetaria, ed è uno dei maggiori esperti francesi sull’euro. Ma essendo anche un grande conoscitore della scena politica tedesca e di questioni geostrategiche e militari,  ha preparato un dossier del massimo interesse su quello che sta succedendo in Germania intorno alla possibilità di eludere il divieto alle armi nucleari impostole dopo la seconda guerra mondiale, e mettere silenziosamente le mani sulla forza d’urto francese tramite la creazione di una “bomba nucleare europea” («Euro-nukes»). Colpo di mano militare molto inquietante in un periodo in cui le previsioni geopolitiche sono di grande incertezza e turbolenza, ma naturalmente sottovalutato dagli utili idioti della “costruzione europea” e passato per lo più sotto silenzio dalla grande stampa. 

 

 

 

Dossier strategico di Vincent Brousseau, 15 luglio 2017

 

 

Cos’è il trattato di Mosca?

 

Alcuni mesi fa, un comunicato dell’agenzia Reuters (di metà novembre 2016) ricordava incidentalmente che nessun accordo di pace è stato firmato tra il Giappone e la Russia dopo la seconda guerra mondiale. Questi due Stati sono quindi, dal punto di vista giuridico, ancora in guerra dal 1945.

 

Il pomo della discordia ancora presente tra Tokyo e Mosca che impedisce di firmare il trattato di pace rimane la questione delle isole Curili del Sud, ex giapponesi, che Stalin conquistò nel 1945 e l’URSS e poi la Russia hanno sempre rifiutato di restituire.

 

La notizia di fine anno scorso, dal tono ottimista, assicurava tuttavia che erano stati fatti dei progressi verso questo trattato di pace. Va da sé che, da un punto di vista pratico, tra questi due paesi la pace regna da diversi decenni, ma è il caso di notare che la firma di tali trattati può essere ancora una questione lunga.

 

Alleata del Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, la Germania ha vissuto la stessa situazione dal 1945 al 1990. È un trattato del 1990 che ha formalmente chiuso le ostilità, 45 anni dopo la capitolazione del Reich. Questo Trattato, il cui titolo ufficiale è “Trattato sullo stato finale della Germania“, è comunemente noto come il Trattato di Mosca. E’ chiamato anche “Trattato 2+4” o “Trattato 4+2” perché fu firmato e ratificato tra:

 

– i rappresentanti delle due Germanie dell’epoca (Germania occidentale denominata “Repubblica federale tedesca” o “RFT” e Germania orientale “Repubblica democratica tedesca “o” DDR”),

 

– i rappresentanti delle quattro potenze alleate della seconda guerra mondiale: Francia, Stati Uniti, Regno Unito e URSS.

 

La firma di questo trattato il 12 settembre 1990 a Mosca aprì la strada alla riunificazione tedesca.

 

Molto breve, questo trattato, che consiste in un preambolo e dieci articoli, stabilisce con precisione lo status internazionale della Germania unita nel cuore dell’Europa, con il tacito consenso di tutti i suoi vicini. Il trattato regola molti temi sugli affari esteri dei due stati tedeschi, come la demarcazione delle frontiere esterne, l’adesione alle alleanze e le forze militari. Con questo trattato, la Germania dovrebbe nuovamente assumere piena sovranità e diventare uno stato come qualsiasi altro.

 

 

Firma del “Trattato di Mosca” il 12 settembre 1990, che ripristina la “sovranità totale” della Germania.

 

Questo Trattato di Mosca, che consacra la riunificazione e ristabilisce in linea di principio la sovranità della Germania, contiene tuttavia alcune restrizioni molto importanti.

 

Pertanto, la Germania non è autorizzata a modificare i propri confini, neanche sulla base di un accordo con il paese di frontiera interessato.

 

Questo, a priori, può sembrare assurdo, ma non lo è, perché l’impegno è preso dalla Germania non nei confronti del paese di frontiera (che in linea di principio potrebbe liberarla da tale impegno), ma verso ciascuno dei quattro alleati, considerati individualmente. Così la Russia potrebbe opporsi a un’ipotetica modifica del confine, ad esempio, ceco-tedesco, anche se i due paesi interessati fossero d’accordo. Va da sé che ciò costituisce una restrizione di ciò che si intende comunemente con la parola “sovranità”.

 

Dal lato britannico, responsabile della redazione e della ratifica del Trattato di Mosca era Margaret Thatcher. La Thatcher, ancor più di Mitterrand, la sua controparte all’epoca, nutriva una vera diffidenza verso un ritorno della Germania nel consesso delle grandi potenze. Un articolo del Financial Times di inizio 2017 ha ricordato questo utile dettaglio, quasi dimenticato. La Thatcher, dice l’articolo, pensava anche di instaurare un’ “alleanza” con l’URSS all’esplicito scopo di contenere l’ascesa di una Germania riunificata, e motivava questa scelta facendo riferimento al periodo del 1941-1945 , quando Londra e Mosca erano alleati contro Berlino. Questo rende bene l’atmosfera.

 

Un’altra importante e ben nota restrizione si trova nell’articolo 3 del Trattato di Mosca, che pone un divieto permanente alla Germania di avere accesso alle armi nucleari.

 

Sulla base di questo articolo, la Germania non può né ricercare, né acquisire, né testare, né detenere o utilizzare qualsiasi arma atomica. E questo impegno, di nuovo, è assunto nei confronti di ciascuno dei quattro alleati, considerati individualmente.

 

Ciò significa che, se per qualche motivo la Germania decidesse di ignorare il trattato e di avviare un procedimento di accesso alle armi atomiche, la Russia – o anche qualsiasi altra delle tre potenze – sarebbe autorizzata di diritto a impedirlo con un’azione militare. Anche qui, si capisce che la sovranità della Germania non è stata restaurata in modo pieno.

 

Quali sono le posizioni dell’opinione pubblica russa e tedesca su questo argomento?

 

– La Russia ha, per ovvie ragioni storiche, un forte sentimento di paura verso la Germania. Né il sentimento popolare, né alcun governo russo, come un tempo il governo sovietico, sarebbero disposti a tollerare la minima violazione di questo divieto nucleare.

 

– La Germania ha, per gli stessi evidenti motivi storici, un forte senso di vergogna per il suo passato bellicoso. L’opinione pubblica tedesca è completamente a favore della rigorosa osservanza del divieto nucleare militare tedesco, ed è sempre stato così. Nessun governo tedesco o ex governo tedesco occidentale si è mai opposto pubblicamente a questa limitazione. C’era un certo sospetto che la Germania orientale tentasse di aggirare il divieto, ma probabilmente sono solo voci infondate.

 

E tuttavia, è preciso dovere di un governo prevedere ogni scenario. E i tedeschi sono persone metodiche e serie che usano prevedere tutto, anche l’improbabile. Quindi mi risulta difficile immaginare che i leader politici tedeschi non abbiano mai pensato a come rendere il loro paese una potenza atomica.

 

 

Cosa si intende per forza atomica?

 

Lo status di potenza nucleare non si ottiene semplicemente dal possesso di tre testate nucleari immagazzinate sotto un hangar. Comprende un notevole numero di altre cose.

 

Bisogna non solo avere le armi, ma avere la loro catena produttiva, sapere come mantenerla e proteggerla, averne testato l’efficacia, aver testato naturalmente le stesse armi, sapere ed essere in grado di tenerle al sicuro, avere una catena di comando rigorosa (in particolare per evitare di non essere in grado di utilizzarle, a seguito del tradimento o della morte di un solo uomo).

 

Devi avere persone addestrate per costruire siti, mantenerli, realizzare dei modelli dell’arma e dei suoi vettori in termini fisici e matematici, costruire i vettori, costruire l’arma in quanto tale, costruire e testare i dispositivi di trasmissione degli ordini in modo sicuro.

 

Si consideri, per esempio, tutta la logistica necessaria alla Francia per mantenere in permanenza la sua flotta di sottomarini nucleari lanciamissili balistici (SSBN) o lo sforzo scientifico richiesto per riuscire a simulare virtualmente gli effetti dell’esplosione – cosa fondamentale da quando i test nucleari sono vietati.

 

Ognuna delle cinque potenze nucleari ufficiali ha dovuto quindi sostenere un investimento enorme in tempo, persone e capitali, per decenni. È perciò totalmente irrealistico immaginare che un nuovo soggetto possa diventare una potenza nucleare dall’oggi al domani.

 

Se Charles de Gaulle non avesse voluto l’ingresso del suo paese nel ristretto club delle potenze nucleari, sarebbe molto difficile per la Francia raggiungere questo obiettivo oggi.È per questo che in Francia sono poche le proposte che il paese rinunci a questo status; provengono da persone che sono più legate ad un ordine mondiale transnazionale che alla sovranità nazionale della Francia. Citerò per esempio la proposta fatta nel 2009 da MM. Juppé, Rocard, Norlain e Richard, oggi quasi dimenticata …

 

Pertanto, un possibile accesso del nostro vicino tedesco allo status di potenza nucleare sembra a priori un rischio lontano. Anche se, per ipotesi, la Germania pretendesse di eludere l’articolo 3 del Trattato di Mosca, il lavoro da intraprendere sarebbe talmente grande che i quattro alleati avrebbero molto tempo a disposizione per accorgersi della manovra e farla fallire.

 

Ma abbandoniamoci a un piccolo esercizio di paranoia. Dopo tutto, se io fossi tedesco, senza dubbio avrei già pensato ai modi per aggirare l’ostacolo.

 

È così impossibile?

 

Come ho evidenziato prima, diventare una potenza nucleare comporta l’acquisizione di diverse cose che non hanno nulla a che fare l’una con l’altra.

 

Alcune sono immateriali (creare una rigorosa catena di comando, o addestrare ingegneri e scienziati); per loro stessa natura, queste cose possono essere fatte in maniera relativamente discreta.

 

Al contrario, il test nucleare iniziale è tutt’altro che discreto; e nel caso della Germania è proibito due volte: una volta a causa dell’articolo 3 del Trattato di Mosca, e l’altra a causa del divieto globale per i test nucleari.

 

Ma tra questi due estremi?

 

Tra questi due estremi c’è ad esempio l’acquisizione delle tecnologie necessarie per i missili intercontinentali, o la creazione di una catena di produzione – la realizzazione fisica e la convalida, vale a dire altri tipi di test – e le catene di produzione di altri dispositivi di lancio. Ad esempio, sottomarini.

 

Tutte queste azioni non possono essere fatte con assoluta discrezione, ovviamente, ma sono meno appariscenti del test di Mururoa del 24 agosto 1968.

 

Ora, da alcune notizie di attualità, nel corso degli ultimi semestri, risultano dei sintomi che tendono a confermare che potrebbe esserci un silenzioso interesse da parte della Germania a compiere questi passi verso l’accesso al nucleare. Parlerò solo di due di questi sintomi, pur essendo consapevole che possono spiegarsi in modo diverso – e che sono, infatti, spiegati in modo diverso. Ma in questo campo non si è mai troppo diffidenti …

 

Questi due esempi sono:

 

– l’ingresso della Germania in Airbus;

 

– e la vendita, o meglio il regalo, fatto dalla Germania a Israele di sommergibili del tipo denominato Dolphin.

 

Il silenzioso interesse della Germania per la bomba

 

In primo luogo, l’Airbus. Il gruppo Airbus è stato creato nel 2000 da parte degli Stati francese e spagnolo e due gruppi privati, uno francese e uno tedesco, sulla base della struttura omonima esistente dagli anni ’70. La scelta del nome, EADS, che non è né francese né spagnolo, né tedesco, testimonia la pretesa “volontà dell’Europa” riguardo al progetto. La quota dello Stato francese nella partecipazione al gruppo è passata dal 48% nel 1999 all’ … 11% nel 2015, mentre la quota dello Stato federale tedesco è dell’11% dal 2014.

 

Inoltre, il gruppo è anche costruttore di missili strategici della Force océanique stratégique(FOST) francese e, di conseguenza, titolare di alcune tecnologie molto avanzate, che riguardano il nucleare ma anche il settore spaziale. (L’aspetto spaziale è particolarmente legato al fatto che le testate di questi missili sono “rientranti”, cioè svolgono parte del viaggio nello spazio e devono rimanere funzionali dopo il rientro nell’atmosfera.)

 

Stiamo parlando di tecnologie molto avanzate, paragonabili solo alle loro controparti russe e americane. Totalmente fuori dalla portata dei “piccoli candidati” al nucleare come la Libia o la Corea del Nord, sono costate alla Francia un lavoro di diversi decenni.

 

La struttura di Airbus offrirebbe allo Stato tedesco un modo per recuperare queste tecniche, se decidesse in questo senso? La risposta è che è una questione di tempo.

 

Se la Germania ha davanti a sé un orizzonte di qualche anno, è impensabile che non ci riesca. Naturalmente, si suppone che la Germania non dovrebbe voler fare una cosa del genere, ma trovo questa garanzia piuttosto debole.

 

Diamo un’occhiata alla storia dei Dolphin.

 

Sono sottomarini di costruzione tedesca. Certamente c’è un mondo tra queste macchine e un SNLE francese. Ma resta il fatto che sono in grado di lanciare armi nucleari con un vettore di missili da crociera. Queste navi sono vendute allo Stato di Israele a tariffe molto vantaggiose, e i primi sono stati decisamente regalati.

 

Questa strana generosità ha suscitato delle domande.

 

Leggiamo sul sito irenees.net dell’associazione Modus Operandi, la seguente osservazione:

 

“Le vere ragioni non sono mai state espresse in maniera esplicita, ma come per voler ‘farsi perdonare’, la Germania si è semplicemente offerta di finanziare integralmente i primi due sottomarini (640 milioni di dollari) e di condividere le spese per il terzo.”

 

Farsi perdonare? Questa è una spiegazione comoda. Ma c’è una spiegazione meno innocua.

 

Come ho ricordato, l’accesso allo status di potenza nucleare comporta un notevole numero di passi, tra cui la costruzione, il funzionamento e la verifica delle linee di produzione tramite dei test. “Test”, l’ostacolo è questo. La Germania è stata in grado di creare la linea di produzione dei Dolphin, ma certamente non è in grado di verificare che il prodotto finito possa effettuare un lancio nucleare a causa dell’articolo 3 del Trattato di Mosca.

 

Tuttavia, può aggirare l’ostacolo facendo fare il test … alla marina israeliana.

 

Si comprende quindi che il vero pagamento di ciò che sarebbe, altrimenti, un puro e semplice regalo, potrebbe consistere in questo: la convalida del prodotto, che è essenziale e che era la più grande difficoltà. Nessuna forza nucleare è tale senza test e convalide, sia per i vettori e i dispositivi di lancio, che per le cariche nucleari stesse.

 

Del resto, questa operazione non è sfuggita alla vigilanza degli esperti, compresi i media russi, dal momento che Sputnik le ha dedicato una sezione speciale nel mese di aprile 2015, per rivelare ai suoi lettori che “Berlino fornirà a Israele un sottomarino a capacità nucleare “.

 

Ci sono motivi per credere che la direzione politica tedesca non abbia necessariamente rinunciato ad acquisire lo status nucleare, un giorno, nonostante le particolari difficoltà della Germania a perseguire un tale obiettivo.

 

Ma siccome questo obiettivo non è facile da raggiungere, vediamo se esiste un modo più intelligente. È qui che entra in gioco l’Europa.

 

La proposta “Kiesewetter”

 

Roderich Kiesewetter è un deputato tedesco (CDU), membro della commissione parlamentare per gli affari esteri del Bundestag, ed ex ufficiale di stato maggiore del Bundeswehr.

 

È anche membro, insieme a Andrew Duff, un altro individuo che ho già introdotto ai membri e ai sostenitori dell’UPR, del “European Coucil on Foreign Relations” (ECFR).

 

I due uomini hanno in comune una insolita specialità: sondano il terreno

 

Questa attività consiste nel mettere delle idee sul tavolo, presentandole come proprie, senza coinvolgere personalità o istituzioni ufficiali, sia tedesche che europee (come Juncker o la Commissione Europea). L’obiettivo è vedere se queste idee non provocano particolari reazioni da parte degli altri politici, della stampa e dell’opinione pubblica, o se provocano al contrario una levata di scudi.

 

Ora, nel novembre 2016, Roderich Kiesewetter ha lanciato un’idea, presentandola come sua, in linea con il suo doppio incarico militare + Affari Esteri.

 

Questa idea è quella di utilizzare la costruzione europea per aggirare gli ostacoli che ho descritto sopra. Ed è un’idea brillante. Invece di preoccuparsi di avanzare subdolamente verso lo status nucleare, acquisirlo di diritto; in quanto il divieto riguarda la Germania, è possibile acquisirlo non come Germania ma come membro dell’Unione Europea.

 

L’idea è nata già da un po’ di tempo, e si conforma a una tendenza attuale dello spirito tedesco, che è quella di presentarsi come un bravo membro del mondo occidentale e democratico, piuttosto che un cattivo tedesco capace delle idee più abominevoli. (Per inciso, mi spiego così l’improbabile propensione dei nostri amici tedeschi per la lingua inglese: questione di immagine, soprattutto nei confronti degli altri occidentali.)

 

Questo pretesto avrebbe potuto essere la Crimea. Avrebbe potuto essere l’«ascesa del populismo». Non avrebbe potuto essere la Brexit, che ha l’effetto di portare fuori dalla UE un paese nucleare, lasciandolo nella NATO. Alla fine, sarà l’elezione di Trump.

 

La giustificazione è perfetta in relazione alle circostanze:

 

– l’atteggiamento trasgressivo e la vaghezza di Trump sugli impegni di Washington nella NATO;

 

– il rischio di perdere l’”ombrello nucleare” americano, agitato nei media euro-atlantici;

 

– la “minaccia” di una Russia sospettata delle peggiori intenzioni da parte di questi medesimi media.

 

Sicuramente, l’opportunità di sondare il terreno è perfetta. Se ne prende atto.

 

Reuters ha quindi presentato l’idea di “Kiesewetter” in una notizia del 16 novembre 2016. Se chi mi legge tiene a mente quanto appena detto, ogni riga del messaggio (in inglese) dovrebbe apparire chiara e trasparente.

 

Naturalmente, la proposta è accompagnata dalla riaffermazione che “la Germania stessa” non deve diventare una potenza nucleare. Tuttavia questa frase fa parte della retorica obbligatoria. Diamo un’occhiata più da vicino al contenuto concreto della proposta.

 

La notizia di Reuters rimane vaga ed echeggia soltanto le parole di Kiesewetter, di “dare garanzie nucleari a tutta l’Europa”. Ma egli ricorda anche che la fonte del finanziamento dovrebbe essere un bilancio militare europeo comune – già programmato e che deve partire nel 2019, un dettaglio interessante che non mi pare sia stato riportato da TF1 o da Le Monde.

 

Tuttavia, un articolo di un altro “think tank” europeo, Carnegie Europe, non ha avuto questi pudori e addirittura parla di “Euro-nukes” (bombe atomiche europee), a cui la Francia potrebbe acconsentire a causa del carico fiscale per lei rappresentato dalla sua forza di dissuasione nucleare, nel contesto della nostra adesione all’euro che ci precipita in restrizioni di bilancio sempre più severe.

 

Questa è la sola forma concretamente possibile di “garanzie”. Ma negli “Euro-nukes” c’è tutto: la costruzione, la conservazione, la catena di comando “europea”, che comprende quindi politici e militari tedeschi. Il progetto Kiesewetter sarebbe di gran lunga il modo più efficace per la Germania per ottenere tempestivamente lo status di potenza nucleare.

 

L’interesse della Germania per il nostro seggio al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite

 

Dato che le disgrazie non vengono mai sole, l’elezione di Emmanuel Macron probabilmente incoraggerà certi ambienti europeisti a far emergere a breve la proposta di fare del seggio permanente francese al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite un seggio franco-tedesco.

 

Questa idea – che completerebbe il suicidio della Francia come grande potenza – non è nuova. François Asselineau ne ha parlato in diverse conferenze, sottolineando che è già stata lanciata molte volte nel corso degli anni da Daniel Cohn-Bendit. Ad esempio, quando ha lanciato il suo appello sul Nouvel Obs del 21 luglio 2012 perché la Francia abbandoni il suo seggio permanente al Consiglio di sicurezza “a favore di un seggio franco-tedesco, come avanguardia di un seggio europeo”. Idea ribadita in modo più allusivo e indiretto nel Nouvel Obs del 13 ottobre 2012:

 

Ma in questi giorni parte della stampa nazionale francese finge di scoprire con entusiasmo questa idea, e il quotidiano Libération addirittura suggerisce che l’opinione pubblica non vedrebbe l’ora che Emmanuel Macron prenda questa decisione …

 

Ritornando all’idea attribuita a Kiesewetter delle “bombe atomiche europee”, è interessante notare che il 6 marzo 2017 il New York Times ha a sua volta contribuito a dare credito e ad inculcare l’idea nelle menti.

 

Il prestigioso giornale quotidiano americano scrive infatti: “Un’idea, una volta impensabile, sta guadagnando attenzione nei circoli politici europei: un programma di armi nucleari dell’Unione europea. Secondo un piano di questo tipo, l’arsenale francese verrebbe riorientato verso la protezione del resto d’Europa e sarebbe messo sotto un comando comune europeo, con un piano di finanziamento, una dottrina della difesa o una combinazione dei tre. Sarebbe implementato solo se il continente non potesse più contare sulla protezione americana.

 

Niente altro da aggiungere.

 

CONCLUSIONE: ALTO TRADIMENTO ?

 

È chiaro che gli eventi vengono gradualmente messi in atto per far sì che la Francia abbandoni consapevolmente i suoi due massimi punti di forza, che sono il suo seggio permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l’indipendenza della propria forza nucleare.

 

Tale evoluzione sarebbe perfettamente compatibile con lo spirito europeista, anche se le sue motivazioni non sono necessariamente puramente europeiste.

 

Infatti, su cosa si basa l’europeismo? Sulla volontà di smantellare gli Stati nazionali e di cancellare la loro sovranità. Ora, la forza atomica e il seggio permanente – che dobbiamo, sia l’uno che l’altro, all’azione strategica e ostinata di Charles de Gaulle – sono veramente i due ultimi santuari della sovranità nazionale francese.

 

C’era dunque da aspettarsi che le forze euro-atlantiche – e le élite tedesche – avrebbero cercato di attaccarli, come tutto il resto.

 

Il processo è avviato. Avrà luogo l’alto tradimento? E Emmanuel Macron è stato portato all’Eliseo dall’oligarchia per questo estremo scopo?

 

Il fatidico conto alla rovescia avviene mentre il popolo francese, sotto il controllo mentale dei media mainstream, non capisce o si rifiuta di capire cosa sta succedendo.

 

Più che mai, il Frexit dall’UE, dall’Euro e dalla NATO sono l’ultima chance prima della fine della Storia della Francia come potenza indipendente e sovrana.

 

Vincent Brousseau

 

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Tempesta in Arrivo Aggiornamento 7 Novembre

Tempesta in Arrivo Aggiornamento 7 Novembre

Un’esplosione nell’area degli esperimenti nucleari in Corea del Nord il 31 Novembre lascia 200 morti sul posto. Sembrerebbe una mini bomba nucleare in una operazione delle Forze Speciali.

In Arabia Saudita vengono arrestati vari principi, uno muore in un incidente in elicottero, un’altro in una sparatoria con la polizia che lo stava andando ad arrestare. ISIS viene cancellata dalla Siria.

Dei documenti trapelati in questi giorni in Israele rivelano un complotto coordinato tra i Sauditi e gli Israeliani per fare scoppiare una guerra il Libano. Le dimissioni di Hariri sono la conseguenza di questo piano fallito miseramente.

L’Anonimo Q su 4Chan ha postato dei messaggi criptici sul numero di persone che hanno accesso alle informazioni riservate riguardo le accuse secretate. Solo 3 le avrebbero. Conclude questo post con 3 simboli + e con Snowwhite, Biancaneve.

 

In recentissimi Tweet, Trump fa riferimento a ordini militari e di “energia”, si potrebbe speculare se si riferisca alla Free Energy o sulla energie galattiche. Continua poi dicendo che “controlliamo lo spazio”, anche qui il senso potrebbe essere che viene tenuta in considerazione la presenza delle Forze della Luce? Conclude uno dei suoi tweet con gli stessi 3 + di Q.

Una interpretazione di Biancaneve potrebbe essere l’associazione di idee con i sette nani, o anche le sette stelle delle Pleiadi e i Pleiadiani.

SkyKing è una radio che trasmette in situazioni di emergenza, dei Militari Americani, con messaggi in codice. Ieri si è avuta una massiccia trasmissione di messaggi in codice: “SKYKING SKYKIN DO NOT ANSWER”.

Gli indagati secretati per lo scandalo Uranium 1 sono passati da 12 a 17 nel weekend. Ci si aspetta che prima o poi questi nomi verranno resi pubblici e i Clinton potrebbero essere nella lista. Tony Podesta è apparente in galera sul serio e questo potrebbe rivelare qualcosa su Hillary.

I Militari Americani si stanno disponendo sul territorio con una distribuzione capillare. Potrebbero essere i Militari Positivi che si stanno preparando che qualcosa stia per accadere.

Harvey Weinstein ha pagato agenti del Mossad per gestire una serie di suoi lavori sporchi.

L’FBI ha fatto irruzione nella sede di MedCure, una compagnia che promuoveva la donazione del corpo alla scienza per poi rivendersi gli organi, ufficialmente, ai ricercatori.

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Rettiliani Mutaforma nei Naga Indiani

Rettiliani Mutaforma nei Naga Indiani

Rettiliani Mutaforma nei Naga Indiani. Di Arjun Walia.

Gli extraterrestri e gli UFO sono un argomento molto caldo in questo momento e lo sono stati da molto tempo, soprattutto negli ultimi anni. Perché?

Parzialmente perché è la natura umana che tende sempre a riflettere sull’ignoto e sul mistero, ma è anche in gran parte dovuto al fatto che centinaia di insiders di alto rango di tutto il mondo con credenziali verificate, sono venuti avanti condividendo le loro storie e le loro esperienze su intelligenze extraterrestri che stanno visitando il pianeta Terra.

I whistleblowers spaziano dai professori, dagli astronauti della NASA, fino a personaggi militari, politici, e altri ancora.

Non solo, a corredo di queste testimonianze, migliaia di documenti relativi all’argomento UFO / extraterrestri sono stati declassificati da decine di governi.

Gli UFO non sono più un tema marginale, e anche se negli ultimi anni non ci sono molte informazioni ufficiali, sempre più prove stanno emergendo alla superficie mentre ci muoviamo nel 2017 e oltre.

Altri hanno incontrato gli alieni grigi, o alieni dall’aspetto umano, ma con pelle diversa, quasi azzurra, fino agli extraterrestri di tipo rettile.

Il fattore chiave da ricordare qui è che non tutte queste interazioni sono con veri ET, alcune sono semplicemente messe in scena dai militari statunitensi.

Conoscere la verità su chi sta facendo cosa può essere molto complicato.

La Penitenza di Arjuna - Mamallapuram, Tamil Nadu

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I Naga

Si dice che i NAGA siano una razza di esseri di tipo rettile non umani.

Si trovano nella letteratura di molte culture antiche di tutto il mondo, soprattutto nell’antico Jainismo, nell’Induismo e nella Mitologia.

Sono stati considerati esseri semi-divini, metà umani e metà rettili, che possono assumere una forma completa di serpente oppure una forma completamente umana.

Secondo le leggende, questi esseri abitavano sottoterra e all’interno della Terra, in grandi regni. Sono stati considerati sia benevoli che amichevoli nei confronti degli esseri umani, ma anche potenzialmente pericolosi.

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Anka

Messaggio da Rettiliana della Luce

Nel buddhismo, i Naga sono spesso rappresentati come guardiani delle porte o, come nel Tibet, divinità minori.

Il Re dei Naga, Muccalinda, che ha dato rifugio al Buddha dalla pioggia per sette giorni mentre era in profonda meditazione, è splendidamente descritto tra il 9° e il 13° secolo in quei territori che oggi sono la Thailandia e la Cambogia.

Nel Jainismo il Tirthankara (il Salvatore) Parshvanatha è sempre mostrato con una copertura di cappucci naga sopra la testa.

I Naga sono stati considerati anche come protettori del Buddha e del Dharma, e qualcuno come David Ike persino afferma che erano già presenti alla nascita di Buddha, nonostante il fatto che siano ancora considerati pericolosi, specialmente quando sono arrabbiati.

Secondo l’Enciclopedia Britannica:

I naga femminili (nagini o nagi) sono principesse serpente di straordinaria bellezza.

Le dinastie dei Manipur nell’India nordorientale, i Pallavas nell’India meridionale e la famiglia dominante di Funan nell’antica Indocina,  tutte dichiarano la loro origine dall’unione di un essere umano e di una nagi.

Un esempio in cui i Naga vengono citati in un’ antica scrittura proviene dal Mahabharata, dove il Buddha ha effettivamente protetto i Naga da un attacco da parte di esseri metà umani e metà uccelli chiamati Garuda.

Secondo Barbara O’Brien, giornalista e studiosa del Buddhismo Zen:

“In una leggenda del buddismo tibetano, una volta un grande Lama di nome Sakya Yeshe e i suoi assistenti stavano tornando in Tibet dalla Cina.

 

Portavano con loro inestimabili copie di documenti chiamati sutra donati dall’Imperatore.

 

In qualche modo i preziosi testi caddero in un fiume e furono perduti senza alcuna speranza.

 

I viaggiatori continuarono il  viaggio verso il loro monastero …

 

Quando arrivarono, appresero che un vecchio era stato lì e aveva consegnato alcuni sutra al monastero di Sakya Yeshe.

 

Erano proprio i doni dell’Imperatore, ancora leggermente umidi ma intatti. Il vecchio uomo apparentemente era un Naga travestito.

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Barbara O’Brien continua a dare più esempi:

“Nella Muccalinda Sutta (Khuddaka Nikaya, Udana 2.1), il Buddha stava seduto in profonda meditazione mentre una tempesta si stava avvicinando.

 

Un re Naga chiamato Muccalinda distese il suo grande cappello di cobra sopra il Buddha per proteggerlo dalla pioggia e dal freddo.

 

Nella Himavanta Sutta (Samyutta Nikaya 46.1) il Buddha parla dei Nagas in una sua parabola.

 

I Nagas dipendono dalle montagne dell’Himalaya per conservare la loro forza, ha detto. Quando sono abbastanza forti, scendono in piccoli laghi e ruscelli, poi in laghi e fiumi più grandi, e infine nel grande oceano.

 

Nel mare raggiungono grandezza e prosperità. Allo stesso modo, i monaci dipendono dalle virtù sviluppate attraverso i Sette Fattori dell’ Illuminazione (consapevolezza, indagine, energia, felicità, tranquillità, concentrazione, equanimità) per raggiungere la grandezza delle qualità mentali”.

Questa è una foto di William Tompkins e dell’Ammiraglio Larry Marsh.

Da adolescente, Tompkins aveva un occhio particolare per i dettagli e amava creare modelli di navi e sottomarini. La Marina si è interessata a queste sue straordinarie capacità e lo ha reclutato per farlo lavorare su progetti tecnologici molto avanzati.

Recentemente, Tompkins ha rilasciato varie dichiarazioni, come molti altri addetti ai lavori, che rivelano informazioni sui programmi clandestini dei bilanci neri.

 

Tompkins ha sempre parlato di esseri rettiliani nei suoi ultimi anni di vita.

Di seguito il video di un’intervista con il dottor Michael E. Salla, Ph.D., uno studioso riconosciuto a livello internazionale in politica internazionale, risoluzione dei conflitti e politica estera statunitense.

È un pioniere nello sviluppo dell’Esopolitica.

È interessante che la leggenda suggerisce che questi esseri potrebbero trasformarsi in forma umana, perché oggi molte persone credono che alcuni politici di alto rango e tutte le famiglie reali abbiano legami di sangue con questi esseri e li considerano effettivamente dei mutaforma.

Icke è stato uno dei pionieri che ci ha risvegliati al fatto che l’umanità è stata manipolata per diventare “inconsapevole”, attraverso l’uso della programmazione mentale da parte dei media e della politica, il controllo tirannico sul nostro cibo, l’ acqua e la qualità dell’aria, la lotta contro la nostra intelligenza a base di farmaci e alcool, e la lista potrebbe continuare.

Secondo Icke, c’è una linea di sangue che è stata strategicamente mantenuta intatta da secoli.

Il Burkes Peerage and Baronetage, una risorsa completa di genealogie aristocratiche, rivela che tutti i 44 presidenti statunitensi appartenevano alle linee di sangue reali europee nel corso della storia.

Ciò include Bill Clinton, la famiglia Bush, Barack Obama, John Kerry e così via.

Ma se viviamo veramente in un sistema democratico, come è che ogni persona diventata presidente era di origine regale francese o europea?

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Linee di Sangue

Quali sono le possibilità di tutto questo mistero, considerando che gli Stati Uniti hanno combattuto per la loro indipendenza dall’ Europa nel 1700?

Il Burkes Peerage suggerisce fortemente che le elezioni non siano mai state realmente basate su un sistema di voto popolare, ma piuttosto si basano sulla più alta percentuale di geni regali di queste particolari linee di sangue.

Per rendere le cose ancor più peculiari c’è il fatto strano che Brad Pitt, Madonna, Marilyn Monroe e Tom Hanks (alcune delle più grandi stelle di Hollywood) anche loro discendono da questa linea.

Cosa potrebbe significare tutto questo?

Secondo Icke ed altri ricercatori, esistono esseri multidimensionali di tipo rettile che i globalisti adorano che provengono dalle costellazioni di Orione, Sirio e del Drago.

Migliaia di anni fa, gli esseri rettili arrivarono sul pianeta Terra e cominciarono a ibridarsi con gli esseri umani. Non fisicamente, però, ma attraverso la manipolazione del genoma umano, il DNA.

Icke afferma che non è una coincidenza che gli esseri umani abbiano una genetica rettile di base all’interno del proprio cervello (cervello antico o rettiliano).

Icke si riferisce ad un versetto della Bibbia, che suggerisce l’ibridazione tra gli uomini e gli “dèi”.

“In quei giorni c’erano i giganti sulla terra; e anche dopo, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, e queste diedero loro dei figli,  questi divennero gli uomini forti dell’antichità, i famosi, gli eroi “. (Genesi, 6: 4)

 

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Cervello Rettiliano

Cervello Rettiliano

Rettiliani Mutaforma nei Naga Indiani

Icke si riferisce ad un versetto della Bibbia, che suggerisce l’ibridazione tra gli uomini e gli “dèi”.

“In quei giorni c’erano i giganti sulla terra; e anche dopo, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, e queste diedero loro dei figli,  questi divennero gli uomini forti dell’antichità, i famosi, gli eroi “. (Genesi, 6: 4)

Icke non è l’unico.

Icke racconta, nei suoi seminari, delle sue discussioni con Credo Mutwa, uno sciamano Zulu del Sudafrica che gli ha raccontato delle leggende africane sui Chitauri, i rettili come “dei” che salivano dai cieli in navi mostruose che bruciavano nell’atmosfera. Questi cosiddetti dèi divennero i dittatori del popolo, togliendo potenzialità e ogni potere alla razza umana.

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Credo Mutwa

Credo Mutwa

Rettiliani Mutaforma nei Naga Indiani

“Un’altra cosa che la nostra gente dice è che i Chitauri incombevano su di noi come avvoltoi.

A volte rapivano alcuni di noi. Li riempivano di grande rabbia e grande ambizione.

E trasformavano queste persone che avevano rapito in grandi guerrieri che facevano guerre terribili. Ma, alla fine, i Chitauri non permettevano mai a questi grandi capi, questi grandi guerrieri e re, di morire in pace. I capi, i re e i guerrieri venivano usati per fare sempre più guerre, per uccidere molti loro simili che chiamavano nemici, e poi, alla fine, il capo, il re e il guerriero morivano di una morte orribile, mentre il loro sangue veniva versato per altri”.

Sono “negativi”, “cattivi”?

Inevitabilmente questa domanda si presenta sempre durante una tale discussione.

E qui si trova uno dei fattori più importanti del nostro tempo che dobbiamo ricordare quando si tratta di tutte le persone, gli ET e i gruppi in generale: non possiamo guardare niente o nessuno come generalmente “cattivo” o “negativo”. Non si tratta di questo.

Anche i cabalisti che fanno quello che fanno non dovrebbero essere oggetto di vendetta né guardati da una prospettiva negativa su ciò che hanno fatto, stanno facendo e chi combattono.

Ad ogni modo, qui si tratta di un’unica cosa: il cambiamento di coscienza.

C’è un grande bisogno di giustizia quando si parla delle azioni della Cabala e questo in realtà sta a noi come consideriamo tale giustizia.

Esponendo ciò che sta succedendo, il mondo saprà cosa hanno fatto queste anime, così saranno esposte, affronteranno le emozioni del popolo e così via.

Ma dobbiamo proprio buttarli in una cella 2×3 per dire che giustizia è fatta?

Questa potrebbe essere una soluzione, ma anche qualcosa di primitivo che in realtà non risolverebbe nulla.

La gente dovrà decidere da un punto di vista non guidato dall’odio, che crea solo più guerre e problemi.

Cosa succede invece se ci chiediamo: come possiamo aiutare queste persone?

Come possiamo isolarli in modo sicuro per un periodo di tempo, ma anche assisterli?

Queste sono le difficili questioni che la maggior parte delle persone non vogliono affrontare perché sono guidate dalle emozioni e dai sentimenti di rabbia e di vendetta, ma siamo pur sempre  una società in evoluzione e una civiltà.

Una visione del mondo fondata sul giudizio e sull’odio verso certe cose o persone non è una società civilizzata.

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226 PARLAMENTARI EUROPEI CONSIDERATI AFFIDABILI DAL SOROS

226 PARLAMENTARI EUROPEI CONSIDERATI AFFIDABILI DAL SOROS

01.11.2017

OLTRE IL COMPLOTTISMO: SVELATA LA LISTA DEI 226 PARLAMENTARI EUROPEI CONSIDERATI ‘AFFIDABILI’ DAL MILIARDARIO. GLI ITALIANI SONO 14, DI CUI 13 DEL PD, E NESSUN GRILLINO O DI FORZA ITALIA – IL GOVERNO UNGHERESE, GRAN NEMICO DI SOROS, USERÀ QUESTI ‘LEAK’ NELLA SUA FURIBONDA BATTAGLIA CONTRO I PROGETTI DELLA OPEN SOCIETY DI RIEMPIRE DI PROFUGHI E DI IMMIGRATI TUTTI I PAESI EUROPEI.

Affidabili perché? Amichetti di chi? I parlamentari italiani affidabili per George Soros e la sua Open Society, ma soprattutto per i suoi progetti di diffusione di immigrati e profughi in tutta Europa, sono 14, dei quali 13 del Partito Democratico, che a Bruxelles e Strasburgo sta nel gruppo che ora si chiama “alleanza progressista democratici e socialisti”, e 1 della lista Tsipras, che è Barbara Spinelli.

Gli altri sono Brando Maria Benifei, Sergio Cofferati, Cecilia Kyenge, Alessia Mosca, Andrea Cozzolino, Elena Gentile, Roberto Gualtieri, Isabella De Monte, Luigi Morgano, Pier Antonio Panzeri, Gianni Pittella, Elena Schlein, Daniele Viotti.

GEORGE SOROS E TAMIKO BOLTONGEORGE SOROS E TAMIKO BOLTON 

 I loro nomi compaiono in un documento interno della Open Society che è una mappa dettagliata fino alla maniacalità sul Parlamento Europeo e la sua struttura, le sue ramificazioni, al centro della quale ci sono 226 parlamentari sui 751 dell’intero Parlamento, 7 vicepresidenti, decine di coordinatori e di questori, i membri di 11 commissioni e 26 delegazioni, tutti definiti affidabili alleati già dimostratisi tali o che tali possono diventare, assieme al gruppo dei loro assistenti, collaboratori, funzionari e portaborse a titolo vario.

La maggioranza, 82, è nel partito dell’Alleanza progressista dei socialisti e democratici, ma ci sono circa 38 del Partito Popolare Europeo e 36 del gruppo Liberale, 34 della Sinistra Nordica, fino a 7 conservatori e conservatori e riformisti europei. Un appoggio trasversale.

Gianni PittellaGIANNI PITTELLA 

Per carità, le grandi compagnie nell’organizzare attività di lobby così fanno, individuano le persone avvicinabili in una istituzione per disponibilità e per competenza. Ma se si trattasse solamente di individuare chi è vicino a certe opinioni, certe battaglie, a certe campagne in modo ideale, per appartenenza politica e sentimento, perché solo 226 presi nell’intera area progressista del Parlamento, e non solo? Perché solo 14 italiani, quando si suppone che tutti e 31 gli eletti del Partito Democratico dovrebbero condividere le stesse opinioni? Perché nessuno dei 17 eletti dei 5 stelle? Nessuno sensibilizzabile fra I 13 di Forza Italia?

BARBARA SPINELLIBARBARA SPINELLI

 È un bel malloppo quello preparato dalla Open Society che DCleaks ha reso noto, e che il governo ungherese, gran nemico di George Soros, ora ritiene di poter utilizzare nella sua furibonda battaglia contro i progetti della Open Society di riempire di profughi e di immigrati tutti i Paesi europei.

I 226 parlamentari sono elencati per incarichi, competenze, interessi, background, appartenenza politica, Paesi di provenienza, ruoli nelle varie commissioni passati presenti e futuri; c’è Martin Schulz, non più presidente perché si è candidato nel partito socialdemocratico tedesco e ha sfidato la Merkel portando il suddetto partito al suo minimo storico. C’è l’italiano Gianni Pittella, che del gruppo Socialista è il presidente. Ci sono nomi famosi come Sergio Cofferati e Barbara Spinelli, e meno noti al pubblico, ma segnalati come influenti nel loro partito e nel Parlamento europeo, come Roberto Gualtieri.

Sull’autenticità del rapporto non c’è il minimo dubbio; su reazioni, annunci e speculazioni che fanno gli ungheresi alcune premesse sono necessarie perché il rapporto tra governo di Budapest e George Soros e’ di guerra. A dir la verità siamo prossimi alla guerra anche tra gli organismi che dirigono l’Unione Europea e Budapest, ma anche Varsavia, Bratislava e Praga, a cui aggiungere Vienna.

ORBAN SOROSORBAN SOROS

Lo scontro ruota intorno alla politica di accoglienza indiscriminata, causa principale anche dell’uscita dell’Inghilterra, sarà bene ricordarlo. Con Soros, Budapest e il governo nazionalista di Viktor Orban hanno un conto doppio, perché George Soros è nato in Ungheria, nel 1930, da ebreo del ghetto di Budapest ai nazisti, imparando magistralmente fin da bambino l’arte della sopravvivenza a modo suo, denunciando ai nazisti i luoghi nei quali altri ebrei erano rifugiati. Da lì è partita la sua straordinaria avventura di finanziere e speculatore, con pelo sullo stomaco come pochi, basta ricordare la svalutazione della Sterlina e della Lira nel 1992.

martin schulzMARTIN SCHULZ

La Open Society e la filantropia sono venute dopo, ma non sono meno aggressive nei metodi e nei finanziamenti di certi partiti e di certi candidati piuttosto che di altri. Open Society Foundation si propone di “far accettare agli europei i migranti e la scomparsa delle frontiere”,cito il titolo di un progetto. Progetto finanziato di recente per 18 miliardi di dollari con il passaggio di una parte del patrimonio di Soros a Open society.

Sara’ complottismo, impazza anche negli Stati Uniti, visti i rapporti strettissimi tra Barack Obama e Hillary Clinton e Soros, e lo smacco subito con l’elezione di Donald Trump che proprio non era prevista visto il fiume di soldi profusi, ma l’idea è che per raggiungere l’obiettivo basterebbe negli Stati europei un milione di migranti l’anno, con la collaborazione attiva della sinistra “no borders”, della finanza apolide, dei neoguelfi al potere in Vaticano. Tutte colonie.

MANIFESTI ANTI SOROSMANIFESTI ANTI SOROS

 Nelle parole di Viktor Orban, giudicato pericoloso autocrate nelle capitali dell’Europa occidentale ma estremamente popolare nel suo Paese, l’Europa potrebbe diventare presto ostaggio di “un impero finanziario e speculativo che promuove l’invasione orchestrata di nuovi immigrati”.

Magari Orban è pazzo, ma come mai senza un appuntamento prestabilito né un argomento dichiarato, George Soros può incontrare Jean Claude Juncker? Se è per questo, ha lungamente incontrato anche il premier italiano, Gentiloni, l’estate scorsa, in piena crisi di barconi. Insomma, a 87 anni compiuti, ma evidentemente ancora sostenuto da un’energia indomabile, il vecchio speculatore si muove come un leader politico mondiale. E liste come questa del Parlamento Europeo aiutano lui ma non aiutano la considerazione e la fiducia degli elettori.

 

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Debito Mondiale – 63.000 Miliardi di Dollari

Debito Mondiale per Nazione

Debito Mondiale – 63.000 Miliardi di Dollari.

Di Zero Hedge.

Se si sommano tutti i soldi che i governi nazionali hanno preso in prestito, ci si attesta a un pesante 63 trilioni di dollari, 63 mila miliardi, di Debito Mondiale.

In una situazione ideale, i governi dovrebbero prendere in prestito questi fondi per coprire i disavanzi di bilancio a breve termine o per finanziare progetti critici. Invece, come osserva Jeff Desjardins di Visual Capitalist, in tutto il mondo, i paesi hanno dato per scontata l’idea di disporre di disavanzi costanti come il normale andamento del business e l’accumulo troppo elevato del debito, e tutto questo non è sano né per i paesi e nemmeno per l’economia globale nel suo complesso.

 

Gli Stati Uniti sono un esempio primario di “debolezza del debito”. Il paese non ha registrato un surplus di bilancio annuale a partire dal 2001, quando il debito federale era solo 6,9 miliardi di dollari (il 54% del PIL). Andando avanti fino ad oggi, il debito si è attestato a circa 20 trilioni di dollari (107% del PIL), pari al 31,8% del Debito Mondiale in termini nominali.

Nell’infografica della testata (cliccare per ingrandire), si esaminano due grandi misure:

  1. quota del Debito Mondiale come percentuale;
  2. debito in rapporto al PIL.

Diamo un’occhiata ai primi cinque “leader” di ciascuna categoria, a partire dalla quota del Debito Mondiale su base nominale.

Debito Mondiale Percentuale Globale per Nazione

Debito Mondiale – Percentuale Globale per Nazione – Top 5

Insieme, solo questi cinque paesi detengono il 66% del Debito Mondiale in termini nominali per un totale di 41,6 miliardi di dollari.

Di seguito, ecco le prime cinque nazioni per il debito rispetto al PIL.

Debito Mondiale in Rapporto al PIL

Debito Mondiale in Rapporto al PIL – Top 5

Mentre solo l’Italia e il Giappone sono considerati grandi economie su scala mondiale, anche i livelli di indebitamento elevati di paesi come la Grecia o il Portogallo sono importanti da monitorare.

Nello scenario di base dell’FMI, il debito pubblico della Grecia raggiungerà il 275% del suo PIL entro il 2060, quando le sue necessità di finanziamento rappresenteranno il 62% del PIL. 

Da una recente relazione del FMI, Bloomberg

La Grecia, per esempio, sta continuando lungo un percorso particolarmente insostenibile e i creditori esterni stanno diventando più pressanti. Più recentemente, sia i creditori dell’FMI e della zona euro dei Greci hanno chiesto al paese di attuare leggi che introducono automaticamente misure di austerità qualora non venga raggiunto un surplus di bilancio del 3,5% del PIL.

Mentre la Grecia ha respinto tali richieste come “inaccettabili“, il paese, insieme a molti altri in tutto il mondo, dovrà accettare che l’accumulo costante del debito abbia conseguenze pesantissime.

L’articolo non cita la cosa fondamentale di tutto questo parlare quakkademico di Debito Mondiale. Chi sono i creditori?

Sembra abbastanza chiaro che i creditori sono la Cabala, la Mafia Khazariana delle Banche Centrali. E chi ha in mano le Banche Centrali del mondo, forse i Rothschild? Ebbene non occorre essere un capo per comprendere come tutto il sistema sia stato strutturato per arrivare esattamente a questo punto.

L’introduzione in Europa degli immigrati dal terzo mondo non ha fatto altro che abbassare la consapevolezza del regime di schiavitù livellando tutte le nazioni verso il basso, abituare la gente al debito e togliere la speranza al popolo bue deviando l’attenzione verso gli invasori. Ebbene il risultato voluto dal Sistema Arcontico sembra essere stato pienamente raggiunto, il popolo è in balia della pochezza.

Sappiamo però che qualcosa sta cambiando, la gente si sta risvegliando, i segnali che prima erano poco visibili o ignorabili ora brillano, siamo arrivati al capolinea per la Cabala e questi discorsi quakkademici diventeranno storia molto presto, si perderanno dietro le sbarre delle prigioni e nel Sole Galattico Centrale che aspetta i Roths… nonostante istruiscano i loro pupazzi a sfornare a ritmo incessante dati fasulli, come quelli falsi e insignificanti dell’ISTAT.

Nota DNI

Zero

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Marra su bilderberg e signoraggio il 24.2.2011

Marra su bilderberg e signoraggio il 24.2.2011

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LE FORZE ISRAELIANE ATTACCANO GLI AVAMPOSTI DELL’ESERCITO SIRIANO

LE FORZE ISRAELIANE ATTACCANO GLI AVAMPOSTI DELL’ESERCITO SIRIANO NEI PRESSI DEL GHOLAN, DISTRUGGONO 3 CANNONI DI ARTIGLIERIA

Le forze israeliane attaccano gli attacchi sull'esercito siriano nei pressi di Gholan, distruggono 3 cannoni di artiglieria

Il 5 ottobre, le forze di difesa israeliane (IDF) hanno distrutto 3 cannoni di artiglieria appartenenti all’esercito arabo siriano (SAA) nella zona vicino alle alture del Gholan nel sud della Siria.

L’IDF ha affermato in una dichiarazione ufficiale che l’attacco è stata una risposta a “5 proiettili” lanciati nella parte israeliana  dalla Siria.

L’IDF ha aggiunto che “ogni evento futuro costringerà l’IDF a intensificare la sua risposta“.

Early this morning, 5 projectiles were launched at the N Golan Heights from Syria. In response, the IDF targeted 3 Syrian artillery cannons

Whether errant fire or not, any future occurrences will force the IDF to intensify its response.

The IDF holds the Syrian regime responsible & won’t tolerate any attempt to breach Israeli sovereignty or threaten Israeli civilians’ safety

Il 19 ottobre l’IDF ha utilizzato un missile Spike per distruggere un pezzo di artiglieria delle SAA nella stessa zona . L’attacco è stato anche giustificato da un “proiettile” che presumibilmente è caduto nelle Alture del Gholan.

Secondo gli esperti siriani, l’IDF sta intensificando i suoi attacchi contro la SAA nella Siria meridionale, poiché le forze governative stanno ottengono molto successi nella battaglia contro Hayat Tahrir al-Sham (ex Jabhat al-Nusra, ramo siriano di al-Qaeda) e i suoi alleati nella zona. All’inizio di questa settimana, le forze governative hanno attaccato i terroristi vicino alla città di Beit Jinn.

Tuttavia, è interessante notare che l’IDF non ha utilizzato i suoi aerei da guerra per attaccare le forze militari delle SAA nel sud della Siria ma ha usato il lancio dei missili dai confini di guerra israeliani al confine siro-libanese.

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LA COALIZIONE GUIDATA DAGLI STATI UNITI  AFFERMA CHE IL “CORPO RIVOLUZIONARIO RIVOLUZIONARIO IRANIANO” HA SOSTENUTO IL GOVERNO IRACHENO A RIPRENDERE KIRKUK

LA COALIZIONE GUIDATA DAGLI STATI UNITI  AFFERMA CHE IL “CORPO RIVOLUZIONARIO RIVOLUZIONARIO IRANIANO” HA SOSTENUTO IL GOVERNO IRACHENO A RIPRENDERE KIRKUK

 

Southfront

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La coalizione guidata dagli Stati Uniti ha respinto le rivendicazioni del governo regionale del Kurdistan iracheno (KRG) ,  i corpi rivoluzionari Irani (IRGC) e le fazioni sostenute dall’Iran delle unità popolari di mobilitazione irachene (PMU) hanno svolto un ruolo chiave nell’operazione del governo iracheno a Kirkuk e Provincia.

Un portavoce della coalizione, il colonnello dell’esercito americano Ryan Dillon, ha affermato di aver negato le rivendicazioni dei KRG e dei media collegati a KRG, spiegando che l’IRGC e il PMU hanno svolto un ruolo chiave per consentire al governo federale di riprendere la città di Kirkuk,

“Dalla nostra segnalazione ufficiale dagli elementi che partecipano e hanno ristabilito la sicurezza intorno all’area di Kirkuk, affermo che questi sono elementi della forza di sicurezza irachena come il Servizio di Contro il terrorismo, la Polizia Federale e non abbiamo rapporti di PMF o i tipi di unità che avevo menzionato o che abbiamo ricevuto “, ha detto il portavoce in risposta ad una domanda del corrispondente Rebaz Ali del Pentagono di Rudaw .

Dillon ha aggiunto che gli sviluppi nella zona di Kirkuk “dovevano essere un movimento coordinato“. Il portavoce ha sottolineato che i Peshmerga hanno appena consegnato le aree alle forze irachene.

Così, la coalizione guidata dagli Stati Uniti ha ancora una volta dimostrato che non sta sostenendo l’agenda del KRG in Iraq. La coalizione non è nemmeno pronta a fornire al KRG un’assistenza e i media confermano le sue affermazioni riguardo all’aggressione iraniana contro la nazione kurda.

All’inizio del 17 ottobre, il comando generale Peshmerga ha rilasciato una dichiarazione secondo cui il PMU e l’IRG l’hanno attaccato a Kirkuk e nelle aree circostanti. La dichiarazione ha affermato che è “una chiara dichiarazione di guerra contro il popolo del Kurdistan” e ha aggiunto che il governo iracheno “pagherà un prezzo pesante per i crimini“.

La coalizione guidata dagli Stati Uniti rifiuta KRG afferma che il "Corpo rivoluzionario rivoluzionario iraniano" ha promosso il governo iracheno in Kirkuk

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